MATTARELLA A NOTRE DAME “ITALIA-FRANCIA AMICI”/ “Nella Cattedrale la storia d’Europa”

- Niccolò Magnani

Parigi, Mattarella a Notre Dame dopo l’incendio: “qui per testimoniare l’amicizia tra Italia a Francia. La Cattedrale simbolo della storia e civiltà d’Europa”

Mattarella e Bonisoli a Notre Dame
Mattarella e Bonisoli a Notre Dame (Foto Twitter Quirinale, 2019)

«Italia e Francia sono Paesi amici», così Mattarella ha voluto ringraziare e salutare il Presidente Macron dopo aver fatto visita ad Amboise sulla tomba del genio del Rinascimento. Sempre rimanendo a Notre Dame però, Mattarella aveva ricordato come l’intera storia d’Europa ha vissuto e passati momenti cruciali proprio attraverso quella meravigliosa Cattedrale che abbiamo rischiato di vedere in fumo forse per sempre: «tutti i principali avvenimenti di Francia dal 1.200 in poi sono passati da qui – ha dichiarato il Capo dello Stato entrando a Notre Dame – E questa cattedrale rispecchia tanta parte della storia e della civiltà d’Europa». Accompagnato dal Ministro dei Beni Culturali francese, Franck Riester, anche il suo omologo italiano Alberto Bonisoli ha voluto commentare brevemente l’assoluta vicinanza dell’Italia ai cugini di Francia non solo per Notre Dame: «È importante oggi essere qui per testimoniare la vicinanza dell’Italia alla Francia, dopo l’incendio che ha causato gravi danni a Notre Dame. Sin da subito il Mibac ha messo a disposizione degli amici d’oltralpe i propri esperti, eccellenze riconosciute a livello mondiale, per la ricostruzione della cattedrale, patrimonio mondiale dell’umanità».

IL CAPO DELLO STATO A NOTRE DAME

L’obiettivo del viaggio è la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, eppure Sergio Mattarella ha voluto cominciare il suo breve viaggio in Francia con la visita alla Cattedrale di Notre Dame di Parigi, devastata lo scorso 15 aprile dal tremendo incendio che ha di fatto polverizzato il tetto e la guglia centrale, facendo temere per l’intero crollo della Chiesa più famosa e importante di Francia. Il Presidente della Repubblica prima di recarsi ad Amboise con l’omologo Emmanuel Macron, si è recato sotto il cielo nebuloso di Parigi per certificare due atti “simbolici”. Il primo, la celebrazione di quello che è un simbolo della civiltà, cultura religiosa e storia d’Europa: il secondo, come detto dallo stesso Mattarella, è per testimoniare l’amicizia e i rapporti saldi tra Francia e Italia. Dopo gli scorsi mesi di profonda lite diplomatica tra i due Paesi, con il gesto clamoroso del ritiro dell’ambasciatore francese da Roma per qualche settimana, la linea di dialogo tra Eliseo e Quirinale è rimasto il filo sul quale si sono poi riannodati i rapporti e spente le polemiche in vista delle Elezioni Europee. Dopo le pesanti critiche lanciate da Macron al Governo italiano e le risposte piccate di Salvini e Di Maio, si pensava ad una rottura quasi completa del dialogo: Mattarella aveva già “chiuso” il caso diplomatico all’epoca e ora pensa a riannodare i fili proprio grazie alle celebrazioni dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci e alla visita in Notre Dame.

L’OMAGGIO DI MATTARELLA AI VIGILI DEL FUOCO

«Per me, come per tutti quelli che sono stati più volte a Notre-Dame, quelle dell’incendio alla cattedrale sono state ore di grande preoccupazione e coinvolgimento affettivo», ha commentato Mattarella davanti alla struttura ancora segnata dalle fiamme devastanti di quelle ore terribili prima di Pasqua. Sempre il Capo dello Stato, «Sapere che è stata salvata dai vigili del fuoco è motivo di grande riconoscenza nei loro confronti. Notre Dame rappresenta un vero archivio di memoria, nel quale si specchia tanta parte della storia dell’Europa». Lasciando poi la Cattedrale cattolica dedicata alla Madonna, Mattarella ha voluto ribadire il senso profondo della sua presenza in Francia a poche settimane dalle Europee e dopo un anno di polemiche e scontri: «Sono qui  per testimoniare l’amicizia tra Italia e Francia. I Vigili del Fuoco meritano la riconoscenza del’Europa, perché hanno avuto grande capacità professionale e grande coraggio». Il Presidente della Repubblica si è poi diretto con il Ministro della Cultura Bonisoli ad Amboise dove con Macron ha poi celebrato il 500/mo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, in ricorrenza proprio oggi 2 maggio.

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