Manuela Bailo, “omicidio premeditato”/ Indagini chiuse: le prove del piano di Pasini

- Silvana Palazzo

Manuela Bailo, chiuse le indagini: per il pm Fabrizio Pasini deve rispondere di omicidio premeditato e occultamento di cadavere. Le prove del piano ordito ad hoc

Manuela Bailo
Manuela Bailo (Foto Facebook, 2019)

L’omicidio di Manuela Bailo è stato premeditato? Le indagini sono state chiuse e Fabrizio Pasini deve rispondere di omicidio aggravato dalla premeditazione e di occultamento di cadavere. Un indizio arriva proprio dal luogo del delitto. Pulire il bagno dal sangue della donna, a cui era stata tagliata la gola, non era possibile con un paio di stracci. Serviva altro per cancellare i segni dell’omicidio ed è stato fatto sparire. Una stranezza, considerando che non mancava nulla nella taverna della casa di Ospitaletto. E allora Fabrizio Pasini, sostengono gli inquirenti, deve averci pensato. Prima di uccidere l’amante e la collega si era organizzato, portando in casa l’occorrente per ripulirla dopo lo scempio? Per il pm Francesco Carlo Milanesi dietro questa cancellazione di tracce ematiche, individuate in quantità dal Luminol, c’è la prova che l’omicidio di Manuela Bailo è stato premeditato. Quindi avrebbe attirato l’amante in trappola con un pretesto amorevole per poi liberarsi di lei. La situazione per lui era diventata ingombrante: la donna, innamorata di lui, lo voleva tutto per sé.

MANUELA BAILO, “OMICIDIO PREMEDITATO”

L’ex sindacalista Uil ha compiuto l’omicidio tre giorni prima di andare in ferie con la famiglia ad Alghero. Doveva “sistemare” tutto. Il 48enne di Ospitaletto, sposato e padre di due figli, avrebbe dunque attirato Manuela Bailo nella casa, che era libero visto che la famiglia era già in Sardegna. Per il pm, che ha chiuso le indagini, la maglietta indossata da Fabrizio Pasini, e poi fatta sparire insieme alla borsa e al borsone della vittima, così come il canovaccio da cucina trovato attorno al collo della 35enne nella vasca dei liquami di Azzanello dove è stata trovata, non erano sufficienti per pulire tutto dal sangue. Quindi, come riportato da Il Giorno, avrebbe usato altri stracci che però non ha preso dall’appartamento. Per il pm un’altra prova della premeditazione dell’omicidio arriva dal fatto che l’uomo si sia informato sugli orari dello zio che vive al piano di sopra della villetta. Non doveva incontrarlo, neppure per tornare a recuperare il cadavere. Ora attende il processo: l’avvocato Pierpaolo Pettenadu chiederà il rito abbreviato.



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