Omicidio Gabriel: dove e quando è stato ucciso?/ Sangue nel letto, “respirava ancora”

- Emanuela Longo

Omicidio Gabriel, giallo sulla dinamica: dove e quando è stato ucciso? Ris indagano su tracce di sangue trovate sul letto

Omicidio di Gabriel Feroleto
Omicidio di Gabriel Feroleto (Pomeriggio 5, 2019)

E’ giallo sulla morte del piccolo Gabriel, il bimbo ucciso nei giorni scorsi a Cassino, soprattutto dopo l’ultima svolta dei Ris relativa al ritrovamento di sangue sul letto. Dove è morto davvero il piccolo? E’ stato ucciso dalla mamma Donatella, come da lei ammesso, in mezzo al prato mentre con il papà Nicola tentava di avere un rapporto intimo? Oppure il luogo del delitto è un altro? A queste domande stanno tentando di dare una risposta i carabinieri del Ris che ora saranno chiamati a fornire i risultati degli accertamenti relativi alle tracce di sangue rinvenute sul letto nella casa in cui Gabriel dormiva con la madre e la nonna. Secondo quanto rivelato dall’inviata di Pomeriggio 5, nell’abitazione non vi era una vera e propria camera da letto ma i Ris avrebbero trovato una stanza particolarmente disordinata con un grande letto e una brandina sulla quale dormiva la nonna insieme all’altro figlio. Saranno le analisi a stabilire se quelle tracce di sangue sono collegate o meno al delitto del piccolo. La dinamica dell’omicidio, tuttavia, resta ancora misteriosa: dove e a che ora il bimbo è stato ucciso?

OMICIDIO GABRIEL: GIALLO SU DINAMICA

Importante la testimonianza di Concetta, amica del cuore della nonna di Gabriel, la quale ai microfoni di Pomeriggio 5 ha raccontato: “noi siamo stati i primi a soccorrere il bambino, ancor prima che arrivasse l’ambulanza. Il bimbo era per terra, respirava male, ma respirava ancora, forse era il suo ultimo sospiro”. Secondo la donna, Donatella “era immobile, non diceva nulla. Il bambino era steso nel viale davanti casa. Pensavo che l’avessero investito ma si vedeva che cacciava questa roba dalla bocca e respirava, lei stava là ma non parlava, non era agitata né preoccupata, mi sembrava una persona assente come se pensasse ad altro”. Poi ha lasciato un commento sul papà, Nicola “lui non l’ho visto. A me non aveva mai confidato la paura che provava per lui, non entrava mai in casa, era sempre fuori ad aspettare. Lui credo che le avesse minacciate”. Ora gli inquirenti sono al lavoro sulla dinamica: secondo quanto emerso, alle 4 la vicina di casa vide Donatella passare con Gabriel in braccio, poi di corsa la vide giungere davanti casa, posare il figlio a terra. A quel punto la vicina sentì un urlo e giunta sul posto vide Gabriel steso a terra. In merito alle tracce di sangue, la domanda della giornalista e – si suppone – dei Ris è la seguente: è possibile che Donatella prima di posare Gabriel per terra possa essere entrata per un attimo in camera da letto per chiedere aiuto e poi essere riuscita e adagiato il bimbo sul pavimento? Saranno gli inquirenti a chiarire.



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