Marco Pantani fu ucciso?/ Video Le Iene: scena del crimine “sistemata”, i nuovi dubbi

- Silvana Palazzo

Marco Pantani, le prove sulla sua morte sono state manomesse? Video, a Le Iene una nuova testimonianza sulle anomalie nell’indagine: il Pirata è stato ucciso?

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Marco Pantani, manomesse prove sulla morte?

Un esperto di investigazioni elettroniche che ha lavorato per la Procura di Rimini sostiene che ci potrebbe essere stato un tentativo di manomissione. «Il video della polizia scientifica girato nella stanza dove fu trovato morto Marco Pantani potrebbe essere stato manomesso», ha dichiarato a “Le Iene”. Il nuovo servizio ha affrontato altri punti oscuri dell’indagine sulla morte del Pirata, come quello sulla pallina di cocaina che il video mostra accanto al cadavere. Ma più testimoni, intervenuti in quella stanza per soccorrerlo o come personale del residence, negano di averla vista al loro ingresso. Qualcuno l’ha aggiunta in seguito? C’è poi un uomo che ha contattato “Le Iene” dopo l’ultimo servizio andato in onda che racconta una confidenza ricevuta da un amico durante una cena: l’ispettore di polizia Laghi, che guidò le indagini, avrebbe in qualche modo “sistemato” la scena del crimine. (agg. di Silvana Palazzo)

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“IL CORPO È STATO SPOSTATO”

Marco Pantani non si è suicidato: fu ucciso e il corpo spostato. Lo sostengono i consulenti della famiglia, tra cui il generale Umberto Rapetto, davanti alla Commissione parlamentare antimafia e in una memoria di 56 pagine che è stata consegnata a deputati e senatori. Lo riporta il Fatto Quotidiano, che ne ha preso visione. Il ciclista non era solo quando morì il giorno di San Valentino del 2004 in una stanza del residence di Rimini “Le Rose”. «Qualcuno era con lui quando la morte è arrivata, c’è il segno evidente che il corpo sia stato spostato», ha dichiarato Rapetto. Si riferisce ad alcune macchie di sangue fresco rinvenute sul posto. Ma perché Pantani sarebbe stato ucciso? La sua morte sarebbe «verosimilmente connessa ai molteplici interessi della criminalità organizzata nel campo delle scommesse illecite e nel traffico di stupefacenti». A 15 anni dalla morte del Pirata, continua la battaglia della famiglia per riaprire ancora una volta in caso. L’ipotesi si lega alla testimonianza inedita raccolta da “Le Iene”. Ma perché si è arrivati alla Commissione Antimafia? Lo ha spiegato il senatore M5s Giovanni Endrizzi, coordinatore del gruppo sulle scommesse clandestine che curerà l’istruttoria. «Il nostro interesse non è strettamente sul suicidio: noi vogliamo capire se le mafie abbiano avuto un ruolo in questa vicenda, il resto verrà di riflesso». (agg. di Silvana Palazzo)

MARCO PANTANI FU UCCISO?

C’è ancora molto che non sappiamo della morte di Marco Pantani, e proprio sulle anomalie e le cose che non tornano delle indagini prosegue l’inchiesta de “Le Iene”. L’inviato Alessandro De Giuseppe ha racconto una nuova testimonianza che andrà in onda nel corso della puntata di oggi, domenica 12 maggio 2019. È stato interpellato un esperto di investigazioni elettroniche che ha lavorato per la Procura di Rimini e che preferisce non svelare la sua identità. Era lì con la polizia quando, il 14 febbraio 2004, è stato ritrovato il corpo del ciclista nel residence Le Rose. Ora racconta per la prima volta quello che ha visto perché «non si è ancora arrivati alla verità sulla morte di Pantani». L’esperto di elettronica ha spiegato a “Le Iene” nuovi dettagli sul filmato della polizia scientifica sulla stanza dove è stato ritrovato il corpo senza vita di Marco Pantani. «La cassetta era stata danneggiata e l’abbiamo ricostruita noi in laboratorio». Il filmato, registrato su una cassetta mini DV, era stato danneggiato.

MARCO PANTANI, MANOMESSE PROVE SULLA MORTE?

La polizia aveva spiegato all’esperto informatico: «La scientifica, nel fare dei fermi immagine, è andata avanti e indietro, l’hanno rovinata». La cassetta aveva tutto il nastro fuori, ma è stata smontata e il contenuto è stato riversato in un CD dal tecnico. Si è trattato di una manomissione? A tal proposito ha spiegato a “Le Iene”: «È evidente. Non mi è mai capitato che era uscito un nastro». E questo a meno che non venga tirato fuori manualmente. Infatti nel luglio 2014 ci fu un esposto dell’avvocato della famiglia Pantani, Antonio De Rensis, il quale fece riaprire le indagini sulla morte del Pirata, in cui furono segnalate 16 interruzioni della cassetta. Il filmato salta, e in quei minuti «potrebbe essere accaduto di tutto», sostiene l’avvocato. Come appunto la manomissione delle prove, il sospetto lanciato da “Le Iene”. Il programma di Italia 1 aveva segnalato altre anomalie sulle indagini, come la pallina di cocaina ritrovata vicino al cadavere, mai vista dai primi entrati nella stanza. Clicca qui per il video che anticipa il servizio.

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