Sri Lanka, meno morti negli attentati/ Bilancio strage Pasqua “253 vittime e non 359”

- Niccolò Magnani

Sri Lanka, si è dimesso il Ministro della Difesa: “bilancio morti 253 e non 359”. Chi erano i kamikaze: uno arrestato e poi rilasciato prima degli attentati di Pasqua

Sri Lanka, capitale Colombo
Sri Lanka, la chiesa di Sant'Antonio a Colombo (LaPresse, 2019)
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Il Governo dello Sri Lanka vive giorni di massima tensione dopo gli attentati di Pasqua: informative dell’intelligence non prese sul serio, comunicazioni errate tra i dicasteri e mancanza di organizzazione nel gestire un momento di completo panico collettivo per la presenza di bombe e detonatori in più città del Paese. Come se non bastasse, anche il conto delle vittime ora diventa un problema nella nazione cingalese: secondo il Ministro della Salute Anil Jasinghe le cifre sono da rivedere al ribasso visto che i morti non sarebbero più 359 ma “circa 253”, dunque ben 100 di meno. Se fosse realmente confermato nel bilancio finale sarebbe veramente una ottima notizia, ovviamente, ma spiega molto bene lo stato di confusione totale che regna in Sri Lanka: «c’è stato un errore nel calcolo dei morti. Alcuni corpi hanno riportato gravi mutilazioni e dunque sono stati conteggiati due volte», spiega ancora il Ministro. Resta misterioso come questo possa essere avvenuto per bene 100 volte visto la svista macroscopica: l’annuncio arriva tuttavia dopo che sono state svolte tutte le autopsie su quel che resta dei comunque tantissimi cristiani e turisti uccisi durante le stragi di Pasqua.

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SI È DIMESSO IL MINISTERO DELLA DIFESA

Si è ufficialmente dimesso il Ministro della Difesa Hemasiri Fernando dopo gli attentati di Pasqua che hanno e stanno devastando lo Sri Lanka: la notizia è stata confermata alla Reuters immediatamente dopo l’annuncio fatto dal gabinetto della Difesa cingalese. Si è assunto la totale responsabilità per la mancanza di comunicazione tra le agenzie di intelligence e le istituzioni in merito al rischio di stragi degli jihadisti durante i giorni della Pasqua contro Chiese e alberghi: «non è una colpa mia personale ma mi sento comunque responsabile del comportamento di alcuni enti che fanno capo al Ministero della Difesa», ha commentato lo stesso Fernando alla Reuters. Decisivo per le dimissioni finali le “pressioni” di questi giorni spinte dal Presidente Maithripala Sirisena che già aveva ammesso una totale «mancanza nel sistema di intelligence», addossando la colpa al dimissionario Fernando. Intanto fa discutere in Sri Lanka l’annuncio fatto dagli inquirenti in merito ad uno dei kamikaze entrati in azione domenica scorsa: no degli attentatori suicidi, in particolare il figlio del miliardario commercianti di spezie, era stato precedentemente arrestato dalla polizia, ma poi rilasciato. Si tratta di Ilham Ahmed Ibrahim ed è colui che si è fatto poi esplodere all’hotel Cinnamon di Colombo, figlio del commerciante e fratello dell’altro kamikaze, Imsath Ahmed Ibrahim, entrato in azione allo Shangri-La.

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NUOVE BOMBE A COLOMBO

Nuova tensione e allarme sempre acceso in Sri Lanka ormai da diversi giorni, da quei terribili 8 attentati simultanei lanciati da kamikaze contro le principali chiese cattoliche del Paese, in primis la Cattedrale di Sant’Antonio nella Capitale Colombo. 359 morti ancora fanno piangere mezzo Paese e quando stamattina una nuova bomba è esplosa non lontana dal Santuario, il terrore è tornato a circolare nella Capitale. Un’altra detonazione è avvenuta invece della sede di un tribunale a Pugoda, 40 chilometri a est di Colombo: nessuno è rimasto ferito ma non si è trattato di una esplosione controllata come invece rilanciato in un primo momento della agenzie cingalesi. Il panico è vivo, gli allarmi bomba si susseguono da domenica e il numero delle persone arrestate dalle forze dell’ordine sale ogni ora di più: per ora sono 76 i sospetti complici-jihadisti legati alle sigle locali vicine all’Isis (che ricordiamo ha rivendicato la strage di Pasqua due giorni dopo gli attentati). Nelle ultime ore, come se non bastasse, le autorità dello Sri Lanka hanno ordinato la chiusura della sede della banca centrale, situata nel World Trade Center di Colombo sempre a causa di un allarme bomba. Da ultimo, bloccata anche l’arteria che conduce all’aeroporto principale di Colombo, per un veicolo sospetto di avere al proprio interno l’ennesimo detonatore.

SRI LANKA, CHI SONO I KAMIKAZE DEGLI ATTENTATI DI PASQUA?

Ieri il vice ministro della Difesa ha fatto il punto delle indagini in merito agli attentati contro chiese e hotel della scorsa domenica presentando alcuni dettagli rinvenuti sui kamikaze entrati in azione a livello simultaneo in più città dello Sri Lanka. Uno dei due kamikaze in ascensore era il leader del gruppo, proprietario di una fabbrica di rame, Inshan Seelavan: è il figlio di un miliardario commerciante di spezie di Colombo e fratello del kamikaze che si è fatto esplodere al Cinnamon Hotel. La moglie e la sorella poco dopo l’attentato si sono fatte esplodere assieme ai figli piccoli mentre la polizia stava facendo irruzione nella loro casa, uccidendo tre agenti. Erano ricchi, laureati e molto integrati nel tessuto sociale dello Sri Lanka: il mistero sul perché porre una follia e una mattanza del genere resta tutt’ora aperto. «Crediamo che uno degli attentatori suicidi abbia studiato nel Regno Unito e abbia perfezionato gli studi in Australia prima di tornare a vivere in Sri Lanka. Riteniamo che il gruppo di attentatori suicidi sia formato in maggioranza di individui istruiti, nati in famiglie di classe media e medio-alta. Di conseguenza con una stabilità finanziaria e un’ampia indipendenza», ha spiegato il Ministro della Difesa.

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