Laicità alla francese/ “Con l’Islam non funziona, è nata per contrastare la Chiesa Cattolica”

- Niccolò Magnani

Laicità alla francese: il filosofo laico, “con l’Islam non funziona, è nata per contrastare la Chiesa Cattolica». Riesplode dibattito in Francia dopo le ultime uscite del ministro di Macron

emmanuel_macron_1_francia_elezioni_lapresse_2017
Macron (foto LaPresse)

È un filosofo, per di più francese, che si espone in Francia contro la laicità, la pietra “sacra” sulla quale si è fondata la società moderna nata dopo l’Illuminismo. Pierre Van Ommeslaeghe filosofo e professore è intervenuto sulla rivista culturale di spicco in Francia, BVoltaire, per attaccare il nuovo corso della “laicitè” francese del ministro dell’Educazione Nazionale, Blanquer: si inserisce nella lunga scia del dibattito culturale e religioso dopo lo scandalo della croce fatta togliere dalla statua di Giovanni Paolo II a Ploermel e dopo gli interventi illustri di Remi Brague e Michel Houellebecq che hanno cercato di riportare il “lume della ragione” nella patria della ragione. «Solo il cattolicesimo può salvare la Francia: l’ateismo non è in grado di combattere l’Islam»: le parole dette dallo scrittore di “Soubmission” (che si può dire essere tutto fuorché cattolico, ndr) hanno sollevato un vespaio in Francia e su una importante rivista come BVoltaire è arrivata una delle tante “risposte” al problema sollevato in questa nuova stagione di “laicità (o laicismo?) alla Macron”. «La laicità in Francia oggi non funziona: è nata per contrastare la Chiesa Cattolica, il secolarismo con l’Islam non funziona», spiega il filosofo Van Ommeslaeghe.

IL PROBLEMA DELL’ISLAM

Ennesimo motivo scatenante la disputa sulla presunta “nuova” laicità in Francia è la decisione del ministro Blanquer: ha creato una “unità secolare” nel suo ministero, composta da saggi e intesa a definire le regole del gioco del laicismo. In ogni scuola e istituto francese, questa unità avrà la sua controparte, destinata ad intervenire negli istituti in cui ci saranno problemi di rispetto della laicità. Si tratterà di un’équipe multidisciplinare di avvocati, psicologi, insegnanti, ecc. che cercherà poi di stabilire un dialogo con la famiglia interessata. Secondo il filosofo, questo “surplus” di laicismo nella società francese non ha funzionato e non funzionerà: finché infatti i ministri e la politica «non accetterà di comprendere e citare la fonte degli attacchi alla laicità nelle scuole francese, le cose non cambieranno mai». Per il filosofo è proprio l’Islam salafita che ha cercato di imporsi con ogni mezzo in Francia e altrove: «erano i suoi seguaci che, già negli anni’ 90, avevano cercato di imporre il velo alla scuola. Hanno continuato lungo questo percorso chiedendo alle mamme velate di accompagnare i figli nelle gite scolastiche; c’è anche chi chiede pasti halal nelle mense e fa pressione su altri bambini durante il Ramadan. Oppure ancora, si rifiutano di lasciare che le loro figlie vadano in piscina, incoraggiano i loro figli a sfidare i loro insegnanti nella storia su alcuni fatti, in particolare la seconda guerra mondiale». Remi Brague, inserendosi anche lui nella stessa discussione in atto e molto viva in Francia, di recente ha spiegato come «qualcuno sogna di eliminare il cristianesimo in Europa: sono i laicisti che tacciono sull’Islam e vogliono togliere le croci dalle statue dei papi». Come argomento ancora il laicissimo professore e filosofo su BVoltaire, la politica e la società “laicista” in Francia per paura di venire accusata di islamofobia o peggio di razzismo, con una sorta di coda di paglia, «hanno preferito imporre un laicismo che non poteva contrastare questo islam. Alcuni arrivano addirittura a modificare i programmi per accontentarlo».

“LA CHIESA HA IMPARATO A CONVIVERE CON LA LAICITÀ”

Ma questo avviene per un semplice motivo, spiega ancora Van Ommeslaeghe: se il laicismo è inoperante è perché non è stato concepito per esso e l’Islam non può accettarlo. «È per contrastare la Chiesa cattolica che il secolarismo è stato concettualizzato. Ed è ancora la Chiesa ad essere il bersaglio principale dei suoi seguaci più fanatici; è solo per vedere l’ offensiva che un’ associazione come il “Pensiero Libero” conduce contro i presepi o le croci nello spazio pubblico». Il concetto spiegato dalla rivista riguarda la “capacità” della Chiesa, nel corso dei secoli, di convivere con questa laicità, marcando però le differenze e la netta distanza da ogni forma di laicismo che in nome del «noi diamo la libertà a tutti di professare la propria fede, però ecco magari non in maniera così evidente, o vistosa..», opprime invece che rispettare la confessione cristiana. «Se la Chiesa ha accettato, dopo molti decenni, questo secolarismo, è perché trova nel Vangelo abbastanza da legittimarlo, almeno per costruirne una concezione che può accettare. Questo ha permesso di risolvere la controversia scolastica fino ad oggi, ad eccezione dell’episodio del Savary Act del 1984». Il Corano non giustifica alcuna distinzione tra spirituale e temporale. Poiché il Profeta era un leader religioso e politico, entrambe le dimensioni sono collegate. L’ idea di neutralità religiosa nell’educazione è quindi incongrua, o addirittura intesa come segno di debolezza che incoraggia ulteriori azioni offensive: così la spiega il filosofo laico che non usa mezzi termini nell’affermare che di questo passo questo metodo non porterà per nulla lontano, anzi. «Opporre questa laicità all’islamismo è come cantare una ninnananna ad una persona sorda per poterlo calmare». Come spiegava pochi giorni fa ancora Remi Brague su Le Figaro, a corollario di questo particolare nodo-culturale, «La laicità non è e non può essere un’arma. E, almeno in linea di principio, ancor meno essere diretta contro una particolare religione. Lo dico perché è stata forgiata contro una religione molto specifica, cioè il cristianesimo cattolico, a cui la grande maggioranza della popolazione ha aderito più o meno consapevolmente, con più o meno fervore. Lo stato non deve favorire nessuno, né combattere nessuno».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori