TERREMOTO POLLINO/ Un volontario: la gente non teme i danni ma la solitudine

- La Redazione

Dopo la scossa di 5 gradi che ha colpito il Pollino, tra Calabria e Basilicata: un volontario, ANTONIO RAGONE, ci ha raccontato come tutta la popolazione chieda di non essere abbandonata

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Alcuni sfollati del Pollino (InfoPhoto)

La paurosa scossa del terremoto che ha attraversato l’altra notte la regione del Pollino tra Calabria e Basilicata ha lasciato profonda inquietudine nella popolazione locale. Una popolazione che vive da circa due anni con scosse giornaliere, circa duemila dall’ottobre del 2010. Nessuna però della magnitudo registrata l’altra notte, 5 gradi della scala Richter. Fortunatamente i danni non sono stati vistosi: la maggior parte di essi nel versante calabrese del Pollino, dove la cattedrale di Mormanno è stata dichiarata inagibile e dove un anziano di 84 anni è morto in seguito a un infarto sembra per la paura.

IlSussidiario.net ha contattato un volontario di una delle associazioni che collaborano in queste ore con la protezione civile e che si trova a Rotonda in provincia di Potenza, paese a pochi chilometri dal confine con la Calabria e molto vicino all’epicentro della scossa di ieri notte. Antonio Ragone ci ha raccontato come la popolazione, ancor più che dimostrarsi spaventata dal terremoto con cui in qualche modo ha imparato a convivere, chiede di non essere lasciata sola: “Questa notte quando ci siamo immediatamente recati per le strade a dare soccorso alla gente che fuggiva da casa, quasi nessuno ci diceva ho paura. Ma ci dicevano: non lasciateci soli, non abbandonateci”. Purtroppo questa paura si sta rivelando fondata anche alla luce della recente sentenza che ha condannato alcuni scienziati per non aver saputo informare sui rischi del terremoto in Abruzzo: Ragone ci fa sapere come questa zona, a forte densità turistica, sia stata immediatamente abbandonata proprio dai turisti. “Ogni weekend qui a Rotonda, o anche a Francavilla in Sinni dove vivo io, ci sono alberghi che accolgono ciascuno tra i 150 e 200 turisti. Ebbene, oggi un amico albergatore mi diceva che tutte le prenotazioni per questo weekend sono state disdette. Io stesso, che per divertimento faccio il musicista e sabato sera dovevo esibirmi per i turisti, ho dovuto cancellare il mio spettacolo perché non ci sarà nessuno”.

C’è questo senso di abbandono nella gente, dice Ragone, “anche da parte delle autorità, soprattutto le persone anziane e le mamme si rivolgono a noi dicendoci di aver paura che passata l’emergenza siano lasciate sole”. Ragone chiede la possibilità di lanciare un vero appello: “La gente, anche i turisti, devono sapere che la lunga convivenza con questo effetto sismico che ci accompagna da tanto, ci ha permesso di organizzarci in modo efficiente. Per ogni persona c’è a disposizione un volontario che in ogni momento potrebbe aiutarlo dando tutta l’assistenza che servirebbe in caso di sisma. La stato di emergenza è ben gestito: vivendoci quotidianamente, con queste scosse, le persone si sono documentate da sole, magari su internet, oppure sono venute alle associazioni di volontari a chiedere come fare in caso di forte sisma. Siamo davvero pronti e in grado di aiutarci gli uni con gli altri”. Ragone ci spiega che, visto lo sciame sismico ininterrotto, già lo scorso maggio le autorità del Pollino avevano lanciato una grande campagna di informazione a livello nazionale: “Le persone a Rotonda o a Francavilla in Sinni convivono quotidianamente da mesi con questa ansia del terremoto. Insieme all’Anpas, ad altre associazioni e alla Protezione civile abbiamo fatto una campagna di sensibilizzazione nazionale che si chiamava Terremoto io non rischio. Siamo andati nelle piazze di 104 città italiane a spiegare la riduzione e la prevenzione dei rischi sismici. Abbiamo cercato di dare un po’ di informazione su cosa è il terremoto, una cosa che non si può assolutamente prevedere, al più si possono dare indicazioni per il dopo. Abbiamo spiegato il piano di protezione civile e comunale indicando i centri di raccolta. Le persone qui nel Pollino sono davvero preparate ad affrontare un sisma”. 

Ragone conferma i commenti positivi fatti dal responsabile della Protezione civile, Gabrielli, sul comportamento coraggioso degli abitanti della zona: “La popolazione sta collaborando con le forze dell’ordine e i volontari in modo assolutamente disciplinato e propositivo. Ci evidenziano casi di persone che potrebbero aver bisogno di aiuto e forniscono la loro disponibilità per qualsiasi necessità si possa verificare”.

Un impegno non da poco che Ragone e i tanti volontari stanno mettendo in atto, considerando che la regione del Pollino è zona montagnosa e molte persone, tra cui parecchi anziani, vivono in frazioni isolate e in solitudine. E’ lì che Ragone e gli altri si sono recati immediatamente questa notte a cercare uno per uno le persone per verificare che tutti stessero bene: “nei casi più difficoltosi li abbiamo convinti a seguirci a Rotonda, dove nel campo sportivo è stato allestito un centro di accoglienza”.



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