MARY SHELLEY GOOGLE/ L’autrice di Frankenstein, una vita segnata dai lutti e da una morte precoce

- La Redazione

Chi era Mary Shelley, a cui Google oggi ha dedicato il logo della homepage

maryshelley_R375

Mary Shelley, di cui oggi 30 agosto Google ha ricordato il 213esimo anniversario della nascita, avvenuta a Londra nel 1797, ha quasi sempre vissuto con la morte al fianco. Una presenza che senza dubbio ha segnato l’autrice di Frankenstein, il celeberrimo romanzo gotico da lei scritto nel 1818 che proprio del mistero della morte fa il suo punto centrale. Cioè il desiderio innato all’uomo di vincere la morte, cercando una strada impossibile – in una sfida drammatica – per riportare alla vita chi è deceduto.

Mary Shelley perde infatti la madre dieci giorni dopo essere stata partorita. Mary si innamorerà del poeta Percy Bysshe Shelley, che però era già sposata. I due si potranno sposare nel 1816, in seguito al suicidio della moglie di lui, Harriet. Nel 1817 la coppia trascorse un’estate con Lord Byron, John William Polidori e Claire Clairmont vicino a Ginevra, in Svizzera, dove Mary ebbe l’ispirazione per la stesura del suo romanzo Frankenstein. Gli Shelley nel 1818 lasciarono l’Inghilterra per l’Italia, dove morirono Clara Everina e William, la seconda e il terzo figlio di Mary e Percy, e dove nacque Percy Florence, l’unico a sopravvivere ai genitori.

Nel 1822 Percy annega durante una gita della baia di La Spezia. Praticamente, tutte le persone care della sua vita sono morte prima di lei, la quale morirà lei stessa giovane. Trascorre infatti gli ultimi dieci anni della sua vita nella malattia, probabilmente causata da un tumore al cervello, che la ucciderà all’età di 53 anni, nel 1851.

Universalmente conosciuta per il romanzo Frankenstein, Mary Shelley era anche una antesignana del femminismo dalle idee politiche radicali. Scrisse molti altri libri, includono romanzi storici come Valperga (1823) e Perkin Warbeck (1830), romanzi apocalittici come L’ultimo uomo (1826), e i suoi ultimi due romanzi, Lodore (1835) e Falkner (1837). Scrisse inoltre diversi articoli a carattere politico per il sostengo all’emancipazione femminile.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori