Francesco Leonetti/ È morto lo scrittore amico ed ‘Erode’ di Pasolini: scrisse il Menabò con Calvino

- Niccolò Magnani

È morto Francesco Leonetti, scrittore e poeta amico di Pier Paolo Pasolini e Roversi: fu “l’Erode” de “Il vangelo secondo Matteo”, scrisse con Calvino il Menabò

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Pier Paolo Pasolini e Francesco Leonetti

È morto questa mattina a 93 anni il compianto Francesco Leonetti, uno dei protagonisti delle avanguardie culturali, sociali e letterarie italiane del Novecento: amico e collaboratore di Pasolini, Roversi, Calvino, giusto per citarne i primi tre, ma soprattutto scrittore e interprete appieno delle nuove esperienze storico-letterarie che proliferano nel Dopo guerra e negli anni ’70. Scrittore, avanguardista, fondatore di riviste e anche attore, prima che professore di Filosofia ed Estetica presso l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Un protagonista dello scorso secolo che in particolare con Pier Paolo Pasolini e Roberto Roversi ebbe a che fare e lanciare la grande rivista Officina nel 1955: della triste scomparsa ne ha dato notizia la moglie Eleonora Fiorani, spiegando che lo scrittore si trovava nella casa di riposo milanese dove aveva trascorso gli ultimi anni della sua vita.

DALLE AVANGUARDIE AL CINEMA

Di Leonetti, oltre alla Officina in cui assieme ai principali luminari degli Anni Cinquanta-Sessanta provava ad immaginare da dove e come poteva uscire l’Italia dal cono d’ombra di quei decenni passati, e su quali spinte avrebbe potuto rilanciarsi. Negli anni Sessanta ha partecipato alla stesura del Menabò, rivista culturale fondata da Elio Vittorini e Italo Calvino, aderendo al movimento della Neoavanguardia: è proprio in quegli anni che la sua lunga e stimata amicizia con Pasolini gli permette di approdare addirittura al cinema e non in un film qualunque. Nel 1064 Francesco Leonetti diventa l’inteprete di Erode nel film “Il Vangelo secondo Matteo”: non pago del successo, gli viene offerto e accetta anche il ruolo del servo di Laio nella trasposizione al cinema di “Edipo Re”, dimostrando una grande bravura anche recitativa. Come riporta anche l’Ansa, negli anni successivi ha dato la voce al corvo di Uccellacci e uccellini e all’oste in I racconti di Canterbury. Tra le principali opere di poetica di Leonetti, troviamo La cantica, 1959; In uno scacco, 1979 e anche opere tra narrativa e saggistica, come Fumo, fuoco e dispetto, 1956; Conoscenza per errore, 1961; L’incompleto, 1964; Tappeto volante, 1967; Irati e sereni, 1974; Campo di battaglia, 1981) incentrati sul complesso rapporto tra letteratura e politica. Nella sua lunga vita letteraria e culturale, fino agli ultimi anni di malattia e parziale ritiro dalle scene, Leonetti ebbe modo di divenire anche condirettore di “Alfabeta”, continuando a portare il suo incredibile bagaglio culturale e letterario al servizio della società in profonda, ancora una volta, mutazione.



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