SALONE DEL LIBRO 2019, CAOS A TORINO/ Regione e città denunciano Altaforte e Polacchi

- Carmine Massimo Balsamo

Salone del Libro 2019, scoppia la polemica su Altaforte: Regione Piemonte e Città di Torino denunciano la casa editrice per “apologia del fascismo”.

Salone del Libro 2019
Salone del Libro 2019

«Denunciamo Altaforte per apologia di fascismo»: questa la mossa di Regione Piemonte e città di Torino dopo le polemiche sul Salone del Libro 2019, con Chiamparino e Appendino uniti dopo il caos che ha coinvolto la casa editrice guidata da Polacchi. Interpellato dall’Ansa, il ministro della Cultura Alberto Bonisoli ha commentato: «Il Salone del Libro è un luogo di democrazia perché i libri sono idee. I toni si sono alzati troppo. Anche la difesa della libertà di espressione è un valore dell’antifascismo. Il quadro legislativo è chiaro e protegge la Repubblica dal fascismo. Se ci saranno reati sarà la magistratura a stabilirlo». E anche il Salone del Libro ha preso una posizione netta: «Il Salone è antifascista. Se è diventato l’occasione per affrontare questo tema, rilanciandolo oltre che al mondo della cultura a quello della politica, allora la cultura sarà davvero servita a qualcosa: è stato presentato un esposto alla Procura della Repubblica, affinché i magistrati possano valutare se sussistano i presupposti per il reato di apologia di fascismo. Come dicono Regione Piemonte e Città di Torino, «anche la forma più radicale dell’intolleranza va contrastata con le armi della democrazia e dello stato di diritto». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

POLACCHI: “NESSUNO COME MUSSOLINI”

Non accennano a placarsi le discussioni attorno alla presenza di AltaForte, casa editrice di CasaPound al Salone del Libro 2019 di Torino. D’altronde le parole pronunciate ancora questa mattina da Francesco Polacchi, editore del libro-intervista di Salvini, a “La Zanzara” non sono per niente concilianti, per usare un eufemismo:”Benito Mussolini sicuramente è stato il miglior statista del secolo scorso. Se mi portate un altro statista come lui, parliamone, però non credo ce ne siano. De Gasperi o Einaudi? Einaudi? Ma stiamo scherzando?”. Incalzato da Parenzo, Polacchi ha continuato:”Ognuno ha le sue idee. Non posso dire che sono fascista? E invece sì, sia teoricamente, sia tecnicamente. Allora, scusami, rinuncia a tutte le conquiste fatte dal fascismo. Io ritengo che il fascismo sia stato assolutamente il momento storico e politico che ha sicuramente ricostruito una nazione che era uscita perdente e disastrata quantomeno dalla Prima Guerra Mondiale”. (aggiornamento di Dario D’Angelo)

MUSEO AUSCHWITZ: “O NOI O ALTAFORTE”

Continua a far discutere la presenza di AltaForte, casa editrice di Casapound che ha pubblicato il libro-intervista di Chiara Giannini a Matteo Salvini, al Salone del Libro 2019 di Torino. Nelle ultime ore si è arrivati ad una sorta di aut-aut: avere al Lingotto Halina Birembaun e il museo di Auschwitz oppure lo stand della casa editrice Altaforte. In una missiva firmata dalla sopravvissuta al lager nazista, dal direttore del Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, Piotr M. A. Cywiński, e dal presidente e dall’ideatore del “Treno della memoria” ovvero Paolo Paticchio e il torinese Michele Curto (coinvolto, peraltro, in un’inchiesta sulla gestione dei fondi destinati ai Rom), come riportato dall’Huffington Post, si legge:”Non si può chiedere ai sopravvissuti di condividere lo spazio con chi mette in discussione i fatti storici che hanno portato all’Olocausto, con chi ripropone una idea fascista della società […]. Non si tratta, come ha semplificato qualcuno, del rispetto di un contratto con una casa editrice, bensì del valore più alto delle istituzioni democratiche, della loro vigilanza, dei loro anticorpi, della costituzione italiana, che supera qualunque contratto”. (agg. di Dario D’Angelo)

SALONE DEL LIBRO, ANPI DISERTA

Gli autori disertano il Salone del Libro 2019 per la presenza di AltaForte: scelta condivisa anche dalla presidente dell’Anpi Carla Nespolo. Ecco la nota: «Carla Nespolo ha annullato la sua partecipazione al Salone del Libro di Torino dove avrebbe dovuto presentare, il 10 maggio, il volume di Tina Anselmi «La Gabriella in bicicletta» edito da Manni. Il motivo è legato all’intollerabile presenza al Salone della casa editrice Altaforte che pubblica volumi elogiativi del fascismo oltreché la rivista Primato nazionale, vicina a Casapound e denigratrice della Resistenza e dell’Anpi stessa», riporta La Stampa. E anche l’amministrazione M5s, con tre consiglieri, chede che la casa editrice di CasaPound non partecipi all’evento che si apre giovedì: «Penso che sia sufficiente una rapida lettura dei titoli in catalogo della società Altaforte per ritenere assolutamente inopportuna la presenza al Salone del Libro di Torino. La nostra città, medaglia d’oro al volar militare per la Resistenza non può e non deve accettare che vengano diffusi messaggi di chiaro stampo fascista all’interno del più importante evento culturale cittadino. Non riteniamo che venga leso alcun diritto costituzionale nel voler sancire in modo chiaro e netto che chi si adopera per diffondere ideali che non dovrebbero più trovare spazio nel nostro Paese, non può trovare spazio in un evento della Città di Torino». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

LE PAROLE DI FRANCESCO POLACCHI

Dopo le polemiche delle ultime ore, Francesco Polacchi prende posizione. Il responsabile della casa editrice AltaForte, esponente di Casa Pound accusato di essere fascista, ha dichiarato: «L’antifascismo è il vero male di questo Paese». Polacchi ha aggiunto: «Eravamo pronti alle polemiche ma non a questo livello allucinante di cattiverie. C’è addirittura chi sui social ha scritto che verrà a Torino per tirarci le molotov…». Francesca Tablino, titolare dell’agenzia di ufficio stampa del Salone, ha dichiarato a TPI: «Teniamo a specificare che il libro di Matteo Salvini non sarà presentato al Salone del Libro, ci sarà solo uno stand di 8 mq in cui il libro sarà venduto, a nessun esponente politico sarà dato spazio per fare campagna elettorale. I politici potranno partecipare solo in qualità di spettatori e di lettori». E non è la prima volta che sono presenti editori di Destra: «Editori di estrema destra ci sono sempre stati, ciò che è cambiato è il clima politico che rende la presenza di un libro come Io sono Matteo Salvini più controversa». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

OSPITI DISERTANO SALONE DEL LIBRO 2019

Torino, scoppia la bufera a pochi giorni dal via del Salone del Libro 2019. Diversi ospiti rinunciano all’evento. Il motivo? La partecipazione della casa editrice Altaforte con il libro-intervista di Chiara Giannini a Matteo Salvini. L’editore Francesco Polacchi aveva affermato di essere «fascista nell’unico senso possibile» e per questo motivo diverse personalità hanno annullato la partecipazione: da Zerocalcare al collettivo di scrittori Wu Ming, passando per il saggista Carlo Ginzburg e la presidente nazionale Anpi Carla Nespolo. Il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino ha affermato di «non gradire la presenza di quella casa editrice al Salone del Libro, ma altro conto è impedirle di esercitare un suo diritto». Nicola Lagioia, direttore del Salone, ha sottolineato che lo stand occupa 10 metri quadri sui 60 mila totali e la partecipazione non rientra in nessun incontro nel programma ufficiale su 1200 previsti. Michela Murgia, invece, ha commentato così: «Io ci andrò e ci andranno come me molti altri e altre. Lo faremo non “nonostante” la presenza di case editrici di matrice dichiaratamente neofascista, ma proprio “a motivo” della loro presenza. Siamo convinti che i presidii non vadano abbandonati, né si debbano cedere gli spazi di incontro e di confronto che ancora ci restano».

SALONE DEL LIBRO 2019, LE PAROLE DI ZEROCALCARE

Tra i numerosi ospiti che hanno rinunciato all’evento, Zerocalcare ha spiegato su Facebook: «Ciao, in effetti ho annullato tutti i miei impegni al Salone del libro di Torino, sono pure molto dispiaciuto ma mi è davvero impossibile pensare di rimanere 3 giorni seduto a pochi metri dai sodali di chi ha accoltellato i miei fratelli, incrociarli ogni volta che vado a pisciare facendo finta che sia tutto normale. Non faccio jihad, non traccio linee di buoni o cattivi tra chi va e chi non va, sono questioni complesse che non si esauriscono in una scelta sotto i riflettori del salone del libro e su cui spero continueremo a misurarci perché la partita non si chiude così. Sono contento anche che altri che andranno proveranno coi mezzi loro a non normalizzare quella presenza, spero che avremo modo di parlare anche di quello. Ciao. PS: non è che io so diventato più cacacazzi negli ultimi tempi, anzi so pure molto piu rammollito, è che oggettivamente sta roba prima non sarebbe mai successa. Qua ogni settimana spostiamo un po’ l’asticella del baratro».

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