Mezza maratona Trieste vietata ad africani/ Promotore ritratta:”Era una provocazione”

- Dario D'Angelo

Trieste, scoppia il caso della mezza maratona vietata agli atleti africani. I promotori: “Stop a mercimonio”, ma il Pd denuncia: “Epurazioni nello sport”.

Maratona Roma partenza lapresse 2018
Maratona (Foto LaPresse)

Mezza maratona di Trieste vietata agli atleti africani? Abbiamo scherzato. Si può riassumere più o meno così una giornata caratterizzata da intense polemiche alla luce della nota diramata poco fa da Fabio Carini, promotore dell’evento e patron della storica “Bavisela”:”Dopo avere lanciato una provocazione che ha colto nel segno, richiamando grande attenzione su un tema etico fondamentale, contrariamente a quanto comunicato ieri, inviteremo anche atleti africani”. Come riportato da La Stampa, era stato proprio Carini a manifestare nelle scorse ore l’intenzione di non invitare atleti africani, in particolare i fortissimi podisti provenienti dagli altipiani del Kenya, motivando così la sua scelta:”In Italia troppi organizzatori subiscono le pressioni di procuratori poco seri che propongono questi atleti a costi bassissimi, a scapito della loro dignità anche di esseri umani, perché molto spesso chi gareggia non intasca nulla. A pagarne le conseguenze sono anche atleti italiani ed europei, che non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato più alti a fronte di performance meno significative”. (agg. di Dario D’Angelo)

LA POSIZIONE DELLA FIDAL

La federazione italiana di atletica leggera prende posizione sul caso della mezza maratona di Trieste in cui è stata vietata la partecipazione degli atletica africani. Il segretario Fidal, Fabio Pagliara, ha commentato sui social: “Siamo la federazione che applica già uno ius soli molto avanzato, dove l’uguaglianza e il rispetto sono l’assoluta normalità. Vigileremo con la massima attenzione, verificando i fatti e le motivazioni”. Pagliara ha dichiarato di aver già chiesto alla sezione regionale una relazione sull’accaduto e che, “anche su sollecitazione del Coni”, in queste settimane si sta lavorando per una “rivisitazione del ruolo degli agenti”. Le polemiche nel frattempo non si placano con la candidata alle europee per il Pd nella circoscrizione nord est, Francesca Puglisi, che in una nota scrive: “Trieste non è la vecchia Johannesburg dell’apartheid: l’esclusione degli atleti africani dalla maratona triestina è grave e assurda e gli sponsor istituzionali devono immediatamente prendere le distanze e ritirarsi dall’evento sportivo, senza se e senza ma. Il rifiuto di accettare atleti africani ci riporta all’amara constatazione che il problema del razzismo nello sport persiste ancora oggi, e non solo tra estremisti da tifoseria. Se Carini è a conoscenza di fenomeni di sfruttamento da parte di manager corrotti, faccia nomi e cognomi, e denunci le violazioni alla magistratura e alla giustizia sportiva. Su questo saremmo dalla sua parte. Non si risolve nulla con provvedimenti degni di un regime segregazionista e razzista”. (agg. di Dario D’angelo)

GIORGETTI, “ATTENZIONE A SCAFISTI DELLO SPORT”

Si ingigantisce ulteriormente il caso della mezza maratona di Trieste, dove per scelta dei promotori non verranno ingaggiati per partecipare atleti africani. Come riportato dal sito de “La Gazzetta dello Sport”, la Procura Federale della Federazione avrebbe aperto un fascicolo sull’accaduto ma intanto a commentare la vicenda è Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe allo Sport. Il numero 2 di Palazzo Chigi, come riportato da “L’Huffington Post”, da una parte ha condannato la scelta degli organizzatori ma dall’altra ha messo in guardia:”Sbagliato escludere gli atleti africani. Non è così che si risolvono i problemi. Ma attenzione perché il malessere esploso a Trieste nasconde l’ennesimo sfruttamento, quelli che chiamo gli scafisti dello sport. Aprirò subito un’indagine interna per quanto riguarda le mie competenze. Ascolterò tutte le parti in causa per fare chiarezza”. (agg. di Dario D’Angelo)

DI MAIO, “FOLLIA”

No agli atleti africani alla mezza maratona di Trieste, il caso finisce in Parlamento: si è scatenata una vera e propria baraonda, con la Sinistra che parla di «epurazioni». Il sottosegretario alla presidenza con delega allo sport Giancarlo Giorgetti ha annunciato l’apertura di un’indagine, con il leader M5s Luigi Di Maio netto: «È giusto combattere lo sfruttamento dei corridori africani, il professionismo è professionismo sempre e come tale deve essere retribuito, ma non è così che si fa, non è escludendoli da una gara che si combatte il problema. Anzi, così il problema si aggrava e la vicenda in se’ per come sta emergendo rasenta la follia», le sue parole riportate da Ansa. Scelta ridicola e discriminatoria secondo Laura Boldrini: «Escludere i corridori africani dal Running Festival è ridicolo oltre che discriminatorio. Non serve una Maratona Sovranista per far arrivare prima gli italiani al traguardo. Di atleti forti, in Italia, ne abbiamo tanti e a loro non piace certo vincere facile». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

CAOS POLITICO

Bufera sulla mezza Maratona di Trieste dopo il veto agli atleti africani, scoppia il caos politico. Sinistra sul piede di guerra, ecco le parole del dem Marco Furfaro: «A Trieste escludono dalla maratona gli atleti africani. Nemmeno Hitler nel 1936, in pieno nazismo, era arrivato a tanto. Chi oggi tace, chi parteciperà, chi non alzerà la voce, sarà complice. E’ il momento di dire basta e ricacciare nei cassetti della storia questi razzisti». Queste le parole di Debora Serracchiani: «Non esiste una giustificazione plausibile all’esclusione di alcuni atleti da una gara. Il fatto ancora più grave è che non si facciano passi indietro nonostante l’imbarazzo conclamato delle istituzioni… Una brutta pagina per Trieste e per lo sport». Infine Nicola Fratoianni: «Ci auguriamo che le autorità sportive nazionali ed internazionali dicano la loro ed agiscano, anche perchè è evidente che questa scelta va contro ogni regola, valori e codice etico del mondo dello sport. Oltre che contro il buonsenso». (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

SCOPPIANO LE POLEMICHE

Scoppia il “caso” della maratona di Trieste. Per essere precisi si tratterebbe della mezza maratona, ma a far scalpore non è tanto una questione “tecnica” quanto la decisione dei promotori del ‘Running Festival’, in programma dal 3 al 5 maggio prossimo, di vietare la partecipazione agli atleti africani. Una decisione che ha subito sollevato un polverone di polemiche anche nel mondo della politica, e che è stata così motivata da Fabio Carini, presidente dell’organizzazione Apd Miramar che promuove la gara podistica:”Nessun atleta africano correrà la mezza maratona. Basta mercimoni. Quest’anno abbiamo deciso di prendere soltanto atleti europei per dare uno stop affinché vengano presi dei provvedimenti che regolamentino quello che è attualmente un mercimonio di atleti africani di altissimo valore, che vengono semplicemente sfruttati e questa è una cosa che non possiamo più accettare”. Come riportato da Quotidiano.net, secondo Carini in Italia “troppi organizzatori subiscono le pressioni di manager poco seri che sfruttano questi atleti e li propongono a costi bassissimi e questo va a scapito della loro dignità – perché molto spesso non intascano niente e non vengono trattati con la giusta dignità di atleti e di esseri umani – ma anche a discapito di atleti italiani ed europei, che non possono essere ingaggiati perché hanno costi di mercato”.

TRIESTE, MEZZA MARATONA VIETATA AD ATLETI AFRICANI

Se i promotori della mezza maratona di Trieste hanno motivato la decisione di vietare la partecipazione alla corsa agli atleti africani con l’intenzione di tutelarne la dignità, dalle reazioni registrate nel mondo politico si può dire – usando un eufemismo – che questo concetto sta faticando a passare. Basta leggere la dichiarazione di Isabella De Monte, eurodeputata del Partito Democratico, che ha tuonato:”A Trieste siamo arrivati alle epurazioni nello sport: ultima follia di un estremismo che sta impregnando e snaturando la città, sulla quale i più alti rappresentanti politici e istituzionali hanno messo la faccia. Fatto grave e indegno”. Il segretario regionale dem, Cristiano Shaurli, ha rincarato la dose:”La nostra regione apre la stagione della discriminazione nello sport. Hanno preso una cantonata mostruosa”.

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