“Il senso religioso” in giapponese: una traduzione nata dall’esperienza

- Ambrogio Pisoni

Dopo cinque anni di paziente lavoro condotto settimanalmente, l’edizione in lingua giapponese de “Il senso religioso” di Luigi Giussani ha visto finalmente la luce. La presentazione è avvenuta lo scorso 11 giugno, presso l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo

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Dopo cinque anni di paziente lavoro condotto settimanalmente, l’edizione in lingua giapponese de “Il senso religioso” di Luigi Giussani ha visto finalmente la luce. Protagonista di questa avventura linguistica, e perciò, ancor prima, di esperienza, sono stati alcuni amici della piccola comunità nipponica di Comunione e Liberazione. La pazienza è d’obbligo in un Paese e in una cultura così diversi dal contesto occidentale, radicato nella tradizione di Atene e di Gerusalemme. L’affezione al carisma donato a don Giussani, che anche nella terra del Sol Levante ha toccato esistenze e ha cominciato a cambiarle, è stata la forza e l’intelligenza del lavoro.
Così mercoledì 11 giugno 2008 nell’Auditorium “Umberto Agnelli” presso l’Istituto Italiano di Cultura a Tokyo, il libro è stato presentato pubblicamente. A condurre l’incontro Sadahiro Tomoko responsabile della comunità in Giappone che ha guidato il lavoro di traduzione, elegantissima nel suo kimono. All’inizio le parole di saluto del dr. Umberto Donati, direttore dell’Istituto cui hanno fatto seguito quelle del Nunzio Apostolico, mons. Alberto Bottari de Castello.

Un breve video sottotitolato in giapponese ha permesso al pubblico, circa centocinquanta persone, di fare iniziale conoscenza della persona e dell’opera di don Giussani.
Hanno poi offerto il loro contributo lo scultore Etsuro Sotoo, in video registrazione da Barcellona, il monaco buddista shingon Shodo Habukawa, amico di don Giussani fin dal loro primo incontro nel giugno 1987 (cfr articolo già qui pubblicato), S.E. Mons. Giuseppe Pittau, gesuita, già Rettore della Sophia University a Tokyo e della Gregoriana a Roma e già Segretario della Congregazione dell’Educazione Cattolica. Un messaggio del prof. Lorenzo Ornaghi, Rettore dell’Università Cattolica, ha impreziosito l’evento. 

La pubblicazione di questo testo di don Giussani è di fondamentale importanza per la presenza e perciò per la missione della Chiesa in Giappone. Due sono le parole decisive intorno a cui ruota la sfida di Giussani: cuore e realtà.
“Cuore” anzitutto, inteso nel significato proprio conferitogli dalla tradizione biblica: luogo distintivo dell’io, avvenimento fatto di esigenze ed evidenze originarie che gridano inesauste l’urgenza del compimento. Quel cuore che è l’unico ed il medesimo in ogni uomo, qualsiasi lingua parli e qualunque cultura testimoni e che perciò si propone come il fondamento di ogni incontro con l’altro. Per svelare che la differenza non è un ostacolo da rimuovere bensì una ricchezza da riconoscere e da valorizzare perché germina dal grembo dell’unità.
“Realtà” perché è la presenza inesorabile che affascina il cuore quale segno del Mistero che tutto sostiene e dalla quale non si può prescindere se si desidera camminare nel solco della ragionevolezza. Il rapporto con il reale è perciò strada necessaria: evitarlo significa precludersi il gusto dell’esistenza.
Imparare ad ascoltare il cuore e a scrutare la realtà, tesi alla scoperta del suo segreto: è il metodo di una vita vissuta in obbedienza alla sua propria natura. La Chiesa è chiamata a vivere questa avventura nell’abbraccio, che è il rapporto con Gesù Cristo morto e risorto.

Certamente un libro non basta. Perché la vita sveli la sua Bellezza occorre incontrare una presenza umana che ti dica: “Non piangere”. Audacia possibile solo a chi ha avuto in sorte la sorpresa dell’incontro con l’Unico capace di compiere quel cuore che porta il Suo sigillo. Don Giussani lo ricordò in una celebre intervista: solo noi cattolici potevamo scrivere “Il senso religioso”. L’incontro con la Risposta permette di chiarire l’altrimenti indecifrabile domanda.


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