IL CASO/ Dagli Usa il contraccettivo agli ultrasuoni che manda in pensione il profilattico, ma…

- La Redazione

Saranno gli ultrasuoni il preservativo del futuro. Lo rivela una ricerca Usa dell’University of North Carolina, che li sta sperimentando come un anticoncezionale maschile. Se i risultati preliminari saranno confermati, applicando un’irradiazione di ultrasuoni all’apparato genitale maschile della durata tra i dieci e i quindici minuti sarà possibile fornire una protezione fino a oltre sei mesi

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Un apparecchio per irradiare gli ultrasuoni

Saranno gli ultrasuoni il preservativo del futuro. Lo rivela una ricerca Usa dell’University of North Carolina, che li sta sperimentando come un anticoncezionale maschile. Se i risultati preliminari saranno confermati, applicando un’irradiazione di ultrasuoni all’apparato genitale maschile della durata tra i dieci e i quindici minuti sarà possibile fornire una protezione fino a oltre sei mesi. Con effetti che, secondo gli esperti, rivoluzioneranno i rapporti tra i sessi. James Tsuruta, dell’University of North Carolina, che sta coordinando alla ricerca, ha dichiarato al Times: “Pensiamo che questo metodo possa fornire agli uomini un anticoncezionale affidabile, economico, senza terapie ormonali attraverso un’unica applicazione”. Il dottor Tsuruta e i suoi colleghi hanno già testato la nuova tecnica sui topi, e stanno progettando di estendere gli esperimenti agli uomini già dal prossimo anno. Come scrive Hannah Devlin sul Times, “le loro scoperte suggeriscono che la produzione di sperma può essere interrotta temporaneamente senza causare riduzioni a lungo termine della fertilità. Una volta trascorsi sei mesi, la produzione di sperma ricomincia e non risultano esserci controindicazioni, come una produzione di sperma di qualità genetica inferiore a quella precedente”. L’intensità degli ultrasuoni richiesti sarebbe simile a quella per eliminare cicatrici dopo aver riportato lo stiramento di una caviglia. Per il dottor Tsuruta inoltre, “il nostro obiettivo a lungo termine è usare gli ultrasuoni prodotti da strumenti terapeutici che sono usati comunemente nelle cliniche per la medicina sportiva come un anticoncezionale maschile economico, in grado di durare a lungo e reversibile”.

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Per il professor Giovanni Colpi, direttore dell’Unità di Andrologia dell’Ospedale San Paolo di Milano, “quello dell’University of North Carolina è uno studio promettente, in quanto sono 35 anni che la medicina indaga la possibilità di trovare un anticoncezionale maschile senza mai scoprire una risposta. Finora si è tentato con testosterone, dosaggi, abbinamenti con farmaci, il cosiddetto ‘pillolo’, senza mai individuare una soluzione efficace.

 

Ma la ricerca del dottor Tsuruta non è completamente nuova, in quanto l’utilizzo degli ultrasuoni come anticoncezionali sono già stati sperimentati negli anni ’70 dal professor Fahim”. Gli ultrasuoni inoltre sono stati testati per breve tempo per i pazienti con il cancro alla prostata negli anni ’70.

 

Un’esperienza medica da cui risulta che il trattamento agli ultrasuoni è indolore, e produce una piacevole sensazione di calore. “Sarà come sedersi in una bacinella d’acqua calda una volta ogni sei mesi”, ha dichiarato il dottor Tsuruta. Il gruppo di scienziati ha ottenuto da 100mila dollari da parte della Bill and Melinda Gates Foundation, con l’obiettivo di finanziare l’esperimento sugli uomini.

 

Il primo passo è stato quello di stabilire l’intensità minima degli ultrasuoni richiesti per funzionare come anticoncezionale nei topi. E l’equipe ora intende investigare il meccanismo che provoca l’infertilità temporanea. “Garantire sicurezza, efficacia e reversibilità: queste sono le nostre principali preoccupazioni”, ha dichiarato il dottor Tsuruta.

 

Gli ultrasuoni provocano un surriscaldamento moderato che sarebbe in grado di disattivare gli spermatozoi ed esaurire la riserva di cellule staminali che sono richieste per riempire nuovamente le riserve di sperma nei testicoli.

 

Le immagini post-trattamento degli organi riproduttivi dei topi mostrano le condotte interne ai testicoli completamente prive di sperma e senza quasi tracce di riserve di cellule staminali immature. Normalmente occorrono due mesi perché le cellule staminali si sviluppino in spermatozoi funzionanti ed è ancora da chiarire il motivo per cui l’effetto anticoncezionale duri per ben sei mesi.

 

 

Come sottolinea sempre il “Times”, “una possibilità è che l’apparato genitale maschile possieda un meccanismo di autoregolazione che fa sì che le cellule staminali si dividano, si moltiplichino, oltre a specializzarsi in spermatozoi quando le riserve di staminali sono molto scarse. Un’altra ipotesi è che gli ultrasuoni inibiscano le cosiddette cellule del Sertoli, che sono coinvolte nella produzione di sperma”.

 

Gli esperti di andrologia hanno però avvertito che le controindicazioni legate a un effetto a lungo termine non sono ancora chiare e che , anche se il metodo sembra sicuro, ci vorranno diversi anni prima che la tecnica ottenga il consenso della comunità scientifica. Allan Pacey, esperto di andrologia dell’University of Sheffield, ha dichiarato: “C’è sicuramente spazio per l’utilizzo di anticoncezionali maschili di tipo non ormonale, ma resta da vedere se gli uomini accetteranno di farsi attraversare periodicamente i testicoli dagli ultrasuoni”.

 

E ha aggiunto che sarà cruciale verificare che la tecnica sia completamente reversibile e che la frequenza delle applicazioni di ultrasuoni richiesti non provochi qualche danno a lungo termine alle cellule che producono sperma, in particolare a livello genetico. Rebecca Findlay, della Family Planning Association (Fpa), ha aggiunto: “Gli uomini possono essere responsabili e affidabili nel ricorrere alla contraccezione, quanto lo sono state finora le donne.

 

Gli ultrasuoni causeranno una rivoluzione completa nel modo di concepire gli anticoncezionali, cambiando gli atteggiamenti delle donne probabilmente molto più di quanto faranno tra gli uomini”. Non a caso una ricerca della Fpa sulla contraccezione ormonale l’anno scorso ha rivelato che un terzo degli uomini sarebbero disposti a usare la “pillola maschile” se questa fosse presente sul mercato.

 

 

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(Pietro Vernizzi)

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