Pamela Mastropietro, processo a Innocent Oseghale/ Assise Macerata: no nuove perizie

- Niccolò Magnani

Pamela Mastropietro, altra udienza del Processo a Innocent Oseghale: secondo la Corte d’Assise di Macerata, “no nuove perizie sulle ferite”

I genitori di Pamela Mastropietro
I genitori di Pamela Mastropietro (LaPresse, 2019)
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La Corte d’Assise di Macerata ha imposto che non ci dovranno essere nuove perizie sulle ferite al fegato di Pamela Mastropietro: la difesa dell’accusato principale dell’omicidio, Innocent Oseghale, aveva richiesto l’intervento scientifico per stabilire una volta per tutte se la ragazza 18enne – morta e fatta a pezzi a Macerata lo scorso 30 gennaio 2018 – sia morta per le coltellate o per overdose. Secondo i giudici intervenuti nell’udienza odierna presso la Corte d’Assise, è sufficiente la documentazione finora prodotta e presentata agli atti del dibattimento. L’istanza era stata presentata il 10 aprile dai difensori di Oseghale, accusato di aver violentato, ucciso a coltellate e fatto a pezzi il corpo della giovane, per poi abbandonarli in due trolley nella campagna di Pollenza: diversi erano i dubbi sollevati dalla difesa sulla tesi dell’accusa ma per i giudici marchigiani la richiesta di un approfondimento istologico sulle ferite «è generica» e sostanzialmente inutile. Ora la prossima udienza del processo è stata fissata l’8 maggio, ovvero quando ci saranno le richieste della procura e delle parti civili.

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SCONTRO SULLE PERIZIE

Umberto Gramenzi e Simone Matraxia avevano puntato molto della difesa del nigeriano spacciatore proprio sulla necessità di stabilire al meglio la possibilità di una overdose che potesse così suffragare la versione data da Innocent Oseghale in merito alle ultime ore di vita della povera Pamela Mastropietro. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, in aula è andato in scena un forte e lungo confronto-scontro tra i periti di accusa e difesa sui risultati dell‘autopsia: le terribili immagini sono state riproiettate in aula a porte chiuse, scatenando l’impressione dei pochi presenti. Secondo quanto detto nell’ultima udienza il medico legale Mariano Cingolani, colui che ha svolto l’autopsia, «determinanti nella morte di Pamela furono due coltellate al fegato mentre la ragazza era già agonizzante». La posizione di Oseghale si è dunque aggravata dato che, al momento, la tesi forte è che la 18enne romana sia stata uccisa e poi lasciata morire agonizzante.

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