RUSSIA/ La verità di papa Francesco alla “prova” di Oriente e Occidente

L’identità può crescere e maturare solo grazie alla presenza dell'”altro”. È il tema di quest’anno del convegno organizzato da Russia Cristiana. GIOVANNA PARRAVICINI

04.10.2013 - Giovanna Parravicini
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Andrej Rublëv, Cristo Salvatore (XIV sec.) (Immagine dal web)

Non c’è miglior chiosa al tema del convegno scelto quest’anno dalla Fondazione Russia Cristiana – “Identità, alterità, universalità” – dell’incredibile passaggio di Papa Francesco, nella sua lettera a Scalfari, sulla verità come “relazione”. “Tant’è vero – soggiungeva il Papa – che anche ciascuno di noi la coglie, la verità, e la esprime a partire da sé: dalla sua storia e cultura, dalla situazione in cui vive, ecc. Ciò non significa che la verità sia variabile e soggettiva, tutt’altro. Ma significa che essa si dà a noi sempre e solo come un cammino e una vita”.

Ma se questo è vero, l’identità, l’autocoscienza dell’uomo può crescere e maturare solo grazie alla presenza dell'”altro”, attraverso il “rischio” di un’apertura a ciò che accade e si affaccia all’orizzonte della storia personale e della grande storia. Per ritornare alle parole di Francesco: “La verità essendo in definitiva tutt’uno con l’amore, richiede l’umiltà e l’apertura per essere cercata, accolta ed espressa”. Il mondo di oggi è un campo di battaglia in cui si fronteggiano una continua riduzione della verità a un’idea cristallizzata (diciamo pure all’ideologia), e improvvise, insperabili riaperture all’esperienza della verità come rapporto, legame. Solo poco tempo fa abbiamo assistito al miracolo della fede di Papa Francesco, che ha saputo scuotere il mondo alla vigilia dell’ormai imminente attacco alla Siria, favorendo l’aprirsi di nuovi scenari politici internazionali in cui la Russia di Putin ha svolto un ruolo di grande responsabilità, e in ogni caso di primaria importanza.

In questo contesto, abbiamo voluto interrogarci su che cosa significa avere un’identità (religiosa, nazionale, culturale), per superare i luoghi comuni, gli stereotipi a cui il concetto di “identità” oggi è sovente legato, vissuto com’è con scetticismo, oppure come arroccamento e difesa a oltranza. In Occidente l’identità, l’appartenenza (religiosa, nazionale ecc.) viene relativizzata, respinta in quanto sentita come un’ideologia o un’imposizione. In Russia, dove la patria è un moloch e la Chiesa spesso tende a confondersi con la nazione, l’identità si regge su una posizione difensiva, sull’individuazione del “nemico” che la mette a repentaglio, sull’accusa e la denigrazione di tutto ciò che le contravviene. Ciò che accomuna questi due atteggiamenti, che sembrerebbero diametralmente opposti, è un’esasperata individualità, una difesa ad oltranza del proprio spazio privato e, paradossalmente, proprio di quella verità “assoluta” ripudiata a sorpresa da Papa Francesco “nel senso che assoluto è ciò che è slegato, ciò che è privo di ogni relazione”.

Le giornate del Convegno tra Milano e a Mosca vogliono appunto recuperare il significato originario dell’identità, testimoniare come persona e popolo trovino compimento solo nel superamento del proprio individualismo, nell’incontro con l’altro, nello spazio dell’esperienza e in una dimensione universale, perché quest’ultima è la sola realmente umana, propria della natura umana. 

Dialogo, apertura reciproca, ricerca comune a partire da un’esperienza positiva che in tanti anni si è andata costruendo e consolidando, in particolare attraverso il lavoro di Russia Cristiana, del Centro culturale “Biblioteca dello Spirito” a Mosca, oltre che attraverso tanti altri scambi e legami che, a volte in maniera imprevedibile, si sono intrecciati. Si dialoga offrendo all’altro la propria identità, che per noi stessi è oggetto di stupore, in quanto dono ricevuto, e nel contempo vocazione: è stato questo accento a dettare la scansione dei temi e la struttura del loro svolgimento, perlopiù dialogante, nelle diverse sessioni in cui si articola il convegno tra Milano e Mosca. 

I capofila di questo dialogo saranno l’arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi, che riprenderà nella sua lezione in Cattolica un testo memorabile del teologo ceco Josef Zvěřina sulla presenza dei cristiani nella società, e il cardinal Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che presenterà in un’università ortodossa moscovita l’edizione russa del suo testo Una nuova laicità, dialogando in un contesto molto sensibile sui problemi del multiculturalismo e sulle nuove sfide della testimonianza cristiana.

Queste e altre tematiche legate alla dottrina politica e fondamenti giuridici della convivenza civile verranno riprese anche da personaggi autorevoli come Marta Cartabia, giudice della Corte costituzionale, e dall’ex ministro pakistano Paul Jacob Bhatti, a Mosca; e viceversa da Andrej Zubov (direttore di un ambizioso progetto di ricostruzione storica del ‘900 russo ideato da Solženicyn), Andrea Simoncini (docente di diritto costituzionale a Firenze), a Milano.

La struttura relazionale dell’io, che si misura con l’immagine trinitaria, sarà esaminata alla luce della filosofia e della teologia, da Est e da Ovest, con particolare attenzione all’idea di sobornost’, uno dei concetti-chiave della spiritualità russa. Tat’jana Kasatkina (Accademia russa delle scienze), parlerà delle sfide e della paradossale positività della secolarizzazione, proprio per i cristiani, e del fondamentale contributo che essi possono offrire al mondo nella misura in cui riscoprono la fede come propria esperienza originale, come dialogo tra un io personale e il Dio personale.

L’arte assume infine un posto di rilievo, perché consente di recuperare una dimensione fondamentale della verità, il suo esprimersi nell’amore e nella bellezza, nella sequela della Tradizione che è alle radici di ogni autentica creatività: a Milano, presso la Scuola d’arte Beato Angelico, una tavola rotonda sull’arte liturgica vedrà dialogare architetti, pittori e scultori russi e occidentali impegnati nella costruzione e nella decorazione di spazi dedicati al culto. A Mosca, verrà esposta all’Istituto Statale di Architettura una mostra sulla Sagrada Familia, l’ultima delle grandi cattedrali, con la presenza dell’architetto che ne ha diretto negli ultimi anni i lavori, Jordi Faulì, e un concerto di musiche della tradizione religiosa e popolare spagnola.

La Fondazione Russia Cristiana e il Centro Culturale “Biblioteca dello Spirito” organizzano il convegno internazionale “Identità, alterità, universalità”. In collaborazione con Università Cattolica del Sacro Cuore e Università degli Studi di Milano
Prima sessione: 5-8 ottobre 2013, a Seriate e Milano
Seconda sessione: 8-11 novembre 2013, a Mosca
Qui il programma dettagliato

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