Cts, documento riservato: tre scenari per chiusure/ Da zone rosse a lockdown generale

- Silvana Palazzo

Documento riservato del Comitato tecnico scientifico (Cts) al governo: tre scenari per chiusure. Dalle zone rosse locali al lockdown generale per criticità nella tenuta del sistema sanitario

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (LaPresse)

Sul tavolo Governo-Regioni è finito un documento riservato del Comitato tecnico scientifico (Cts) che valuta tre scenari per le chiusure a seconda dell’andamento dell’epidemia Covid. Si passa da nuove restrizioni ad un nuovo lockdown. Nel primo scenario, che è quello attuale con l’indice Rt poco sopra a 1, il coronavirus è “gestibile” e gli ospedali sono ancora in grado di “difendersi”. In questo caso gli esperti suggeriscono di rafforzare il distanziamento sociale, di istituire laddove necessario zone rosse locali, valutare l’interruzione di attività sociali, culturali e sportive maggiormente a rischio, anche su base oraria, come discoteche, bar e palestre. Il Cts consiglia anche di favorire lo smart working per ridurre l’affollamento dei trasporti pubblici e delle sedi lavorative, anche perché c’è l’ipotesi di limitare la mobilità della popolazione in aree geografiche sub-regionali. Per quanto riguarda invece scuole e università, secondo quanto riportato dal Sole 24 ore, potrebbero essere favorite lezioni scaglionate a rotazione mattina e pomeriggio o sospendere alcuni insegnamenti. In alternativa, si può attivare la didattica a distanza per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado e dell’università. Prevista la chiusura temporanea di scuole e università in base al numero di casi sospetti-confermati e alla circolazione del coronavirus a livello locale. Alcune di queste indicazioni potrebbero finire nel nuovo Dpcm.

DOCUMENTO CTS: LOCKDOWN PER TERZO SCENARIO

Nel secondo scenario, quello con un incremento di contagi ulteriore e indice Rt tra 1,25 e 1,5, si configurano “rischi di tenuta” del sistema sanitario, quindi possono scattare chiusure tra Regioni o all’interno della stessa regione. Si può valutare il blocco delle attività produttive e se necessario zone rosse con lockdown di 2-3 settimane. Per quanto riguarda scuole e università, alle possibili misure indicate precedente si aggiungono la riduzione delle ore di didattica in presenza, da integrare con quella a distanza, ma per tutti gli alunni; chiusura temporanea di scuole e università anche per 2-3 settimane. Il terzo e ultimo scenario è quello peggiore, perché riguarda l’eventualità di un’epidemia fuori controllo, quindi con indice Rt sopra 1,5. In questo caso, ci sarebbero “criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo“. In questo caso, oltre alla chiusure delle scuole e degli atenei, si potrebbe arrivare ad un “lockdown generalizzato con estensione e durata da definirsi“. Questa ipotesi, precisa il Sole 24 ore, riguarderebbe le Regioni a rischio ma senza escludere il coinvolgimento di gran parte o tutta Italia. Questo documento riservato, messo a punto dal Comitato tecnico scientifico che intanto è stato convocato dal ministro Speranza per domani, sarà la “bussola” dei prossimi mesi. Infatti sono indicati possibili interventi fino a marzo 2021.

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