L’ISOLA DELLE BIONDE/ Una società della Lituania vuole costruire un resort alle Maldive gestito da sole ragazze… bionde

- La Redazione

Un resort alle Maldive gestito da sole ragazze rigorosamente bionde

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I luoghi comuni sulle bionde si sprecano: gli uomini preferiscono le bionde, le bionde sono un po’ stupidine e tanti altri. Adesso arriva anche l’isola delle bionde. Una agenzia per fotomodelle (bionde) lituana apre un resort di lusso alle Maldive dove lavoreranno solo ragazze… bionde. Lo scopo è dimostrare che le bionde hanno anche capacità manageriali

L’esclusivo resort sorgerà in uno dei 1.200 atolli che compongono le isole Maldive, meta del turismo ormai di massa da diversi ani. Una delle location più ambite dai turisti di tutto il mondo. Dietro a questo curioso progetto c’è la Olialia – si pronuncia “ooh-la-la” -, una società lituana specializzata in modelle e di proprietà del più importante quotidiano del paese, il Vakaro Zinios, e che adesso cerca di sfondare anche nel campo del turismo.

Anche l’agenzia di modelle ovviamente preferisce le bionde: si legge infatti sul loro sito che la “parte principale” del progetto sono le “ragazze Olialia, per la maggior parte bionde. Ragazze sexy, affascinanti e ricche di talento provenienti da ogni parte della Lituania, che prendono parte a sedute fotografiche, eventi televisivi, culturali e sportivi”.

 

Tutto, nella società, è in mano alle donne, a qualunque livello professionale. L’ideatrice dell’iniziativa “isole delle bionde” esclude però ogni malizioso secondo fine: “E’ proprio il contrario” ha spiegato. “Vogliamo mettere in discussione il luogo comune che le ragazze bionde sono poco intelligenti”. La gestione del resort infatti dovrebbe essere affidata interamente alle ragazze. Attenzione però: nel presentare il suo progetto, la Olialia è molto precisa riguardo al fatto che tutte le ragazze impiegate saranno “meravigliose ragazze giovani”. E bionde, naturalmente.

La signora Pukinen però non transige: “Due anni di lavoro con sole donne bionde in Lituania mi hanno confermato le nostre immense capacità. Le nostre ragazze sono tutte intelligenti e hanno grandi capacità”.

L’ISOLA DELLE BIONDE – Il progetto prevede non solo un resort ma una vera e propria città delle bionde. “L’isola delle bionde nascerà entro il 2015 e sarà il paradiso sulla terra” assicura la direttrice del progetto, Giedre Pukiene. “Ci sarà anche un centro per l’educazione chiamato Pretty Women dove si insegnerà alle ospiti come apparire sempre belle e perfette”. L’isola delle bionde si potrà raggiungere sia in aereo che in nave. Verrà creato appositamente un servizio di voli e di yacht, i cui piloti e comandanti saranno… bionde.

 

E poi: centri benessere, pizzerie, ristoranti, club, impianti sportivi. Una città del piacere e del benessere, insomma. Il nome di questa città incantata? “Olialia Paradise”, anche se dice la signora Pukiene che potrebbe cambiare.

– Riusciranno le nostre bionde nel loro progetto? Sembra difficile. Le Maldive sono un paese musulmano e hanno una legislazione ad hoc anche per quanto riguarda il turismo. Ma, musulmani o no, sono molte le voci che si sono alzate per criticare il progetto della Olialia. C’è chi parla di razzismo ad esempio: perché offrire lavoro solo alle bionde? E le ragazze dai capelli neri o castani non meritano di lavorare?

Pronta la risposta della ineffabile signora Pukiene: “E’ un dato di fatto” dice “che le ragazze dai capelli neri quando si trovano a lavorare fianco a fianco con ragazze bionde, decidono di tingersi i capelli biondi. Questo perché tutte, in fondo in fondo, vorrebbero essere bionde”. C’è poi chi suggerisce che tutta l’iniziativa nasconda ben altri fini: “Il loro unico motivo di vendita è ‘donne baltiche e sesso’”.

 

Ma i problemi più grossi vengono dalla legislazione delle Maldive. Innanzitutto, è obbligo di legge che il personale di qualunque centro turistico delle isole sia al 50% composto di nativi. E i nativi delle Maldive, ovviamente, non sono né biondi né di pelle bianca… Interrogato al proposito, il ministro del turismo delle Maldive, il signor Mamduh Waheed ha detto di non essere al corrente del progetto, ma che comunque il suo ministero non interferisce tra aziende e affittuari.

Ma il ministro avverte: “Nulla che sia contrario al nostro Atto del Turismo può essere intentato nel nostro paese”. E per il ministro, l’Atto attualmente in vigore non potrebbe mai permettere la nascita dell’isola delle bionde. Per il responsabile dell’associazione turistica delle Maldive, Sim Mohamed Ibrahim, invece, l’idea “è talmente bizzarra che potrebbe avere un grande successo”. E non vede nessuna possibilità di contrasto con le leggi attualmente in vigore nelle isole. “Se gli ambienti più conservatori dovessero obbiettare a una singola caratteristica fisica, non saremo in grado di attrarre alle Maldive più nessuno” ha detto. Il vero problema potrebbe allora venire dalle frange fondamentaliste che anche alle Maldive sono in aumento.

Lo scorso mese di maggio un noto predicatore islamico è venuto qui a tenere alcune conferenze. Asl centro dei suoi discorsi, proprio il turismo. L’unico turismo, ha detto, è quello consentito dalla legge islamica: Niente vendita di alcolici, vestiti a modo (già adesso le turiste occidentali in abiti troppo succinti sono prese di mira dai nativi), niente vendita di carni di maiale, vestiti e divisione tra i sessi appropriata in ogni residenza turistica. Difficile però che gli occidentali possano ancora recarsi alle Maldive, isola delle bionde o meno…

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