Severino Antinori condannato a 7 anni e 10 mesi/ Furto ovuli: pena aumenta in appello

- Silvana Palazzo

Severino Antinori condannato a 7 anni e 10 mesi per il prelievo forzato di ovuli: la pena è stata aumenta in appello. Segretaria e anestesista patteggiano

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Severino Antinori condannato

Severino Antinori è stato condannato a 7 anni e dieci mesi di carcere. Questa la sentenza di secondo grado per il ginecologo imputato a Milano per la presunta “rapina” di ovuli ad un’infermiera spagnola, avvenuta tre anni fa alla clinica Matris. La sentenza d’appello riforma dunque il primo grado di giudizio, che aveva condannato Antinori a 7 anni e due mesi di carcere. Non è stata accolta però la richiesta pronunciata dal sostituto procuratore generale Daniela Meliota, che aveva chiesto invece nove anni di carcere. Inoltre, è stata accolta l’istanza di patteggiamento, concordato con la Procura Generale, della segretaria del ginecologo e dell’anestesista: per entrambi due anni con pena sospesa. Ma la battaglia legale non si ferma qui: per il ginecologo il prossimo 28 maggio si aprirà anche un altro processo d’appello, quello che vede al centro l’accusa di traffico di ovociti, per la quale Antinori era stato prosciolto in udienza preliminare.

SEVERINO ANTINORI CONDANNATO A 7 ANNI E 10 MESI

La segretaria, che in primo grado era stata condannata a 5 anni e due mesi, ha ammesso le sue responsabilità circa un mese fa, spiegando di non essere mai stata capace di opporsi alle “richieste” di Severino Antinori e di aver sempre “eseguito gli ordini”. Quindi, è arrivata a concordare in appello una pena di 2 anni, con sospensione condizionale e non menzione, con la Procura Generale. E la stessa cosa è accaduta con l’anestesista. L’infermiera spagnola di 23 anni raccontò nella sua denuncia di essere stata immobilizzata, sedata e costretta a subire l’intervento. Nella requisitoria il pg spiegò che «la Matris era in crisi economica, aveva bisogno di soldi, era una macchina che faceva soldi e che non poteva essere interrotta, c’erano procedure di procreazione già avviate e l’infermiera per loro era l’unica a disposizione». Le ammissioni dei due imputati potrebbero avere qualche riflesso, secondo Il Giorno, anche sul processo che vede la ragazza spagnola accusata di calunnia dopo una denuncia dello stesso ginecologo Antinori.



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