Senegalese urla Allah Akbar: poliziotti presi a sprangate/ Salvini “tolleranza zero”

- Paolo Vites

Un senegalese ha colpito con una sbarra di ferro alcuni poliziotti gridando “Allah Akbar”: Salvini “tolleranza zero”. Aveva ricevuto decreto espulsione già due volte

Polizia in campo rom
Poliziotti in campo rom (LaPresse, 2018)

Sulle spalle un curriculum niente male: due decreti di espulsione dall’Italia, un del questore di Torino e uno di quello di Cuneo, e un arresto per resistenza a pubblico ufficiale. Cosa che la dice lunga della mancanza di un serio approccio all’ordine pubblico in Italia, nonostante le dichiarazioni tuonanti di certi politici. Ieri, giorno di Pasqua, un vigilantes che controlla un’area a Torino dove si sta costruendo un supermercato Esselunga ha trovato all’interno del cantiere in una sorta di baracca un senegalese e lo ha invitato ad andarsene in quanto area privata. L’uomo ha rifiutato e ha reagito malamente. Il vigilantes ha chiamato la polizia, al cui apparire l’uomo ha reagito colpendoli con una sbarra di ferro e urlando il classico motto dei terroristi islamici, Allah akbar, Allah è grande. C’è voluto un po’ per immobilizzarlo. Una volta portato in questura il senegalese ha insultato il presidente della Repubblica e il ministro degli interni: “Salvini è un bastardo, deve morire. Dovete morire tutti”.

NESSUN LEGAME CON I TERRORISTI

E’ apparso chiaro che non si trattava di un terrorista o di un affiliato ai gruppi jihadisti, ma di una persona con evidenti problemi psichiatrici. Uno dei poliziotti è stato curato con dieci punti alla testa e un altro alla mano, feriti nel corso della rissa. E’ intervenuto lo stesso Salvini: “Nessuna tolleranza per balordi e violenti che attaccano le forze dell’ordine”. Il sindacato di polizia e il segretario del sindacato delle guardie giurate invece sottolineano come a Torino si assista da tempo a un crescendo di violenze, parlando di una situazione sempre più incontrollata nel capoluogo piemontese: “L’episodio di oggi  è una ulteriore conferma della mancanza di comunicazione tra i vari organi di controllo, perché è inaccettabile che una sola guardia giurata sia adibita al controllo di un’aria così vasta e degradata come il cantiere in questione di via Cuneo”.



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