Viterbo, commerciante ucciso: fermato 22enne/ Individuato grazie alle telecamere

- Emanuela Longo

Viterbo, ucciso il commerciante Norveo Fedeli: le forze dell’ordine hanno fermato un giovane sudamericano, le ultime notizie.

Viterbo, commerciante ucciso
Polizia scientifica (LaPresse)

Importanti aggiornamenti sull’omicidio di Viterbo di ieri, con vittima il commerciante Norveo Fedeli. Come vi abbiamo anticipato, è stato fermato un uomo: secondo quanto riporta il Corriere della Sera, si tratta di un cittadino sudamericano di 22 anni. Bloccato dai carabinieri intorno alle 12.45, è stato portato nella caserma di zona, dove è in corso l’interrogatorio. Il presunto killer è stato individuato grazie ai filmati delle telecamere all’interno del negozio “Fedeli Vogue”: attesi aggiornamenti nelle prossime ore sulle parole del sudamericano, che abita nella frazione viterbese di Capodimonte. Comunità in lutto per la morte di uno dei commercianti più noti, con il suo negozio situato nel centro storico che è aperto da almeno quarant’anni. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

C’E’ UN FERMO

C’è un fermato per l’omicidio di Norveo Fedeli, 74 anni, titolare della jeanseria di via San Luca, ucciso nella sua boutique a Viterbo in quello che gli investigatori hanno ipotizzato essere un tentativo di rapina finita male. Come riportato dal portale locale Tuscia Web, gli inquirenti hanno fermato un giovane peruviano di circa 30 anni residente a Capodimonte, dov’è stato arrestato. Il cittadino sudamericano era stato immortalato dalle telecamere di sorveglianza presenti nella zona dell’omicidio in via San Luca, nel quartiere San Faustino di Viterbo, con indosso un paio di occhiali da sole, un cappellino e una t-shirt blu. Il presunto killer aveva anche un orologio al polso e in mano, presumibilmente, la scarpa sporca del sangue della vittima, che secondo una ricostruzione sarebbe stato colpito più volte al capo con una spranga ma, ancora vivo, si sarebbe trascinato per terra in cerca di aiuto prima di essere finito dall’assassino. (agg. di Dario D’Angelo)

CRANIO FRACASSATO

Terribile omicidio quello avvenuto a Viterbo, in pieno centro, dove un uomo di 74 anni è stato ucciso intorno all’ora di pranzo, all’interno del suo stesso negozio, all’angolo con via San Luca. A darne notizia è il quotidiano Repubblica.it che rivela anche alcuni dettagli choc del delitto. Il commerciante è stato trovato con il cranio fracassato con un oggetto pesante, molto probabilmente una spranga di ferro o uno sgabello. Una volta a terra, lo hanno finito schiacciandogli la testa sotto uno scarpone, come dimostrato dalle tracce di fango e sangue sul capo della vittima. È morto così Norveo Fedeli, proprietario di un noto negozio di abbigliamento all’interno del quale è stato aggredito in modo violento. Secondo quanto emerso dalle prime testimonianze raccolte dagli inquirenti e dai primi rilievi della Scientifica, l’omicidio sarebbe avvenuto dopo un tentativo di rapina. Il 74enne sarebbe stato colpito mentre si trovava vicino alla cassa del suo negozio ma non sarebbe morto subito poiché si sarebbe trascinato sul pavimento lasciando una scia di sangue dietro di sé.

VITERBO, COMMERCIANTE UCCISO: IPOTESI RAPINA

Il cadavere del commerciante è stato trovato da una vicina insospettita dall’apertura del negozio nonostante fossero ormai le 13.40. Così la donna si sarebbe addentrata insieme ad alcuni operai trovando Norveo Fedeli riverso in una pozza di sangue. Le urla della donna hanno così richiamato l’attenzione della moglie del 74enne, Maria Chiara, la quale era in casa a pochi metri di distanza. Giunta sul posto è stata colta da un malore ed è stata soccorsa. Sul caso sono ora in corso le indagini degli inquirenti che procedono seguendo la pista della rapina culminata poi in omicidio avvenuto a pochi metri da una zona dove ci sono due scuole dell’infanzia e primaria. Il delitto si è consumato proprio negli istanti precedenti all’uscita dei bambini dalle scuole. Al vaglio della squadra mobile della questura di Viterbo, intervenuta sul luogo, le telecamere di videosorveglianza della zona per cercare elementi utili all’inchiesta sulla morte del commerciante, molto conosciuto per esser stato tra i primi a vendere i jeans a Viterbo.

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