ATELIER DELLE ARTI/ A Bertinoro in cerca di bellezza con Caproni e Luzi

- La Redazione

E’ cominciato oggi con la giornata inaugurale l’Atelier delle arti e degli insegnanti, dedicato a Caproni e Luzi e organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna.

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Vasilij Kandinskij, Cerchi in un cerchio, particolare (1923)

E’ cominciato oggi con la giornata inaugurale l’Atelier delle arti e degli insegnanti, organizzato dal Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna. Un appuntamento con all’attivo già svariate edizioni, tutte coronate da successo di partecipazione e di pubblico. Dedicato all’arte, alla letteratura, alla poesia, alla recitazione, l’Atelier conduce gli appassionati che lo frequentano all’origine dell’arte e la poesia, spalanca mente e cuore alle passioni sorgive della grande letteratura, abbattendo le barriere dell’analisi oggettivante e distaccata che allontana tanti giovani dalla letteratura fin dai banchi di scuola. La scuola, appunto. Nella consapevolezza che l’incontro con gli autori, prima che con critica, dovrebbe e può avvenire proprio sui banchi di scuola, quest’anno l’Atelier delle arti riserva un programma speciale proprio agli insegnanti. Le letture, le conferenze e il “confronto” con due protagonisti assoluti del 900 letterario italiano e mondiale, Giorgio Caproni e Mario Luzi, al centro del programma, andrà di pari passo con la possibilità offerta ai docenti di sperimentare nuovo approcci per vivere in prima persona e comunicare ai più giovani l’esperienza del significato e della bellezza.

Dopo la giornata inaugurale che si tiene al Lapidario Romani di Rimini, con l’introduzione di Davide Rondoni e Riccardo Frolloni, l’Atelier entra nel vivo domani, nel Centro Residenziale Universitario di Bertinoro (Forlì). Il programma è disponibile a questo link. L’Atelier non si rivolge innanzitutto a professionisti, ma a persone vive, animate dal desiderio di coltivare il “fuoco” di cui ha scritto recentemente sul sussidiario Davide Rondoni, ideatore dell’Atelier: “Nelle epoche di cambio servono monaci e guerrieri. Gli occhiuti funzionari, gli imprenditori fasulli che ingrassano coi soldi pubblici, se la passeranno bene difendendo il presente ma non lasceranno segno utile al futuro. E saranno vomitati dalla bocca di Dio”.

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