“Cure Covid in ospedale, l’errore dell’Italia”/ Cavanna: “Terapie precoci a casa”

- Alessandro Nidi

Cure Covid, meglio a casa che in ospedale? Lo sostiene il professor Luigi Cavanna, che spiega: “Il virus si batte col tempismo”

luigi cavanna
Luigi Cavanna (Coffee Break, 2020)

Il professor Luigi Cavanna, primario oncoematologo di Piacenza, è intervenuto in queste ore sulle colonne dell'”Huffington Post” per parlare delle cure Covid e della gestione dell’emergenza sanitaria, con una percentuale di morti che, molto probabilmente, avrebbe potuto essere più bassa con l’adozione delle cure domiciliari, di cui Cavanna è un pioniere: “La molla che mi ha indotto a uscire dal reparto è stata quella di evitare che i pazienti intasassero l’ospedale e occupassero i letti di altri che hanno bisogno di cure, aggiungendo all’emergenza reale del virus un’emergenza indotta dalla reazione sbagliata del sistema sanitario. Mettiamoci un attimo nei panni dei malati di cancro, che devono essere operati e non trovano il posto letto. Non sapremo mai quanti di loro pagheranno con una metastasi il nostro ritardo”.

Cavanna non risparmia critiche al sistema sanitario nazionale: “Abbiamo ospedalizzato la crisi sanitaria e ne paghiamo il prezzo. Se mi chiedo perché è andata così, mi rispondo che abbiamo peccato di assoluto. Ma la medicina non ha niente di assoluto in sé, è un’esperienza che non cerca verità, mette insieme i suoi dubbi e approda a una nuova esperienza. Non è accaduto”.

CAVANNA: “CURE COVID A CASA, LA CHIAVE CONTRO IL VIRUS”

Il professor Cavanna ha quindi rimarcato l’importanza delle cure Covid a casa: “La sfida al virus è anzitutto un’impresa del tempismo. Curare presto e a casa per evitare che il malato si aggravi e che il suo aggravarsi impatti sul sistema sanitario, indebolendolo”. In cosa consiste la cura domiciliare? “Somministriamo l’azitromicina, i cortisonici dopo la quinta o la sesta giornata, quando il paziente comincia ad avere difficoltà respiratorie, l’eparina con più coraggio dall’inizio e molto ossigeno a domicilio. Ma soprattutto i farmaci antinfiammatori suggeriti dall’istituto Mario Negri e dal professor Fredy Suter, cioè Aspirina, Ibuprofene, Aulin. Che, a differenza del paracetamolo, hanno il potere di scongiurare quella reazione autoimmune chiamata cascata di citochine, che attacca e compromette i polmoni”. Tuttavia, Cavanna ha concluso evidenziando il fatto che la pandemia ha colto tutti impreparati e il decisore politico non ha avuto vita facile, al di là di qualsivoglia teoria cospirazionista o di stampo prevalentemente negazionista.



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