Tangenti in Lombardia, arrestati Tatarella e Altitonante/ Fontana: “Vado avanti”

- Davide Giancristofaro Alberti

Tangenti in Lombardia, 28 arresti: maxi operazione mazzette e corruzione, coinvolti Pietro Tatarella e Fabio Altitonante. Le parole di Attilio Fontana.

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Lombardia, Presidente Attilio Fontana (LaPresse, 2019)

Tangenti in Lombardia, 43 ordinanze di custodia cautelare nell’ambito di un’inchiesta che ipotizza un giro di mazzette tra importanti politici, imprenditori e dirigenti tra Milano e Varese: tra gli interessati anche Pietro Tatarella e Fabio Altitonante. Il governatore Attilio Fontana ha diramato una lunga nota per fare il punto della situazione: «Sin dal mio insediamento ho sempre sottolineato come la trasparenza e la legalità siano punti cardine dell’attività della mia giunta. Ho voluto confrontarmi costantemente con le autorità anticorruzione e con la magistratura per individuare la strada migliore per affrontare e risolvere alcune questioni centrali per i lombardi, a partire dalla Pedemontana e dalla Città della Salute, per citarne alcune. Siamo costantemente impegnati per trovare soluzioni che possano semplificare la vita ai cittadini e alle imprese nei rapporti con la Pubblica Amministrazione, proprio per eliminare quelle zone d’ombra e grigie prodotte dalla complicazione, dove più facilmente si possono inserire comportamenti corruttivi. Abbiamo adottato misure di prevenzione della corruzione sempre più stringenti, con attività di controllo e di audit approfonditi; abbiamo istituito l’Organismo per le Attività di Controllo per avere personalità autorevoli, indipendenti e riconosciute con più strumenti, per un monitoraggio esterno e indipendente. Non appena avremo l’indicazione dei rappresentanti delle minoranze consiliari, ORAC sarà costituito. La notizia delle indagini da una parte ci conforta, perché conferma la presenza di solidi anticorpi contro la corruzione nella nostra Regione, dall’altro ci colpisce in modo particolare per le misure cautelari decise nei confronti del sottosegretario Altitonante. Per consentire agli uffici regionali di lavorare nella massima operatività e serenità, ho deciso di sospendere immediatamente l’incarico assegnato al Sottosegretario». Prosegue il presidente di Regione Lombardia: «Sono il primo a volere che la verità emerga. Tutta e fino in fondo. Lo meritano i cittadini lombardi che rendono grande questo nostro territorio. Professionalmente e politicamente ho sempre seguito la strada della correttezza e dell’onestà, come emerge anche in questa triste vicenda, nella quale come si è evinto fin da subito, io sono parte offesa. Sono sempre stato fermamente convinto che ogni persona che ricopre una carica pubblica debba rifiutare profferte e utilità in cambio di consensi o favori. Ribadisco di non avere percepito alcun atteggiamento corruttivo nelle interlocuzioni avute. Non ho alcuna remora o alcun timore. Le scelte che ho compiuto dall’inizio della legislatura sono state ispirate alla valutazione delle competenze e all’insegna della più completa correttezza nel metodo e nell’iter procedurale, come dimostrano anche gli atti che abbiamo già consegnato all’autorità giudiziaria. Mi permetto di chiedere a tutti un minimo di coerenza e di correttezza nella discussione, pur nella polemica politica. Nessun appalto di Regione è al centro dell’indagine, così come nessun nostro dirigente o dipendente è coinvolto. Le indagini si sono sviluppate su azioni amministrative di altri Enti. Da oggi io vado avanti, corretto e trasparente come sempre sono stato, consapevole del compito difficile che mi è stato affidato dal voto popolare e dell’assoluta utilità del nostro comune lavoro». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

ARRESTI TANGENTI LOMBARDIA, “VALUTIAMO POSIZIONE FONTANA”

Secondo il Procuratore Capo di Milano Francesco Greco, intervenuto nella conferenza stampa post-arresti nel maxi giro di tangenti in Lombardia, la posizione di Attilio Fontana è sotto attenta osservazione: «stiamo valutando la posizione del Governatore Fontana». Al momento il Presidente della Regione lombarda non è indagato e anzi è ritenuto parte offesa dell’intero malaffare (presunto) di Tatarella e Altitonante: in particolare, Greco ha fatto sapere di star verificando se la procedura di gara (l’incarico all’ex socio dello studio legale di Fontana, Luca Marisco) sia regolare al 100%. A margine di un incontro sulle Olimpiadi Invernali del 2026, il Governatore commenta brevemente «Non dico nulla, ho letto che io sono parte offesa. Quindi per rispetto della magistratura le cose che dovrò dire le dirò a loro». Al centro della tentata corruzione vi sarebbe proprio la mancata rielezione del socio di Fontana, boicottato – secondo gli inquirenti – da Caianiello che invece avrebbe puntato sul candidato Angelo Palumbo, lui sì eletto e oggi indagato. (agg. di Niccolò Magnani)

ARRESTI LOMBARDIA PER CORRUZIONE, 43 ORDINANTE CAUTELARI

Sono 43 in totale le ordinanze di custodia cautelare emesse dopo il blitz odierno orchestrato dai Carabinieri di Monza e dagli uomini della Guardia di Finanza di Varese per lo scandalo tangenti che ha coinvolto anche diversi politici e imprenditori in Lombardia e pure in Piemonte. Da quanto si apprende, sarebbero 12 le ordinanze di custodia in carcere mentre il caso sta scuotendo la politica nazionale anche perché coinvolge due nomi di spicco quali quello di Pietro Tatarella, fresco di candidatura nelle liste di Forza Italia alle imminenti Elezioni Europee e del collega forzista Fabio Altitonante, che riveste la carica di sottosegretario presso la Regione Lombardia. I reati loro contestati a vario titolo vanno dall’associazione a delinquere aggravata dal favoreggiamento mafioso alla corruzione e alla turbativa degli incanti in merito a determinati appalti pubblici. Tuttavia, l’inchiesta che è stata coordinata dalla DDA di Milano e che era volta a sgominare due gruppi criminali che agivano da tempo sul territorio lombardo ha fatto sì che siano attualmente 95 le persone indagate, alcune per reati quali false fatturazioni, abuso d’ufficio e pure finanziamento illecito ai partiti. (agg. di R. G. Flore)

CONTE, “LA SPAZZACORROTTI FUNZIONA”

Non poteva che avere un’eco nazionale la vicenda del presunto maxi giro di corruzione in Lombardia esploso stamattina, con i 28 arresti che a ridosso delle Elezioni Europee non lasciano per nulla sereni i partiti politici, Forza Italia in primis essendo il movimento maggiormente coinvolto. Il Premier Giuseppe Conte, intervenendo da Pratica di Mare, ha commentato «il governo ha promosso l’adozione della legge ‘spazzacorrotti’ e le nuove norme si stanno rivelando ben più efficaci rispetto alle precedenti. Se fosse necessario, renderemo queste norme ancora più incisive». Coinvolta anche la Lega, seppur tangenzialmente: secondo il gip Raffaella Mascarino, il coordinatore provinciale della Lega, Matteo Bianchi, seppe di una nomina pilotata «Gioacchino Caianiello riguardo alla nomina “pilotata” di Davide Borsani come dirigente della società a totale partecipazione pubblica Alfa di Varese “confessa (…) che la stessa è frutto di un accordo politico preventivo, di cui asserisce di aver reso edotto anche il coordinatore provinciale della Lega Matteo Bianchi». Con una breve nota, il ministro Salvini ha definito brillante l’operazione delle forze dell’ordine in Lombardia «Ringrazio sempre le forze dell’ordine quando arrestano corrotti e corruttori». (agg. di Niccolò Magnani)

ARRESTI IN LOMBARDIA PER TANGENTI: I DUE NOMI “NOTI”: TATARELLA E ALTITONANTE

Su tutti, sono Pietro Tatarella (candidato alle Europee per Forza Italia) e Fabio Altitonante i due nomi “eccellenti” travolti dal maxi giro di arresti in Lombardia per corruzione e tangenti: un giovane forzista tra le file dei fedelissimi di Maria Stella Gelmini e il Sottosegretario della Regione arrivato dall’Abruzzo, due nomi nuovi della politica berlusconiana che rischiano però di aver finito anzitempo la loro carriera politica con lo scandalo esploso questa mattina. Secondo le carte degli inquirenti, pubblicate dai media stamane, tra le maggiori accuse fatte agli arrestati vi si situa quella di “istigazione alla corruzione” nei confronti del Presidente della Regione Lombardia, il leghista Attilio Fontana, ritenuto parte offesa dell’intera vicenda. Per Tatarella, in particolare, il pm milanese ha spiegato che il consigliere lombardo sarebbe stato «a libro paga dell’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso, della Ecol-Service srl, da cui avrebbe ottenuto 5mila euro al mese e in cambio l’avrebbe favorito negli appalti dell’Amsa», riporta l’Ansa.

ARRESTI LOMBARDIA PER CORRUZIONE: COINVOLTI POLITICI E IMPRENDITORI

43 persone sono state arrestate nelle scorse ore in Lombardia per aver preso delle tangenti: sono accusate di associazione a delinquere di stampo mafioso e corruzione nell’ambito di appalti pubblici. Come riferisce l’edizione online de Il Fatto Quotidiano, la Dda di Milano ha emesso una serie di misure cautelari nei confronti di numerosi soggetti fra cui politici, amministratori pubblici e imprenditori lombardi e piemontesi. L’esecuzione è stata affidata ai carabinieri di Monza e alla guardia di finanza di Varese, che hanno emesso 12 misure di custodia cautelare in carcere, 16 ai domiciliari, 3 con obbligo di dimora e 12 con obbligo di firma. Fra gli arrestati, come detto sopra, vi sono numerosi esponenti della politica italiana, come ad esempio il consigliere comunale Pietro Tatarella, candidato di Forza Italia alle Europee, il sottosegretario sempre forzista all’aera Expo della regione Lombardia, Fabio Altitonante, e ancora, il deputato azzurro Diego Sozzani, il forzista di Varese Gioacchino Caianiello, e Mauro De Cillis, responsabile operativo dell’Amsa, l’azienda municipalizzata di Milano che gestisce i rifiuti.

TANGENTI IN LOMBARDIA, 28 ARRESTI E 95 INDAGATI PER CORRUZIONE

95 in totale le persone coinvolte, tutte con accuse a vario titolo di associazione per delinquere aggravata dall’aver favorito un’associazione di tipo mafioso, finalizzata a corruzione, finanziamento illecito ai partiti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, false fatturazioni per operazioni inesistenti, auto riciclaggio e abuso d’ufficio. Una maxi operazione che ha visto più di duecentocinquanta militari coinvolti fra carabinieri e finanziari, che fin dalle prime luci dell’alba di oggi si sono mossi per eseguire le misure cautelari e perquisire abitazioni, uffici e aziende. L’inchiesta è stata coordinata dal procurato aggiunto Alessandra Dolci, responsabile della Dda, nonché dai pm Bonardi, Adriano Scudieri e Luigi Furno. I 43 raggiunti da misure cautelari avrebbero ricevuto tangenti in cambio di favori di vario tipo, e il fulcro del gruppo era composto precisamente da tre personaggi, come riferito dal Corriere della Sera: il “ras” di Forza Italia di Varese, Gioacchino Caianiello, il consigliere comunale milanese e vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Pietro Tatarella, e l’imprenditore del settore rifiuti e bonifiche ambientali, Daniele D’Alfonso della Ecol-Service srl.

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