CARAVAGGIO/ Madonna dei pellegrini, pietà per la domanda degli uomini

Sul suo composto silenzio gravido di “sicura speranza” fiorisce la grazia del riconoscimento, il miracolo della fede. E’ la “Madonna dei pellegrini” di Caravaggio. GIULIA SPONZA

08.06.2018, agg. il 18.02.2019 alle 16:17 - Giulia Sponza
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Caravaggio, Madonna dei pellegrini, particolare (1606)

Sembra solamente una popolana con il figlioletto seminudo tra le braccia quella che, sull’uscio della propria dimora, si protende verso due vecchi pellegrini in ginocchio. A vestire i panni di questa giovane madre è invece la Madonna, che Caravaggio “incarna” mentre raccoglie la supplica delle due figure ai suoi piedi scelte come a simboleggiare l’uomo nel suo atteggiamento più strutturale: quello della domanda.

I colori smorzati, che giocano con una luce calda e vibrante, lasciano affiorare dalla semioscurità di questo vicolo cittadino il profilo intenerito di una umanità confidente.

Maria, la cui statuaria dignità pare d’improvviso animarsi per l’insistente tenacia di chi a lei si rivolge, serra in seno il bambino che lui pure si aggrappa al corpo della madre per affidarsi alle sue solide braccia.

Stupiscono i pellegrini dinanzi alla festa di questa gloriosa innocenza e la loro antica ruvidezza pare d’improvviso addolcirsi nel gesto silenzioso e composto del congiungere le mani come nell’atto di un umile riconoscimento.

Si affaccia la Vergine dalla sua nicchia per rispondere all’invocazione e mostrarsi nel suo niveo splendore: Mater admirabilis.

E’ una postura, quella della Madonna, che ne asseconda la naturale femminilità: la luce — che piove da una fonte esterna collocata sulla sinistra — sfiora appena il ginocchio per scivolare discreta sul piede puntato con disinvolta eleganza come a sostenere, oltre al peso del proprio corpo, anche quello del figlio che, inquieto, le si agita in braccio.

Che pacata compostezza, che nobiltà austera traspaiono dallo sguardo di Maria mentre, silenzioso, abbraccia i due pellegrini in preghiera. E’ su questo silenzio gravido di “sicura speranza” che fiorisce la grazia del riconoscimento, il miracolo della fede.

Nel dialogo amoroso non c’è spazio per le parole; domina piuttosto l’eloquenza degli sguardi e la semplicità dei gesti. Nei loro abiti logori e sdruciti, i due pellegrini risplendono così di una luce tutta interiore che ne trasfigura i contorni. E’ dalla loro stessa domanda che traggono vita e calore mentre poggiano sulla solida certezza della risposta.

L’intera umanità, segnata dalla sofferenza, dalla fatica, dalla prova, si identifica dunque in quell’uomo e in quella donna, facendosi con loro grido perché la singolare popolana, Madre di Dio, ottenga dal figlio ciò che il cuore desidera e tuttavia non osa sperare.

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