Noemi Durini, slitta processo Appello/ Mamma “inverosimile, Lucio Marzo deve pagare”

- Emanuela Longo

Omicidio Noemi Durini, slitta processo d’Appello. La madre della vittima non comprende il nuovo stop e spera che il killer possa pagare per ciò che ha commesso

Noemi e Lucio
Noemi Durini e Lucio Marzo (Web, 2018)

Il processo di secondo grado sull’omicidio di Noemi Durini, la giovane di Specchia (Lecce) uccisa e rinvenuta sotto un cumulo di pietre il 13 settembre 2017, è destinato a slittare di due settimane. A causa di un numero troppo elevato di udienze in calendario, infatti, si dovrà attendere il prossimo 7 giugno per l’inizio dell’Appello che vedrà imputato Lucio Marzo, l’omicida reo confesso della studentessa,  il 19enne di Montesardo di Alessano, il quale in primo grado era stato già condannato a 18 anni e 8 mesi con l’accusa di aver ucciso la ragazzina ed averne poi occultato il corpo. Alla luce del gran numero di udienze oggi in Appello, spiega l’agenzia di stampa Ansa, il difensore di Marzo, l’avvocato Luigi Rella aveva chiesto alla Corte un’udienza ad hoc, pienamente accolta ed alla quale non si sono opposte neppure le difese delle parti. Giunto dal carcere di Quartuccio in cui è attualmente detenuto, il 19enne era presente oggi in aula a Lecce. Il suo difensore lo ha descritto come una persona “molto cambiata e che sta prendendo coscienza del reato”. A pensarla in maniera nettamente e comprensibilmente differente è stata invece la madre di Noemi Durini, la signora Imma Rizzo, che non ha nascosto la sua ampia delusione in vista dell’allungamento ulteriore dei tempi.

NOEMI DURINI, SLITTA PROCESSO APPELLO: RABBIA DELLA MADRE

Per la difesa di Lucio Marzo, l’assassino reo confesso di Noemi Durini, il processo a carico del suo assistito sarebbe troppo complesso per essere affrontato con serenità nell’ambito di un sovraccarico di udienze previsto per la giornata di oggi. La Corte d’Appello ha così disposto il rinvio sollevando al tempo stesso un certo malumore presso le persone offese, a partire da mamma Imma e papà Umberto, nonché nella sorella della vittima, Benedetta, tutti presenti in aula con le rispettive difese. “E’ inverosimile che si prendano altri giorni, mia figlia è stata sepolta anche viva, 18 anni e 8 mesi il suo assassino se li deve fare tutti”, ha tuonato la madre all’Ansa. Imma non ha accettato, dunque, lo stop e il rinvio a tra due settimane prima di poter giudicare il ragazzo già condannato in abbreviato. Come spiega Corriere Salentino nell’edizione online, inoltre, il 7 giugno prossimo la difesa di Marzo potrebbe anche avanzare nuovamente la richiesta di perizia psichiatrica alla luce dei continui trattamenti farmacologici e sanitari obbligatori a cui Lucio era sottoposto nelle settimane precedenti al delitto di Noemi.



© RIPRODUZIONE RISERVATA