CITTA’ PIU’ COSTOSE/ Milano in testa alla top ten. Più cara di New York e Parigi

- La Redazione

Nella top ten delle dieci città più care del mondo, il podio più alto è occupato, a sorpresa, da Milano  

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«Milan l’è un gran Milan». Per i meneghini questa è un’incontestabile verità assoluta. C’è un primato, tuttavia, nel quale ai lombardi non farà particolarmente piacere eccellere. Quello della città turistica più cara al mondo. Milano si colloca al primo posto lasciandosi dietro Londra, Parigi e New York. E’ quanto emerge da un’indagine di Mercer human resource consulting, una società di consulenza americana che nel suo rapporto 2010 ha rivelato la triste verità. Triste perché non è detto che costi più alti significhino servizi più alti. L’indagine, infatti, è stata effettuata incrociando circa 200 parametri. Tra questi, i costi degli affitti, dei consumi, degli alberghi e dei divertimenti. L’indice, non a caso, è puntato contro gli aumenti dei prezzi degli hotel e contro quelli dei negozi di alta moda, inaccessibili pressoché a chiunque. Del resto, se così non fosse, non si tratterebbe di alta moda…

In ogni caso, il gradino più alto del podio sarebbe frutto di un altro elemento. Poco lusinghiero, in realtà, nei confronti della Capitale lombarda. Giovanni Terzi, assessore alle Attività Produttive del Comune dichiara che «si può fare molto di più, anzi deve fare di più». Ma confessa: «non bisogna sottovalutare il malcostume diffuso per cui ad esempio il caffè, che generalmente costa un euro, viene fatto pagare il quadruplo agli stranieri. Queste astuzie di pochi rovinano purtroppo il lavoro di molti». Di tutt’altro avviso è Stefano Maullu, assessore regionale a Commercio, Turismo e Servizi: «Il problema dei costi è sicuramente un tema su cui confrontarci con gli operatori della ristorazione e della ricezione. Ma è significativo che la percentuale dei turisti che hanno manifestato la volontà di tornare a Milano e di consigliarla ad amici e conoscenti come destinazione è cresciuta dal 64,4% del 2007 all’86,9% di oggi».

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Nella classifica delle città meno attente al portafogli del turista, Milano è immediatamente seguita da Londra e Parigi. Giù dal podio troviamo San Paolo, Roma, New York, Vienna, Rio de Janeiro, San Pietroburgo, Atene e L’Havana.

 

 

I milanesi saranno contenti, invece, della classifica generale, che prende in considerazione i costi delle città per gli stranieri. Ovvero, per chi vi fa tappa per turismo, lavoro o altro. Questa volta Milano è “solamente” 15esima. Ma, considerando il fatto che le città prese in considerazione in tutto il mondo sono ben 214, rimane un “ottimo” piazzamento. E così, tra le città europee, scopriamo che Mosca, Ginevra e Zurigo, Copenaghen, rispettivamente al 4°, 5° e 8° 10° posto – quest’ultima al pari con Hong Kong – sono abbordabili solo da alcuni “Paperoni”. Tokio, poi, con la medaglia d’argento, si conferma meta vivibile esclusivamente da stranieri ultra facoltosi, così come un altro comune nipponico,Osaka, al 6° posto. C’è anche un città africana nella top ten: Libreville, in Gabon, in ragione del fiorente commercio del legno. E non è l’unica sorpresa.

 

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L’unica città italiana, oltre a Milano, ad occupare un posto significativo nella lista, è Roma, al 26° posto. Dopo Mosca, Ginevra, Zurigo e Copenhagen, quindi, le città più care in Europa sono Oslo (11°) in Norvegia, Londra e Parigi (entrambe al 17°), Berna (22°) in Svizzera, Vienna (28°) e St Piatroburo (30°). Veniamo a quelle adatte anche agli stranieri non particolarmente danarosi: Amsterdam (35°), Baku (36°) Dublino (42°), Istanbul (44°), Barcellona (49°), Francoforte (50°), Madrid (52°) e Lisbona (72°), Budapest (94°), Varsavia (96°) e Tallinn (115°). Le città del vecchio Continente meno care sono, invece, Tirana (200°) in Albania, seguita da Skopje in Macedonia (197°), Sarajevo (196°) in Bosnia-Erzegovina, Minsk (192°) in Bielorussia e Belfast (182°) nel Regno Unito.

 

Se il secondo posto della classifica è solo una riprova di quanto già si sapeva, il primo e il terzo potrebbero sbalordire. Il primato assoluto di città più cara al mondo spetta, infatti, a Luanda, la capitale dell’Angola. Il dato non deve ingannare. Nessuno si immagini una ridente località in cui gli abitanti facoltosi rappresentino un’eccezione nello sfortunato continente nero. Lì due terzi dei cittadini vivono con meno di due dollari al giorno, nella più assoluta povertà. Il boom petrolifero, tuttavia, ha richiamato sempre più investitori stranieri, facendo balzare i prezzi dei consumi alle stelle. Mangiare in un fast food può costare anche 18 dollari, mentre un appartamento con due camere da letto 7mila dollari al mese. La medaglia d’argento, poi, va ancora a un’altra città africana: N’djamena, la capitale del Ciad. Anche qui, non siamo di fronte ad una situazione idilliaca. Spiega la società d’analisi che la Città «ha un alto costo della vita dovuto agli anni della guerra civile, che ha scoraggiato gli investitori stranieri». Nella metropoli si stenta a procurarsi il necessario per vivere. Basti pensare che un caffè arriva a costare, in media, 3,12 dollari.

 

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Nella classifica generale di Mercer, sono molte le città africane prese in considerazione. Il motivo è semplice: «Molte persone – spiega la società – credono che le città del mondo in via di sviluppo siano a buon mercato, ma questo non è necessariamente vero per gli immigrati che vi lavorano. Per invogliare le eccellenze lavorative a trasferirvisi, le multinazionali devono fornire lo stesso standard di vita e di benefici che questi lavoratori e le loro famiglie, troverebbero a casa». E così, oltre a Luanda, Ndjamena e Libreville, le città più care della regione sono Victoria (13°) alle Seychelles, Niamey (23°) in Niger e Dakar (32°) in Senegal. In Sud Africa, poi, Johannesburg e Cape Town occupano rispettivamente il 151° e 171°.

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