TRAGEDIA NEI CIELI/ (Video) Coccodrillo scatena il panico in aereo e lo fa precipitare

- La Redazione

Un piccolo aeroplano si è schiantato uccidendo 20 persone lungo una linea interna nello stato del Congo. Solo dopo settimane è emersa la verità sull’incidente: a causarlo è stato un coccodrillo

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Un piccolo aeroplano si è schiantato uccidendo 20 persone lungo una linea interna nello stato del Congo. Solo dopo settimane è emersa la verità sull’incidente: a causarlo è stato un coccodrillo.

L’episodio, che è costato la vita al pilota belga Danny Philemotte, 62 anni, al primo ufficiale inglese Chris Wilson, 39 anni, e a 18 passeggeri si è verificato il 25 agosto scorso. Ma la vera causa del disastro aereo si è venuta a sapere solo negli ultimi giorni. L’unico sopravvissuto allo schianto, avvenuto nella Repubblica Democratica del Congo, ha raccontato che nel momento in cui l’aereo ha iniziato ad abbassarsi per atterrare, da una larga sacca da viaggio sportiva di un passeggero è sbucato un coccodrillo. I viaggiatori in preda al panico sono corsi verso la cabina di pilotaggio del piccolo velivolo a turboelica, sbilanciandolo e facendolo precipitare in picchiata completamente fuori controllo.

L’aereo è andato a schiantarsi contro una casa in quel momento vuota, in quanto gli inquilini dell’abitazione si trovavano al lavoro. Inizialmente si era pensato che l’aereo avesse esaurito il carburante in volo. Tanto che il vicegovernatore della provincia di Bandundu-Ville, Vicky Mboso, aveva dichiarato in un primo momento all’Agenzia France Presse che il velivolo «non è riuscito ad atterrare, ha voluto compiere delle altre manovre senza però completarle ed è precipitato alla periferia della città». Ma solo il 19 ottobre scorso, dopo il rapporto d’inchiesta e la testimonianza dell’unico sopravvissuto, si sono scoperte le vere cause dell’incidente.

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A realizzare l’inchiesta è stato il Cpta (Comité professionnel des transporteurs aériens), cioè l’autorità per i trasporti aerei del Congo. Come rivelato da un notiziario dell’agenzia Jeune Afrique, «secondo un’inchiesta e la testimonianza del’unico sopravvissuto, l’incidente si è verificato a causa del panico provocato dalla fuga di un coccodrillo nascosto in una borsa sportiva, uscito proprio mentre l’aereo iniziava la discesa in vista dell’atterraggio». Il sopravvissuto, rimasto gravemente ferito, ha rivelato agli investigatori che un turista aveva nascosto il coccodrillo nei suoi bagagli allo scopo di venderlo una volta atterrato. Non appena il rettile ha iniziato a correre su e giù per il corridoio dell’aereo, una hostess terrorizzata si è precipitata verso la cabina del pilota, seguita dai passeggeri.

Come ha aggiunto il superstite, l’aeroplano ha perso l’equilibrio «nonostante gli sforzi disperati del pilota» e si è schiantato a 500 metri dalla pista d’atterraggio. Il primo ufficiale Chris Wilson, di Shurdington, nel Glouchester, stava supportando il pilota Philemotte nel corso del volo dell’aereo Let L-410, che collega in modo regolare Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo, fino all’aeroporto regionale di Bandundu. Come scrive il quotidiano inglese The Sun, Chris ha fatto parte del Territorial Army, il corpo militare britannico composto da volontari, ed è stato addestrato a disinnescare le bombe. Il pilota inglese lascia la madre 78enne Jean, il suo gemello identico Robert, il fratello Martyn e le sorelle Vivienne e Janet.

 

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«Mio figlio amava volare e ha lavorato duramente per realizzare il suo sogno di diventare un pilota – ha raccontato la madre di Chris Wilson -. Svolgeva tre lavori contemporaneamente per potersi pagare l’addestramento». Daria Kudanowska, che secondo gli amici di Chris Wilson era la sua ragazza, ha scritto su Facebook: «Ora la nostra favola è finita. Mi manchi tanto». L’aereo schiantatosi nella Repubblica Democratica del Congo era di fabbricazione ceca e a gestirlo era la compagnia Filair, un marchio di proprietà del pilota Philemotte, morto nell’incidente. Un amico di Chris Wilson, Roger Bailey, ha raccontato al Sun che il 39enne aveva espresso preoccupazione per la sicurezza dell’aeroplano su cui volava. Bailey, 48 anni, ha aggiunto: «Chris Wilson mi ha raccontato che erano sulla lista nera dell’autorità che concede le licenze di volo».
 

L’aereo era uno dei 1.100 Let L-410 Turbolet prodotti come velivoli per i trasporti di breve raggio e utilizzati principalmente per il servizio passeggeri. Fatto curioso, l’agenzia Jeune Africa racconta anche il destino del coccodrillo. Il rettile è infatti sopravvissuto all’incidente aereo, ma è stato in seguito ucciso con un machete brandito dai soccorritori che si sono fatti largo fino ai rottami dell’aereo trovandosi così di fronte all’alligatore.
 

(Pietro Vernizzi)

 

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