Tenta di ucciderlo per esclusione da Whatsapp: condannato/ Lucca, guidò raid punitivo

- Emanuela Longo

Tenta di uccidere un giovane romeno dopo essere stato escluso da un gruppo di Whatsapp in seguito a una lite: condannato anche l’ultimo indagato maggiorenne

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13enne nuda su chat Whatsapp di classe

Il giudice del Tribunale di Lucca ha condannato anche l’ultimo imputato maggiorenne responsabile del tentato omicidio di un 23enne romeno avvenuto ad Altopascio il 7 febbraio 2016. L’unica colpa del giovane sarebbe stata quella di aver escluso da una chat di Whatsapp l’amico di Giordano Bogdan, all’epoca dei fatti 22enne e oggi condannato a 4 anni e sei mesi con l’accusa di concorso nel reato di tentato omicidio. La decisione di escluderlo dal gruppo sul noto servizio di messaggistica era stata presa dopo le offese rivolte ad una ragazza. Ma questa esclusione, come spiega La Nazione non placò affatto gli animi poichè, al contrario, scatenò l’ira dei giovani che si organizzarono per vendicarsi dando luogo ad un vero e proprio raid punitivo guidato proprio da Bogdan e del quale presero parte altre sei persone di nazionalità albanese. A seguito della spedizione punitiva, il giovane rumeno non perse la vita per un soffio. Oggi, dunque, il giudice di Lucca ha accolto in pieno la richiesta del pm Paola Rizzo e ha emesso la sua sentenza di condanna anche contro l’ultimo degli imputati.

TENTA DI UCCIDERLO PER ESCLUSIONE DA GRUPPO WHATSAPP: CONDANNATO

I carabinieri di Lucca scoprirono come da una lite iniziata su Whatsapp tra un ragazzo romeno e l’albanese Oltian Cepa ne nacque una vera e propria spedizione punitiva ordita da un gruppo di ragazzi albanesi nei confronti del 23enne. Era stato Cepa a rivolgere espressioni offensive nei confronti di una ragazza e che non erano affatto piaciute all’amico, amministratore della chat Whatsapp, che decise di escluderlo dal gruppo provocando in lui un grande risentimento. Da qui iniziarono le minacce fino a quando vi fu uno scontro tra i due, i quali si diedero appuntamento intorno alle 18.30 proprio di quel 7 febbraio. Cepa si presentò con il fratello e altri 5 giovani armati di cacciavite e probabilmente un coltello e che, dopo aver individuato la vittima, lo aggredirono brutalmente. Il 23enne fu colpito alla fronte da un’arma da punta e arrivò in ospedale in condizioni molto gravi. Nel giugno del 2016 i fratelli Cepa furono arrestati e condannati con rito alternativo, mentre gli altri denunciati a piede libero. Tutti sono stati processati e condannati con rito abbreviato tranne il solo minorenne la cui udienza è stata rinviata al prossimo giugno.



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