RICORDO/ Il piccolo Arnold (Gary Coleman), tanta voglia di vivere ma anche molti lati oscuri

- La Redazione

Scatti violenti ma anche grandi passioni – come la collezione di trenini – hanno segnato l’esistenza del piccolo Arnold. Dopo la sua morte ancora persecuzioni e scandali

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“Ma che cavolo stai dicendo Willis?”. Così il piccolo Arnold (Gary Coleman) si rivolgeva al fratello Willis (Todd Bridges) nella fortunata serie americana, cult degli anni ’80, “Il mio amico Arnold” (“Diff’rent Strokes”), andata in onda per otto stagioni dal 1978 al 1986. Era la storia di due fratellini di colore, Arnold e Willis appunto, adottati dalla famiglia Drummond, bianca e ricca. A quel tempo Gary era solo un bimbo, ma le fattezze sono rimaste tali e quali negli anni a causa di una grave malattia di cui ha sempre sofferto, la nefrite, che ha bloccato la sua crescita a 142 centimetri. Coleman è morto nella sua abitazione di Santaquin nello Utah all’età di 42 anni il 28 maggio scorso, si presuppone, dopo un incidente domestico che lo ha fatto entrare in coma.

Una vita sotto i riflettori – Una vita difficile sempre sulla prima pagina di riviste e siti di gossip, tra problemi di salute, difficoltà legali ed economiche e una vita privata sempre sul filo del rasoio. Aveva abbandonato il cinema subito dopo la famosa serie e aveva anche pensato a una carriera politica come governatore della California nel 2003, anno in cui però vinse Arnold Schwarzenegger.

Coleman all’inizio del 2010 era stato arrestato dalla polizia dello Utah per violenze domestiche, forse a discapito della moglie, Shannon Price, 24enne, conosciuta nel 2006 sul set del film “Church Ball”. Nel 2008 era finito in prigione per avere investito un uomo in strada. Nel 1998 era stato condannato a 90 giorni di prigione per avere picchiato una donna che gli aveva soltanto chiesto un autografo. E ancora. Nel 1990 aveva denunciato i genitori adottivi, perché convinto che gli stessero sottraendo molti soldi dal suo conto bancario. I problemi economici sono sempre stati di sfondo alla sua vita, infatti, benchè guadagnasse fino a 100.000 dollari per ogni puntata di “Arnold”, Coleman nel 1999 è stato costretto a presentare istanza di fallimento.

Dopo due trapianti di reni quando era più giovane, Gary doveva subire una dialisi quotidiana. In questo, nelle cure mediche, finivano tutti i suoi risparmi, e nella sua passione per i trenini giocattolo, di cui, si dice, ne avesse la casa piena.

Rottura con la moglie – Ma è stata la moglie a finire sulle prime pagine dei giornali scandalistici nei giorni della morte dell’ex bambino prodigio. Come già aveva annunciato il noto sito di gossip statunitense tmz.com, da novelli sposi “litigavano ogni giorno”, ed erano considerati “una polveriera in attesa di esplodere”. La rottura è arrivata nel 2008 quando i due si sono lasciati con un divorzio, ma continuando a vivere sotto lo stesso tetto nella imponente villa di 3 piani del valore di 200.000 dollari. Inutili i tentativi di ricomporre una nucleo famigliare anche quando la coppia si era presentata allo show televisivo “Divorce Court”, davanti a un giudice, per raccontare i loro problemi.

 

Scandalo sulla morte – La notte in cui Coleman è caduto in casa sua, sbattendo violentemente la testa, era con la ex moglie che ha chiamato il 911. Coleman è stato trasportato d’urgenza in ospedale ma le sue condizioni sono drammaticamente peggiorate nel giro di pochi giorni, quando ha perso conoscenza ed è andato in coma. La Price, quindi, ha ordinato ai medici di staccare la spina delle apparecchiature ospedaliere che tenevano in vita il piccolo uomo.

Secondo l’opinione pubblica, e secondo alcune documenti ospedalieri ritrovati dal "National Enquire", magazine americano, la donna avrebbe staccato i macchinari senza però il consenso di Coleman, dal momento che i due avevano divorziato nel 2008. Tuttavia, su questo argomento, l’ospedale che ha accompagnato Gary negli ultimi giorni della sua vita, ha diffuso un comunicato nel quale rende noto che l’attore aveva firmato un "Advanced Health Care Directive", dando a Shannon Price la facoltà di decidere per l’ex marito qualora non fosse stato in grado di farlo autonomamente.

Ma le polemiche sulla morte dell’ex star non si fermano qui. Pochi giorni dopo la sua morte sono state diffuse diverse foto scandalistiche. Le prime, frutto di un macabro tentativo di speculare sulla sua morte, lo ritraevano sul letto di ospedale, e  in una, addirittura già morto. Le altre erano scatti della casa di Coleman, in evidente stato di disordine, cosparsa di pannolini, biancheria sporca, lampadine rotte, cibo ovunque e macchie di sangue in cucina. Pare che nel soggiorno ci fossero ancora due alberi di Natale, sebbene le foto siano state scattate in maggio.

L’eredità – Coleman è stato cremato, non senza un’agguerrita lotta  tra i genitori, con cui si dice non avesse rapporti da oltre 10 anni, la ex moglie Price e la ex fidanzata, nonchè sua manager, Anna Gray. Le due donne sarebbero entrambe gli amministratori legali dei suoi beni: proprietà del valore di 315 mila dollari e una collezione di trenini giocattolo.

La maledizione – E così se nè è andato un altro personaggio, forse il più amato, della famosa serie televisiva "Arnold", sulla quale, si dice, ci sia una sorta di maledizione che perseguita le sue star. L’ultima tragedia risale al 6 maggio scorso. Il figlio dell’attrice Dana Plato (nella serie la sorellastra di Arnold) si è ucciso con un colpo di pistola alla tempia. Quasi undici anni fa morì anche la madre a causa di un’overdose di farmaci, l’8 maggio del 1999.

(Ilaria Morani)
 

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