RELIGIONE & MORALE/ Gli atei più immorali di chi crede? Anche loro ne sono convinti

- Silvana Palazzo

Lo studio di Will Gervais pubblicato su Nature Human Behavior: “Gli atei pensano che gli altri (atei) siano più immorali di cristiani e musulmani”. I dettagli sulla ricerca internazionale

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Chiesa (Foto: da Pixabay)

Sarebbe facile indicare i musulmani come categoria malvista dall’opinione pubblica, ma in realtà in fondo ad un’eventuale classifica finirebbero gli atei. In seguito ai fatti dell’11 settembre e agli innumerevoli atti terroristici susseguiti negli ultimi anni, sarebbero i musulmani la prima scelta, nonostante il dibattito sulla mancata correlazione tra la religione e il terrorismo. Invece sono molti gli studi secondo i cui gli atei vengono associati alle azioni più immorali. Questo perché si crede che il pensiero ateo sia socialmente incompatibile, più immorale rispetto a quello delle minoranze. Un team di ricercatori ha scritto sulla rivista Nature Human Behavior che nel mondo la credenza religiosa è considerata una necessaria tutela contro le tentazioni verso un comportamento immorale. 

ATEI E CREDENTI: CAMBIA IL SENSO DELLA MORALITÀ

LA SPIEGAZIONE DI WILL GERVAIS

Lo studio in questione ha esaminato gli atteggiamenti di più di tremila persone in 13 paesi su cinque continenti: solo in Finlandia e Nuova Zelanda l’esperimento non ha dato prova conclusive di pregiudizi anti-atei. Il dato sorprendente è che gli stessi atei sembrano avere tendenze anti-ateiste: «Penso che ciò derivi dalla prevalenza di norme radicate profondamente, anche in luoghi tendenzialmente laici. La gente continua a percepire la religione come garanzia morale», ha dichiarato il co-autore Will Gervais, professore di psicologia dell’Università del Kentucky, ad AFP.

Da una precedente ricerca del professor Edgel dell’University of Minnesota è emerso che gli americani non condividono la visione della società che hanno gli atei. Ma risulta innanzitutto difficile definire il concetto di moralità: per i fedeli non avere una fede è già immorale, quindi gli atei lo sarebbero a prescindere. Secondo l’autore dello studio sarebbe invece il caso di guardare all’ateismo con una mentalità più aperta. O forse sarebbe da guardare a chi crede con mentalità meno preconcetta.

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