SETTA CALIFORNIANA/ Annunciano «evento apocalittico» e scompaiono: si teme suicidio di massa, e invece…

Le 13 persone appartenenti a una setta californiana, scomparse da giorni, il leader dei quali aveva annunciato  un «evento apocalittico» sono state ritrovate

20.09.2010 - La Redazione
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Reyna Marisol Chicas

Si temeva il peggio per le 13 persone appartenenti a una setta californiana. Scomparsi da giorni, li hanno cercati per quasi 24 ore sospettando che il gruppo stesse organizzando un suicidio di massa. Gli inquirenti erano stati allertati dopo che il leader della setta aveva annunciato di essere pronta a un «evento apocalittico».

– In realtà, i 13 membri della setta stanno tutti bene. La notizia del ritrovamento dei componenti del gruppo è arrivata dopo una convulsa giornata di ricerche da parte delle autorità californiane. La leader del movimento settario, la 32enne Reyna Marisol Chicas, è stata ricoverata per una diagnosi psichiatrica e rimarrà sotto custodia degli agenti di polizia. La donna era sparita con un gruppo di tredici individui, otto dei quali bambini e adolescenti, lasciando alcuni messaggi in cui comunicava di essere pronta per un «evento apocalittico» che avrebbe consentito di incontrare i propri cari defunti e Gesù.

– Il gruppo è stato ritrovato in un parco nei pressi di Palmdale a nord-est nella Contea di Los Angeles grazie alla segnalazione di un cittadino. Gli agenti hanno trovato gli adulti intenti a pregare su alcune coperte a poca distanza dai ragazzini, che stavano invece giocando. Il ritrovamento ha messo fine a quasi 24 ore di ricerca condotte in un’ampia area della California meridionale da parte delle autorità. Le ricerche erano state avviate in seguito alla segnalazione di due mariti, in cerca delle rispettive mogli appartenenti al movimento settario. Oltre a una serie di messaggi, i membri del gruppo avevano lasciato in una borsa alcuni telefoni cellulari, i loro documenti e un messaggio di addio che spiegava le intenzioni del gruppo.

 

Già prima del ritrovamento, lo sceriffo della contea di Los Angeles aveva in realtà specificato che nei messaggi lasciati dal gruppo non si faceva esplicito riferimento al suicidio, ma all’«andare in paradiso» e alla «fine del mondo». Le persone sono tutte di origine salvadoregna e hanno la fedina penale pulita: non risultano azioni passate di violenza né contro altri né contro se stessi. Qualche mese fa lo stesso gruppo di persone aveva in programma un viaggio con un progetto simile, ma un membro della loro setta religiosa aveva avvertito i loro familiari, e il viaggio era stato annullato. Prima di distaccarsene, il gruppo faceva parte di una chiesa cristiana di Palmdale, la città californiana dove vivono i suoi appartenenti. La maggioranza di loro è minorenne e va dai 3 ai 17 anni, e i loro familiari temono che abbiano subito un «lavaggio del cervello».

 

– Al momento del ritrovamento da parte della polizia, Chicas ha mostrato di essere in stato confusionale. In un primo momento ha cercato di fornire una falsa identità, in seguito ha anche negato di avere dei figli, nonostante i suoi due figli fossero lì presenti con lei. Da qui la scelta del ricovero forzato per alcuni accertamenti clinici. Dopo il ritrovamento due donne appartenenti al gruppo hanno partecipato a una trasmissione radiofonica per dare la loro testimonianza e rassicurare amici e parenti. Secondo le due partecipanti al movimento, il timore che stessero per commettere un suicidio di massa sarebbe nato da un semplice fraintendimento. I messaggi lasciati prima della partenza sarebbero stati scritti semplicemente per rassicurare i propri cari e non per annunciare un suicidio o un testamento, come avevano ipotizzato le autorità in seguito alle prime segnalazioni.

 

 LA SCISSIONE – Tutto è iniziato due anni fa, quando una dozzina di persone ha iniziato a ritrovarsi regolarmente a casa di Chicas per pregare. Le preoccupazioni dei familiari appartenenti al gruppo erano comunque giustificate. Sei mesi fa, il gruppo aveva progettato un viaggio verso Vasquez Rocks, vicino a Palmdale, per partecipare a un evento catastrofico, forse un terremoto. I piani del gruppo furono scoperti dai parenti di alcuni adepti e l’iniziativa fu cancellata.

– A rendere le autorità particolarmente preoccupate sono stati inoltre i numerosi precedenti che hanno visto le sette religiose organizzare suicidi di massa. Eccone l’elenco.

 

Il più sanguinoso è stato quello del 18 novembre 1978, quando 910 persone, seguaci della congregazione religiosa del «Tempio del Popolo», si suicidarono in massa nella loro comune di Jonestown, nella giungla della Guyana, bevendo un cocktail al cianuro, secondo gli ordini del loro capo, il reverendo Jim Jones. Le vittime erano 293 donne, 398 uomini e 219 bambini. Il giorno precedente alcuni adepti avevano ucciso cinque persone, tra le quali il senatore statunitense Leo Ryan, che guidava una commissione d’inchiesta sulle condizioni di vita dei discepoli di Jones.

 

 

 

 

 

 

 

Sull’isola di Mindanao, nelle Filippine, 60 persone della tribù Ata si avvelenano per ordine del Gran sacerdote Datu Mangayanon. Il santone fa mangiare ai suoi adepti un miscuglio a base di pesticida che dovrebbe provocare la visione di Dio. Secondo i superstiti il santone era esasperato perché con i suoi «poteri magici» non era riuscito a trasformare delle foglie secche in banconote.

 

 

In una fabbrica della città sudcoreana di Yonging muoiono 32 persone, strangolate o avvelenate con compresse al cianuro. Tra loro anche la fondatrice della setta, in quel momento ricercata dalla polizia per frode.

– In una casa di Tijuana, tra il Messico e gli Stati Uniti, 12 membri del Tempio di Mezzogiorno muoiono nel corso di una seduta spiritica, dopo aver bevuto una mistura preparata con alcool industriale. I cadaveri vengono trovati disposti in cerchio attorno ad una altare costruito all’interno dell’appartamento.

 

A Waco, Texas, 84 membri della setta dei Davidiani e il loro santone David Koresh si uccidono appiccando il fuoco alla loro sede, una fattoria assediata da 51 giorni dall’FBI. Tra le vittime ci sono 17 bambini. Tutto inizia il 28 febbraio quando quattro poliziotti che indagano sulla setta vengono uccisi. Poi l’assedio fino al tragico epilogo, preceduto da un attacco con i carri armati.

 
– Cinquantatrè abitanti del villaggio di Ta He, in Vietnam, si uccidono con armi da fuoco per raggiungere la felicità eterna del paradiso promesso loro dal santone Ca Van Liem. Tra le vittime anche 19 bambini.

Nella stessa notte prendono fuoco due chalet distanti 200 chilometri l’uno dall’altro, a Salvan e a Cheiry in Svizzera, e un appartamento in Canada. Sono tutti di proprietà del medico belga Luc Jouret, guida della setta del Tempio del Sole. Quando le fiamme si spengono vengono contati 53 cadaveri. Piccoli gruppi di seguaci francesi e canadesi continueranno a suicidarsi e a uccidersi tra loro per anni e anni, chiamando le morti «partenze».

 

La setta neobuddista giapponese Aum Shinrikyo, guidata dal santone Shoko Asahara, fa strage nella metropolitana di Tokyo usando il micidiale gas Sarin. Le vittime sono 11, gli intossicati 5mila.

– I 39 membri della tecno-setta Heaven’s Gate vengono trovati morti in una villa nei pressi di Santa Fe’, in California. Si suicidano ingerendo fenobarbital e vodka, convinti che la cometa Hale-Bopp sia il segnale del momento in cui lasciare il proprio contenitore umano e raggiungere il «Regno del Livello Superiore».

 

Nebraska. La Chiesa Creedish viene fondata nel 1860, durante il Grande Risveglio, da un gruppo scissionista dei Milleriti. Quasi un secolo e mezzo più tardi, il consiglio degli anziani decreta la «chiamata del Signore», quando iniziano le indagini sulla comunità per frode fiscale. I suicidi sono oltre un migliaio e continuano per anni tra gli adepti sparsi in tutti gli Stati Uniti e in Canada.

 

Non si erano mai visti e conosciuti, ma avevano un obiettivo in comune: farla finita con una vita di sofferenza mentale alla quale non erano capaci di reagire. Li hanno trovati morti insieme domenica scorsa su un letto-tatami a una piazza in un anonimo appartamentino della periferia di Kyoto. Due ragazze di 18 e 21 anni, una studentessa e l’altra disoccupata, erano assieme a un uomo trentenne proprietario dell’abitazione. Si tratta di uno dei molti casi di «patto di morte via Internet» verificatisi in Giappone.

 

 

 LA RISPOSTA DI SAMARITANS – Una onlus internazionale, Samaritans, è attiva per dare supporto alle persone che stanno pensando al suicidio. Quando vivere diventa troppo pesante e non c’è nessuno a cui rivolgerti, quando i problemi sembrano insopportabili, i Samaritans sono pronti a dare un sostegno gratuito.

Per parlare con i Samaritans è sufficiente telefonare al numero verde 800860022, o visitare il sito http://www.samaritansonlus.org/whoweare.php .

 

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(Pietro Vernizzi)

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