Riccardo Baldi, morto in cantiere 10 anni fa/ Una caduta o un omicidio colposo?

Riccardo Baldi è morto a marzo del 2009 a Riccione in un cantiere: si attende la sentenza in appello per la verità

Riccardo Baldi, Chi l'ha Visto?
Riccardo Baldi (Rai Tre)

Continua ad essere un mistero la morte di Riccardo Baldi, un trentenne deceduto il 3 marzo del 2009, più di dieci anni fa, in un cantiere di Riccione. Baldi di lavoro guidava la betoniera con cui trasportava in giro il cemento, e in occasione di una “sversata”, è morto. Secondo i giudici che hanno indagato assolvendo tutte le persone iscritte sul registro, si è trattato di un incidente, ovvero, Riccardo sarebbe caduto dal proprio mezzo, riportando delle lesioni poi risultate mortali. Una tesi a cui ovviamente non crede la famiglia, come fa chiaramente capire l’avvocato, interrogato dai microfoni di “Chi l’ha Visto?”: «Riccardo Baldi ha subito delle lesioni gravissime e per questo io mi domando: è più probabile che se le sia provocate dopo una caduta di una 50 centimetri oppure che sia stata la benna di un altro mezzo a schiacciarlo mentre lo stesso era distratto? Il giudice non ha voluto ascoltare il medico legale che aveva fatto l’autopsia». La famiglia attende ora la sentenza del processo in appello, con la speranza che si possa fare chiarezza su questa vicenda che ha ancora diversi punti oscuri, a cominciare dai vestiti del povero Baldi.

RICCARDO BALDI, MORTO IN CANTIERE 10 ANNI FA

I capi che aveva addosso non sono stati infatti più restituiti alla famiglia della vittima, forse li ha sottratti qualcuno che aveva interesse a nascondere qualche prova? «I vestiti non ce li hanno mai restituiti – racconta a Rai Tre Christian Baldi, il fratello della vittima – un giorno ho sentito due periti dire “Certo che se ci fossero stati i vestiti sarebbero stati delle prove determinanti…”». La madre, invece, ricorda il giorno della morte del figlio così: «Quella mattina, prima di uscire di casa, mi ha detto che doveva andare a gettare in un cantiere, ma che era un po’ preoccupato. Era un tipo molto affettuoso – prosegue la mamma – rideva e scherzava con tutti. Ha sempre avuto la passione per i camion e alla fine è riuscito a comprarlo, ce l’aveva dentro fin da bambino».



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