Trans colpito con una mazza dal vicino/ “Mi faceva avances davanti alla moglie e…”

- Carmine Massimo Balsamo

Trans aggredito con bastone chiodato e minacciato di morte a Giugliano, Napoli: Lorenzo ha raccontato la vicenda a Pomeriggio 5

Trans aggredito dal vicino di casa
Trans aggredito dal vicino di casa (Pomeriggio 5)

Lorenzo, il giovane trans 29enne picchiato dal suo vicino di casa con una mazza dopo aver rifiutato le sue avances, è intervenuto oggi a Pomeriggio 5 per raccontare la sua assurda vicenda e l’aggressione subita. La sua colpa però non era quella di essere un transessuale: “volevano avere un rapporto di amicizia con me a tutti i costi”, ha esordito Lorenzo. “Io sono una persona tranquilla e riservata, lavoravo e avevo la mia vita, non volevo sempre persone in casa, ma poi il limite è stato oltrepassato quando una mattina il mio vicino deciso di portare birra in casa mia e giocando con la moglie ha iniziato a fare delle avances”. La donna si sarebbe ingelosita e di fronte a questa scena Lorenzo avrebbe deciso di metterli entrambi alla porta. “Da lì sono iniziate le offese, davano calci alla porta, per 4 volte sono venuti a casa i carabinieri e quando non bevevano mi chiedevano scusa e mi imploravano di non denunciarli”, ha aggiunto. Quindi l’aggressione con la mazza mentre si trovava in un panificio. “La mia compagna ha chiamato i carabinieri. Io sono scappato, sono andato a casa a controllare il cane e il gatto ma lui mi ha inseguito ed ha continuato”, ha raccontato. Ora Lorenzo è costretto a vivere in un albergo e non può lavorare anche per via delle ferite e del terrore. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

“RIFIUTÒ AVANCES”

Emergono alcune novità rispetto all’aggressione a scapito di un giovane trans aggredito a Giugliano, nel Napoletano, con una mazza chiodata. Secondo le ultime novità emerse da Il Mattino, l’aggressione sarebbe scaturita in seguito ad un rifiuto per delle avances. La vittima si chiama Lorenzo ed è stato selvaggiamente picchiato da un vicino di casa pregiudicato. Secondo le indiscrezioni, dopo il rifiuto di Lorenzo alle attenzione dell’uomo sarebbero iniziate le persecuzioni. Non solo insulti a sfondo omofobo ma anche violenze vere e proprie andate avanti per mesi fino all’epilogo drammatico. Il giovane ha allertato i carabinieri e fatto arrestare il suo persecutore. Secondo quanto riferito dall’Ansa, a nulla sarebbero serviti i tentativi della moglie, una donna di 34 anni, di riportare alla calma l’uomo, trovato con in mano un bastone di legno con dei chiodi arrugginiti conficcati, mentre colpiva selvaggiamente il transessuale. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

MINACCE E BOTTE: ARRESTATO 39ENNE

Un vero e proprio dramma quello che si è consumato a Giugliano, Napoli: un trans è stato aggredito con un bastone chiodato dal vicino di casa, dopo essere stato minacciato e percosso fisicamente. Come riportano i colleghi de Il Mattino, la vittima è un 29enne di Napoli che da qualche mese si era trasferito in una dlele villette a schiera che si trovano tra Pozzuoli e Giugliano: l’aggressore è stato fermato in flagranza di reato, una spedizione omofoba secondo una primissima ricostruzione. In manette il vicino di casa 39enne, che ha alle spalle alcuni precedenti di polizia: secondo le forze dell’ordine, sarebbe solo l’ultimo di una serie di atti persecutori nei confronti del trans e della sua compagna 58enne.

NAPOLI, TRANS AGGREDITO CON BASTONE CHIODATO: 10 GIORNI DI PROGNOSI

Il bastone utilizzato per picchiare selvaggiamente il trans era lungo 90 centimetri e conteneva tre chiodi arrugginiti conficcati: l’arma è stata sequestrata, mentre l’aggressore in questo momento si trova rinchiuso nel carcere di Poggioreale. Un dramma che andava avanti da due mesi, con il vicino di casa che, per motivi verosimilmente legati all’omofobia, perseguitava con insistenza il trans e la sua compagna. Come riporta Il Mattino, sono stati registrati insulti, minacce verbali e sui social network, nonché dispetti di pessimo vicinato. A nulla è servito il tentativo della moglie dell’aggressore di contenere la sua furia: solo l’intervento dei militari ha evitato il peggio. Il quotidiano partenopeo evidenzia che la vittima della spedizione omofoba è finita al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: contusioni e tagli alle mani e al braccio giudicate guaribili in 10 giorni.

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