TRA MOGLIE E MARITO LE LITI SI RISOLVEVANO A BOTTE/ Nel medioevo c’era un duello per coniugi: ecco le regole

- Francesco Agostini

Donne combattenti nel Medioevo, le mogli potevano regolare i conti con i loro mariti in un regolare duello regolato da determinati principi cavallereschi. 

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Le donne combattenti nel Medioevo (Web)

La donna è universalmente conosciuta come il ‘sesso debole’ e paragonata a elementi delicati come i fiori ma non sempre, nel passato, le cose erano considerate in questo modo. Se oggi la questione è molto dibattuta con termini quali ‘femminicidio’ etc., in tempi remoti anche le donne erano considerate delle eccellenti guerriere. Anch’esse combattevano e, chi lo sa, magari alcune di loro erano anche meglio degli uomini. Ne è una prova tangibile il fatto che anticamente alcuni archeologi avevano ritrovato uno scheletro completo di armi di ogni tipo (spade, lance, frecce e via discorrendo) e lo avevano erroneamente scambiato per un vichingo. Da una più attenta analisi, però, si è notato che i resti in questione appartenevano a una donna e non a un uomo: una vichinga, capace di combattere. Anche al giorno d’oggi le donne sanno essere violente, esattamente come il passato. Nonostante l’accostamento generale alla delicatezza, alcuni ricercatori hanno constatato che sono le donne a iniziare per prime a picchiare gli uomini, spesse volte con un sonoro schiaffo. Perché le donne sono delicate, sì, ma è bene non farle arrabbiare.

I COMBATTIMENTI UOMO-DONNA DEL PASSATO

In epoca medievale vi era lo possibilità di un combattimento uomo-donna. Incredibile a dirsi, eppure le cose stavano proprio così: erano dei combattimenti giudiziari che servivano a risolvere determinate questioni pendenti tra moglie e marito. Un modo senz’altro rustico, questo, ma che prevedeva un alto codice di comportamento, proprio alla stregua di un normale duello uomo-uomo. Per limitare la preponderanza fisica del genere maschile, infatti, il maschio veniva costretto a combattere contro la donna interrato fino al busto e con un braccio legato dietro alla schiena. Una limitazione importante, questa, che lo costringeva ad una disperata difesa e al combattimento ravvicinato. La donna, invece, era assolutamente libera di muoversi come meglio le sembrava e, in più, poteva godere dell’aiuto di una pietra del peso di 1,4 kg. Questa le veniva posta in mano, tramite un allungamento della manica grazie a della stoffa inserita a mò di tasca. L’usanza, però, ci fu in un tempo limitato. Già oltre il 1200 non vi è più alcun accenno a questa pratica che oggi non tarderemmo a definire barbarica. Perché oggi, almeno si spera, le controversie si risolvono soprattutto a parole.



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