Tom Shippey, “erede” di Tolkien/ “La lezione dei vichinghi: moderni, democratici e femministi”

Il più grande studioso di storia dei vichinghi ha pubblicato un libro in cui li definisce i primi europei moderni, ecco di cosa si tratta

20.11.2018 - Paolo Vites
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Immagine dal web

Basta accendere la televisione per vedere una serie dedicata ai vichinghi, il misterioso e cattivissimo popolo del nord Europa. Il fatto che siano tornati di moda lo spiega il massimo studioso di questo popolo, Tom Shippey, intervistato oggi da Repubblica. Docente di letteratura alla Leeds Università in Gran Bretagna, ha preso posto sulla cattedra di quello che fu il massimo scrittore di fantasy, Tolkien, l’autore dello Hobbit fra i tanti. Ha appena pubblicato il libro Vita e morte dei grandi vichinghi, definito nel suo paese “il più importante mai scritto sull’argomento”. La storia di questo popolo, spiega, ha molto da insegnarci anche oggi, ad esempio come resistere di fronte alle sconfitte, come lottare uniti senza abbandonare nessuno per preparare la rivincita. In realtà i vichinghi sono stati uno dei popoli più crudeli della storia, capaci di sterminare chiunque con crudeltà, come scrive lui stesso: “La parola vichingo nella loro lingua significa pirata, ladro. Diffondevano orrore ma avevano una grande dignità davanti alla morte. Nelle loro leggende le battaglie fra mostri e dei sono quasi sempre vinte dai mostri, non c’è il lieto fine come siamo abituati noi. Ma la sconfitta non era mai motivo di resa”.

I PRIMI EUROPEI MODERNI

Questo, spiega ancora lo studioso, è perché erano convinti che dopo la morte sarebbero stati vendicati e che altri si sarebbero presi cura della tua famiglia. Addirittura, dice, davanti a casa sua sono stati trovati i resti di quindici vichinghi decapitati: ebbene, si erano fatti tagliare la testa dal davanti, guardando in faccia il loro boia. Erano senz’altro un popolo coraggioso, dice ancora, e questo coraggio veniva dalla loro coesione di gruppo: “I vichinghi non si abbandonavano, restavano uniti”. Tra l’altro, dice, erano una forma di democrazia primitiva: non avevano un leader, votavano insieme le decisioni da prendere. Ed erano anche femministi: le donne potevano decidere da sole di divorziare. “Ecco perché” dice, “la Scandinavia è ancora oggi la regione europea con maggiori diritti per le donne. I vichinghi possono essere considerati i primi europei moderni: “Grandi viaggiatori, aperti al mondo, all’interazione culturale, all’uguaglianza sociale tra i sessi”. E poi scoprirono l’America prima di Cristoforo Colombo: “A differenza di Colombo però non erano abbastanza forti per colonizzarla. Sbarcarono in America per raccogliere legna visto che in Islanda non ce ne era”. Il fascino attuale per questo popolo, dice ancora, è dato dal fatto che quella era un’era in cui c’erano degli eroi che combattevano per diritti, giustizia e onore, mentre oggi il cinismo politico ha perso questi valori. Infine Tolkien: “Per le sue fiabe prese molto dai vichinghi, il revival attuale è figlio dei libri di Tolkien”.



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