CHIRURGIA ESTETICA/ I possibili rischi per chi si rifà il seno e le regole per cercare di evitarli

- La Redazione

Dall’ematoma alla morte, i dieci rischi e pericoli più frequenti per chi decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. La cui casistica dimostra che il caso di Annabella Benincasa, la mamma di Caserta rimasta in coma dopo un intervento di chirurgia estetica al seno, è tutt’altro che un episodio isolato.

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Dall’ematoma alla morte, i dieci rischi e pericoli più frequenti per chi decide di sottoporsi a un intervento di chirurgia plastica. La cui casistica dimostra che il caso di Annabella Benincasa, la mamma di Caserta rimasta in coma dopo un intervento di chirurgia estetica al seno, è tutt’altro che un episodio isolato. Medici senza scrupoli e interventi low cost, soprattutto se all’estero, incrementano esponenzialmente le probabilità che un intervento per migliorare il proprio aspetto fisico provochi danni permanenti dal punto di vista estetico, o arrivi a compromettere definitivamente la salute dei pazienti.

Emblematico il caso di una donna americana di mezza età cui sono state amputate le gambe, e che oggi è costretta a vivere su una sedia a rotelle, per colpa di una liposuzione che le ha perforato l’intestino, facendole andare in cancrena gli arti inferiori. E l’incremento degli errori ha seguito pari pari quello delle operazioni estetiche, cresciute del 43% negli ultimi cinque anni. Come rivela Gretchen Voss sull’edizione Usa del mensile Marie Claire, «gli interventi a rischio si sono intensificati ancora di più a causa della crisi economica. Mai come oggi c’è stata in passato una promessa così irresistibile di eterna giovinezza, con tutta la lista di strumenti per saturare, tagliare, ricucire e aspirare qualsiasi imperfezione.

Ma mai prima di oggi i rischi sono stati così grandi». Le donne più attente al proprio fascino, un tempo ben fornite di denaro, oggi sono in difficoltà per i prezzi salati praticati dai chirurghi estetici. E aggiunge il mensile Marie Claire: «I medici, i cui ricavi sono in declino, offrono incautamente a prezzi scontati ritocchi estetici per i quali non hanno alcuna preparazione. E’ un mondo senza regole, dove le donne diventano preda di avidi chirurghi». Dieci i rischi più frequenti per chi ricorre alla chirurgia plastica. Li presentiamo dal meno temibile al più grave.

 

PICCOLE FERITE – Le perdite di sangue sono un fenomeno abbastanza ricorrente per le prime ore che seguono un’operazione chirurgica e possono talora produrre delle complicazioni. Il più immediato si chiama «seroma», ma il coagulo di sangue e la sua accumulazione sotto la pelle possono causare anche un ematoma.

 

SEROMA – E’ la raccolta di un corpo fluido acquoso che si verifica spesso in seguito ai punti di sutura sulla pancia. Di solito i chirurghi adottano soluzioni preventive inserendo dei drenaggi durante l’intervento chirurgico.

 

EMATOMI – Nell’aspetto e nel tatto possono risultare solidi, e il colore della pelle in superficie può essere blu o rossastro. L’area in questione avverte dolori caratteristici, ma che si riducono progressivamente non appena i tipici meccanismi anti-coagulazione del nostro corpo incominciano a rivolgersi all’area specifica e riassorbe il sangue accumulato. Come sempre, se la condizione rimane stazionaria e l’ematoma continua a crescere, comprimerà i tessuti sottostanti e ridurrà il flusso di ossigeno che dal sangue si trasmette all’intera area. Causando così una serie di altri disturbi tra cui insensibilità, gonfiore, infiammazioni e morte della pelle. La presenza di larghi ematomi può inoltre favorire il rischio di altre complicazioni quali infezioni, ferite e necrosi.

 

 

INSENSIBILITA’ – Un senso temporaneo di intorpidimento o perdita della sensibilità nel punto in cui è avvenuta l’incisione è abbastanza comune nella plastica facciale e nelle suture alla pancia, anche se raramente si tratta di un effetto permanente.

 

CICATRICI – Sono uno dei rischi più comuni e di cui bisogna sempre tenere conto. Ed è strettamente correlato alle reazioni alle suture e alla capacità di rimarginare le ferite. Durante il processo di rimarginazione, può verificarsi un ispessimento della superficie della pelle e la formazione di un tessuto granulare. La maggior parte dei chirurghi preferisce nascondere le cicatrici in punti dove non si possono notare. Per esempio in caso di suture sulla pancia, il taglio viene fatto in modo da essere nascosto dal vestito, mentre per gli aumenti di seno la linea dell’incisione avviene regolarmente sotto la piega della mammella.

 

REAZIONI ALL’ANESTESIA – Dipendono da fattori come la salute della persona e la portata dell’intervento chirurgico. Il sintomo più comune è la nausea. Il mal di gola è un’altra controindicazione piuttosto frequente. Ma in alcuni casi l’anestesia può portare perfino alla morte.

 

 

NECROSI – La morte di alcuni tessuti a causa della manipolazione chirurgica, chiamata necrosi, è inevitabile dopo ogni intervento, benché i rischi aumentino drammaticamente per chi fuma. Fumare infatti riduce l’apporto di sangue ai tessuti. Il chirurgo taglia questi tessuti, e se l’apporto di sangue è già compromesso, è più probabile che si verifichi una necrosi.

 

INFEZIONI – Il loro effetto può essere devastante, perché la rapidità con cui si allargano è tale che spesso è difficile intervenire abbastanza rapidamente per fermarle. E a rischio sono soprattutto le persone non più giovanissime, soprattutto se con qualche problema di salute.

 

LESIONI AI NERVI – Le lesioni ai nervi hanno conseguenze molto gravi perché portano alla paralisi, in alcuni casi permanente. I sintomi sono l’insensibilità e un senso di formicolio. Di solito per fortuna le lesioni ai nervi non durano più di un anno. E’ possibile che si verifichino l’indebolimento o la paralisi di certi muscoli, se i nervi compromessi sono quelli responsabili di determinate parti del corpo. E’ possibile comunque intervenire con una chirurgia ricostruttiva.

 

 

MORTE – I livelli tossici degli anestetici possono in alcuni casi portare i pazienti all’insufficienza respiratoria. Ma non è l’unico caso in cui può verificarsi il decesso durante un intervento di chirurgia plastica. Dosi elevate di lidocaina topica, usata per alleviare localmente il dolore nei punti in cui avviene l’intervento chirurgico, in passato hanno condotto alla morte. In altri casi, il Botox contraffatto, o altri riempitivi non autentici, hanno lasciato pazienti in coma per diversi anni, fino eventualmente a portarli all’arresto cardiaco.
 
 
IL DECALOGO – Per chi vuole quindi evitare rischi, l’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), società cui fanno capo circa 1.500 dei più autorevoli chirurghi estetici attivi in 73 Paesi, ha indicato le principali linee guida per una plastica sicura, specialmente se ci si trova all’estero.
 
1. Evitare di ricorrere a ginecologi o dermatologi per una chirurgia plastica.
2. Controllare il sito web dell’Isaps per verificare se il chirurgo è iscritto all’associazione e possiede quindi le necessarie certificazioni.
3. Richiedere informazioni sulla certificazione e sull’ente responsabile del suo rilascio.
4. Verificare se la propria assicurazione sulla salute è valida anche all’estero.
5. Reperire in anticipo informazioni sul luogo della degenza e sull’assistenza postoperatoria.
6. Informarsi su chi è il dottore che si occuperà del paziente nel caso in cui insorgano complicazioni.
7. Se ci si trova all’estero, verificare che il personale della clinica parli correntemente la propria lingua.
8. Parlare direttamente con il medico e il suo staff.
9. Controllare se il medico è membro di società riconosciute ufficialmente a livello nazionale e internazionale.
10. Richiedere nomi e informazioni sui pazienti sottoposti di recente a interventi simili.
 
 
(Pietro Vernizzi)
 

 

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