LEGNANO, ARRESTATO IL SINDACO FRATUS/ Sospetti di Salvini: giochi fra i pm e il M5s

- Niccolò Magnani

Salvini è una furia contro il Movimento 5 Stelle dopo l’arresto del sindaco di Legnano

Gianbattista Fratus, sindaco di Legnano
Gianbattista Fratus, sindaco di Legnano (Facebook, 2019)

Terremoto a Legnano e in casa Lega, dove il sindaco del fortino del Carroccio, Giambattista Fratus, è stato arrestato nelle scorse ore per presunti scambi fra favori e voti. Un vero e proprio tornado che si è abbatttuo sul partito di Matteo Salvini, anche perché il comune in provincia di Legnano è la culla storica dei leghisti, dove mosse i primi passi Umberto Bossi, e di conseguenza rappresenta un colpo basso a pochi giorni dalle elezioni europee (si vota domenica 26 maggio). «Ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti», ha affermato pubblicamente il vice presidente del consiglio in quota Lega, ma stando a quanto riferisce l’edizione online de Il Messaggero, in privato lo stesso Salvini sarebbe una furia: «Contro di noi – ha tuonato – c’è un attacco che non ha eguali negli ultimi 20 anni». Secondo il quotidiano romano, Salvini ipotizzerebbe un “gioco” fra i pm e il Movimento 5 Stelle a colpi di inchieste per affossare i rivali: «I grillini – affermerebbe sempre il leghista – stanno usando ambiti che non sono né i giornali, né la politica…». Nel frattempo il comune di Legnano è stato commissariato dal prefetto di Milano, Renato Saccone, mentre i tre indagati sono stati sospesi. Nadia Calcaterra, la pm che si sta occupando dell’indagine, ha spiegato: . «La cosa più allarmante e disarmante è che gli indagati hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LEGNANO, ARRESTATO IL SINDACO FRATUS: INSORGE IL M5S

Caos politico dopo gli arresti di Legnano, il Movimento 5 Stelle incalza la Lega dopo il nuovo caso di corruzione. Intervenuto a Dritto e Rovescio, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha ribadito: «Ho parlato di nuova tangentopoli perché sono tre settimane che i cittadini ogni giorni apprendono di nuove inchieste per corruzione, sono loro soldi. Prendiamo precauzioni sulla corruzione». Via i corrotti dalla politica, il grido di Di Maio, con il leader grillino che ha evidenziato: «Io sono in Parlamento da sei anni e al di là delle elezioni è pieno di inchieste per corruzione: i cittadini percepiscono lo Stato come corrotto. Può valere per un caso, ma nelle ultime settimane Pd, Lega e Forza Italia sono finite all’interno di inchieste che riguardano Sanità e appalti, c’è qualcosa che non va nel nostro Paese e che va cambiato». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SPUNTA IL NOME DI SALVINI

«Ci aspettiamo un gesto di responsabilità sul sindaco di Legnano ora agli arresti, da chi come noi ambisce al cambiamento: si allontanino questi soggetti per rispetto nei confronti degli italiani. Diano l’esempio che il M5s non ha mai esitato a consegnare ai cittadini», è parte del post sul Blog M5s dal titolo esplicito “cacciate il sindaco” col quale Di Maio pone la sfida a Salvini in merito alla “nuova tangentopoli” emersa in Lombardia, stando almeno all’accusa dei magistrati di Milano, Varese e Busto Arsizio. Nel frattempo, dopo gli arresti illustri, il Prefetto Renato Saccone ha nominato la viceprefetto Cristiana Cirelli commissario per la provvisoria gestione del Comune di Legnano, con le funzioni del sindaco e della giunta. Sul Fatto Quotidiano intanto iniziano ad essere pubblicate le prime intercettazioni fuoriuscite dalle Procure in cui emerge il nome di Salvini (anche se resta non indagato dai pm, occorre ricordarlo): il Ministro dell’Interno viene citato perché a conoscenza degli accordi elettorali per le amministrative a Legnano, «Siccome negli accordi  elettorali  che ho preso con Guidi per il ballottaggio gli avevo detto che se mi appoggiava, accordi che ha preso a livello regionale con Guidi, Alli … eeeeh come si chiama Musella e Salvini, avrebbe dato un posto a Guidi» direbbe la Lazzarini (arrestata assieme a Fratus) in riferimento a Martina Guidi, figlia di Luciano Guidi candidato sindaco alle amministrative 2017 per Alternativa Popolare. Secondo il Fatto, sempre su fonti Procura «al secondo turno aveva appoggiato Fratus, che grazie ai mille voti di Guidi vinse al ballottaggio. L’accusa per il sindaco, che non rientra nella misura cautelare di stamane, è per corruzione elettorale: in cambio dei mille voti di Guidi ha fatto nominare la figlia del politico nel cda di Aemme Linea Ambiente».

“BRUTTA PAGINA PER LA CITTÀ DI LEGNANO”

Choc a Legnano, storico fortino della Lega, dove il sindaco Fratus è stato arrestato, accusato di aver offerto un posto di lavoro in cambio di voti elettorali. In attesa che la vicenda venga chiarita nelle apposite sedi, la nota cittadina lombarda in provincia di Milano insorge, e chiede elezioni immediate: «Adesso sarà compito del prefetto sciogliere il Comune – le parole dell’onorevole legnanese del Movimento 5 Stelle, Riccardo Olgiati, ai microfoni di Legnanonews – Legnano avrà tempo di fare pulizia di queste situazioni: si torni al voto perchè a rimetterci non devono essere sempre i cittadini, i cui soldi sono gestiti da persone che hanno commesso reati che non lasciano spazio». Nacque proprio da Olgiati l’indagine che ha portato all’arresto di Fratus, dopo un dossier sull’Amga, la società che avrebbe assunto la figlia di un candidato elettorale grazie ad una “scorciatoia”. «Già da quelle carte – ha proseguito Olgiati – emergeva un quadro pericoloso e pieno di illegalità. Inizialmente non ci davano credito ma la procura ha dato seguito al nostro esposto e da lì è emerso questo quadro. Questa è un’ulteriore delusione – conclude il suo sfogo – che la magistratura faccia il suo corso con la speranza che si chiuda una pagina pessima per la città». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

LEGNANO, SINDACO FRATUS ARRESTATO

Dopo l’arresto della Guardia di Finanza al sindaco Fratus e ai due assessori, la politica locale di Legnano è ovviamente esplosa ma gli echi arrivano subito ai piani “nazionali” anche per la lunga coda dell’inchiesta tangenti in Lombardia e la vicinanza stretta delle Elezioni Europee. Il leader del M5s, Luigi Di Maio, ha commentato da Roma «Sono molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati tutti per casi di tangenti e corruzione, che hanno coinvolto sia la destra che la sinistra. C’è un’evidenza, ovvero che il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato, spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli». L’attacco è ovvio alla Lega di Salvini, il quale dalla Puglia prova a replicare «Ho fiducia nei miei uomini e nei magistrati». Intanto dalla Procura di Busto Arsizio, emergono accuse molto specifiche: «La cosa più allarmante e disarmante è che gli indagati tutti hanno scarsissimo senso della legalità e non percepiscono assolutamente la gravità delle loro azioni, quasi fosse un modus operandi che, solo perché diffuso, è legalizzato. Così non è».

ARRESTATO SINDACO E ASSESSORI DI LEGNANO

Non si placa la “furia” della maxi indagine sulle tangenti in Lombardia: dopo i diversi politici del Centrodestra già indagati e arresti, la novità di giornata riguarda la giunta di Legnano praticamente azzerata. Arrestato il sindaco della Lega Giambattista Fratus, il vice Maurizio Cozzi (Forza Italia) e l’Assessore ai Lavori Pubblici, Chiara Lazzarini (Forza Italia): l’inchiesta da Milano a Varese ora si allarga pure a Legnano con i magistrati convinti che vi sia una vera e propria “cupola” illegale che circonda i rami del Centrodestra lombardo, anche se come sempre occorrerà conoscere per bene i capi d’accusa, le presunte prove e soprattutto la difesa dei singoli politici arrestati o indagati a vario titolo. L’ordinanza di custodia cautelare per Fratus e i suoi assessori è stata emessa stamane dal gip di Busto Arsizio con il Fatto Quotidiano che tramite le consuete “fonti dalla Procura” inquadra anche i capi d’accusa dei tre arrestati: turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e corruzione elettorale. Secondo l’Ansa, Fratus e Lazzarini si trovano ai domiciliari mentre il forzista Cozzi sarebbe stato portato in carcere.

TANGENTI A LEGNANO, GUAI PER LA GIUNTA LEGA- FORZA ITALIA

La giunta semi-azzerata di Legnano già negli scorsi mesi aveva visto diverse problematiche di maggioranza interna dopo che il sindaco Fratus era stato sfiduciato proprio a seguito della nomina di Chiara Lazzarini (presidente della società partecipata Amga Spa e coinvolta in vicende giudiziarie relative alla gestione della stessa società, stando alle informazioni del Fatto Quotidiano). Vi erano state dimissioni di massa, con i “dissidenti” interni alla Lega Federica Farina e Antonio Guarnieri che erano usciti dalla maggioranza di Centrodestra della giunta: il 18 aprile però il Consiglio Comunale venne riattivato a seguito della surroga di un consigliere e il Tar che aveva respinto la richiesta di sospensiva dopo le dimissioni di tutti consiglieri di Legnano: il sindaco Fratus aveva poi ottenuto l’appoggio politico della Lega nazionale, con il segretario di Lega Lombarda Paolo Grimoldi e i parlamentari Garavaglia, Cecchetti e Boniardi. Oggi però l’ombra dell’inchiesta su tangenti e corruzione arriva fino a Legnano e dopo le indagini viste ieri su Comi e Bonometti in Forza Italia e Confindustria Lombardia è al momento la Lega ad essere colpita in uno dei suoi feudi locali alle porte di Milano e Varese.

© RIPRODUZIONE RISERVATA