TERREMOTO NORD-EST/ Scossa tra la provincia di Belluno e di Pordenone, 4.5 la magnitudo Richter (9 Giugno 2012)

- La Redazione

Una scossa di terremoto di 4.5 gradi della scala Richter è stata registrata poco dopo le quattro di questa mattina dall’INGV. Tanta paura, ma per fortuna nessun danno

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Sismografo (Foto:Infophoto2)

Una scossa di terremoto di 4.5 gradi della scala Richter è stata registrata poco dopo le quattro di questa mattina dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia nel distretto sismico delle Prealpi Venete. Tanta la paura per una scossa in grado di far tremare le montagne delle zone che furono disastrate dalla tragica rottura della diga del Vajont, ma per fortuna nessun danno a cose o persone è stato al momento registrato a seguito del sisma dalla Protezione Civile. L’epicentro del terremoto è stato localizzato nella provincia di Belluno (in Veneto), al confine della provincia di Pordenone (in Friuli). Dal punto di vista geofisico e geologico, inutile dirlo – almeno allo stato attuale delle conoscenze in campo sismico – non ci sono legami con i terremoti che stanno interessando l’Emilia Romagna. Questa zona del triveneto è considerata sismica, ragion per cui se un terremoto con queste caratteristiche ha comunque generato molta apprensione, è anche vero che le costruzioni hanno retto l’impatto dell’onda d’urto nonostante l’ipocentro del terremoto fosse relativamente superficiale (solo sette chilometri di profondità) e la magnitudo Richter decisamente degna di nota. E consultando le mappe sismiche con i terremoti che hanno storicamente interessato l’area colpita (e che nostro malgrado abbiamo imparato a conoscere a causa dello sciame sismico che sta interessando l’area della faglia in Emilia Romagna) possiamo notare come la zona adiacente l’epicentro del terremoto sia stata storicamente interessata da due grosse scosse di terremoto, la prima verso la fine del 1800, con una magnitudo compresa tra 7 e 7.4 e la seconda nella seconda metà degli anni trenta, di magnitudo compresa tra 6 e 7. Occorre precisare in ogni caso che l’Italia è in generale una zona sismica, quindi è normale che nella storia si registrino terremoti anche di grande magnitudo, ma questo non è in relazione di per sé con nuove scosse di terremoto che possono verificarsi più di frequente o con maggiore intensità in una zona piuttosto che in un’altra, se non come predizione statistica e quindi non “geologica”. E’ anche caratteristica comune ai terremoti che si verificano sulle Alpi nella zona del Veneto e soprattutto del Friuli essere compresi entro i 18 chilometri di profondità, caratteristica che sappiamo accentuare gli effetti percepiti di terremoti anche a bassa magnitudo. Negli ultimi novanta giorni in ogni caso nell’intero settore sismico si sono verificati solo tre scosse di terremoto precedenti quella di questa notte. Ovviamente, tornando alla cronaca stretta, appena percepita la scossa di terremoto i centralini dei vigili del fuoco e della Protezione Civile sono stati tempestati di telefonate, ma fortunatamente non per segnalare situazioni di pericolo o di danni, ma per chiedere informazioni. 

I comuni entro i 10Km dall’epicentro della scossa di terremoto di magnitudo 4.5 avvenuto questa mattina alle 4,04: CHIES D’ALPAGO (BL); PIEVE D’ALPAGO (BL); TAMBRE (BL); CIMOLAIS (PN); CLAUT (PN); ERTO E CASSO (PN)

Comuni entro i 10Km

 

CHIES D’ALPAGO (BL)

PIEVE D’ALPAGO (BL)

TAMBRE (BL)

CIMOLAIS (PN)

CLAUT (PN)

ERTO E CASSO (PN)

 

Comuni tra 10 e 20km

 

CASTELLAVAZZO (BL)

FARRA D’ALPAGO (BL)

LONGARONE (BL)

OSPITALE DI CADORE (BL)

PONTE NELLE ALPI (BL)

PUOS D’ALPAGO (BL)

SOVERZENE (BL)

ANDREIS (PN)

BARCIS (PN)

BUDOIA (PN)

POLCENIGO (PN)

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