LE CAPITALI DEI RIFIUTI/ Da Baghdad a Napoli, le dieci città al mondo con più spazzatura

- La Redazione

Vivere in una grande città ha alcuni aspetti positivi, come il fatto di avere tutto a portata di mano, trasporti pubblici efficienti, alcuni ottimi ristoranti dove andare a cena. Ma anche tanti difetti, non da ultimo milioni di persone che tutti i giorni gettano tonnellate di rifiuti, non sempre nei luoghi più idonei. Ma quali sono le città più sporche del mondo?

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Vivere in una grande città ha alcuni aspetti positivi, come il fatto di avere tutto a portata di mano, trasporti pubblici efficienti, alcuni ottimi ristoranti dove andare a cena. Ma anche tanti difetti, non da ultimo milioni di persone che tutti i giorni gettano tonnellate di rifiuti, non sempre nei luoghi più idonei. Ma quali sono le città più sporche del mondo?

Tra le peggiori c’è senz’altro Mumbai, in India, che il sito web thisblogrules.com ha ironicamente eletto «capitale mondiale della spazzatura». Una cosa che non stupisce del tutto, in quanto Mumbai è follemente sovraffollata. Tutti i servizi pubblici, dai treni alle strade, sono sovra-utilizzati oltre il possibile e immaginabile. E l’aspetto più problematico è quello relativo alle fognature e al sistema di drenaggio. Per non parlare del fatto che a Mumbai arrivano i monsoni, sollevando la spazzatura e facendola vorticare nell’aria.

Immaginate Venezia immersa non nel Mar Adriatico, ma in un mare perennemente inquinato da pesticidi e rifiuti solidi, e avrete Dacca, la capitale del Bangladesh. Come sottolinea Forbes, la superficie dell’acqua è spesso densa di sostanze pericolose per la salute, nelle quali però i bambini del Bangladesh sguazzano come se fosse una piscina. Difficile però ripulire completamente una zona in cui vivono 150 milioni di persone.

 

 

Il Madagascar, chiamato anche l’ottavo continente del mondo, è famoso per la varietà esemplare della sua flora e della sua fauna. Ma gli effetti dei suoi 16 milioni di abitanti stanno lasciando rapidamente un’impronta, con il risultato che la capitale Antananarivo è cosparsa di rifiuti in ogni angolo delle sue strade.

Addis Abeba, capitale dell’Etiopia, si trova a fronteggiare uno dei più gravi problemi sanitari in Africa e nel mondo. La mancanza di un adeguato programma sanitario e la presenza di spazzatura nella città provoca il diffondersi di epidemie. E le conseguenze sono mortalità infantile, bassa aspettativa di vita e la trasmissione di malattie attraverso l’acqua.

La sporcizia della capitale dell’Iraq nel 2007 è arrivata a provocare un’epidemia di colera durata ben cinque mesi. Oltre alla spazzatura, particolarmente preoccupante è la qualità scadente dell’acqua potabile.

A Napoli e nel circostante territorio campano lo stato di emergenza legato ai rifiuti ha raggiunto una durata record, ben 15 anni, dal 1994 al 2009. Ben 11 i commissari straordinari che si sono succeduti in questo periodo, senza riuscire mai a risolvere definitivamente il problema. Anche se la crisi più grave si è verificata nel biennio 2007-2008 quando le discariche non riuscivano più a smaltire i rifiuti, con la conseguenza che questi ultimi sono rimasti nelle strade per molti mesi. Al punto che nell’estate 2008, le discariche campane contavano cinque milioni di eco-balle di spazzatura in giacenza.

 

 

 

7. ‘NDJAMENA – Il continuo influsso della crescita della popolazione, accelerato dall’arrivo di migliaia di profughi dal confinante Darfur, sta riempiendo di rifiuti la capitale del Ciad. Particolarmente preoccupante la situazione idrica, sia in città sia nel vicino lago Ciad.

La maggior parte del Messico è abbastanza ordinato, almeno nei limiti del possibile. Certo non è la Svizzera, ma è uno Stato dove in linea di massima le persone lasciano le strade pulite. Purtroppo ci sono problemi di droga, ma di solito non intaccano i centri delle città principali. Ma Ciudad Juarez fa eccezione, in primo luogo perché – come scrive thisblogrules.com – è essenzialmente una città gestita dai narcotrafficanti. E la malavita organizzata non è molto interessata a raccogliere la spazzatura o a riempire le buche delle strade. Al punto che queste ultime sono sconsigliate persino per le auto dei peggiori malavitosi.

 

 

 

 

Il piombo non è un metallo ecologico. E se è vero che può essere utilizzato per proteggerci dalle radiazioni, nessuno vorrebbe averne grandi quantità intorno a sé. Ed è proprio questo il problema di La Oroya, città del Perù con una delle più grandi industrie al mondo attive nella fusione del piombo. Una fabbrica attiva dal 1922, al punto che c’è così tanto piombo nel suolo, oltre che nell’aria e nell’acqua, che il 99% dei bambini che vivono a La Oroya hanno nell’organismo il triplo della quantità di piombo accettabile. E non ci sono né fondi né risorse per ripulire il terreno dalle scorie del piombo. Con il risultato che quelle sostanze sono destinate a rimanere là per secoli.

10. VAPI – Vapi è un centro industriale florido e indaffarato dell’India. Purtroppo però la maggior parte delle sue industrie sono attive nel settore chimico. Inquinando la città con tonnellate di scorie di ogni tipo. Per non parlare del fatto che per pulire i detriti è utilizzato un impianto di trattamento idrico, che finisce per sporcare anche l’acqua della città. E il risultato è che Vapi è molto inquinata. La maggior parte dei terreni sono saturi di sostanze dannose per chi ci viene a contatto. Eppure, la città conta ben 71mila residenti.
 

(Pietro Vernizzi)
 

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