IL CASO/ Il piccolo Luca e il grande Andrea Bocelli: due storie di dono e perdono

- Alessandro Banfi

ALESSANDRO BANFI commenta due recenti fatti di cronaca, che ci parlano del senso della vita e del perdono

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Foto: Imagoeconomica

Ci sono storie che non smettono di stupire e che possono anche commuovere. Nella confusione delle notizie sempre brutte che è diventato il nostro bollettino quotidiano, in queste ore sono emerse due vicende su cui vale la pena riflettere.

L’incredibile storia del rapimento lampo del piccolo Luca, sottratto a sua madre solo tre ore dopo il parto e quella del video comparso su Youtube in cui il grande Andrea Bocelli racconta la scelta di una madre che non aveva voluto abortire. La sua. Storie di madri e di figli, di grandi dolori e anche di grandi gioie.

La prima vicenda, quella di Nocera Inferiore, ci ha tenuti in apprensione diverse ore nella giornata di lunedì. Una bambino appena nato in ospedale era stato rapito da una (forse falsa) infermiera. Ricerche spasmodiche, record di ascolto per Chi l’ha visto? in onda in diretta proprio il lunedì sera. L’Italia non è un Paese per bambini? Terrorizzante l’idea che si possa entrare in un nosocomio pubblico, senza che nessuno ti chieda niente.

Verso mezzanotte la buona notizia: il bambino, che si chiamerà Luca, sta bene. È stato scovato dalla Polizia a casa di una vera infermiera, subito tratta in arresto. Torna dai suoi, Luca. Poi passano le ore e si viene a sapere della sventurata che lo aveva sottratto e della sua storia. La donna racconta di aver desiderato tanto un figlio maschio, che era rimasta incinta ma poi lo aveva perso per un aborto spontaneo, ma non lo aveva confessato al suo compagno e la sua folle idea era prendere un neonato maschio in un altro ospedale e portarselo a casa. Come può volgersi in male in una mente malata ogni migliore intenzione, ogni istanza di bene, ogni proposito genuino!

E tuttavia la lezione di umanità è arrivata dalla neo mamma di Luca, che quando ha conosciuto l’accaduto, non ha esitato a pronunciare una frase tanto cristiana quanto in disuso: “La perdono”. Un gesto da madre. Una madre che se possibile capisce meglio adesso che cosa davvero significhi esserlo, per aver attraversato il deserto di un dolore acuto e inaspettato. Per aver abbracciato il figlio con una nuova luce negli occhi, un’altra consapevolezza. Come se Luca fosse nato una seconda volta. Donato e ridonato. E speriamo che lo sguardo della madre di Luca aiuti l’altra donna, l’infermiera che andrà curata perché ritorni a guardare la vita come una fortuna che ti capita.

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E un dono, il dono della nascita, è il centro del racconto del grande cantante Andrea Bocelli. A sua mamma era stato consigliato l’aborto, perché i medici avevano precocemente riscontrato possibili danni al nascituro. Ma la madre decise di tenere il figlio che poi nacque con una forma grave di glaucoma, che presto lo ha portato alla cecità. Quel figlio voluto, nonostante quell’handicap, è diventato un grande della musica, un italiano conosciuto nel mondo. Quanto può essere ironica la vita!

 

Un grande neurologo, Oliver Sacks, ha spiegato nel suo bellissimo libro sulla musica il “vantaggio” naturale dei ciechi nell’approccio al senso musicale. Mi è venuto in mente vedendo il video di Bocelli su Youtube. Che cosa possiamo sapere mai noi della nostra umanità, del nostro cervello, per non parlare dell’anima, per essere arbitri della vita? Per sopprimere, sommergere, direbbe Primo Levi, o salvare qualcuno? Ecco di che cosa ci parlano queste due storie: del senso della nascita. Del dono. E del perdono.

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