USA/ La storia di «Piccolo Folletto», un bimbo di tre anni nato senza il cervelletto

Un bambino americano è nato senza il cervelletto e senza altre parti del cervello fondamentali per attività vitali come il dormire e il respirare

16.02.2011 - La Redazione
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Un'immagine dal video di AOL News

Un bambino americano è nato senza il cervelletto e senza altre parti del cervello fondamentali per attività vitali come il dormire e il respirare.

«PICCOLO FOLLETTO» – Ma la cosa più misteriosa, e che i medici non sanno interpretare in nessun modo, è che il piccolo riesce a fare cose che secondo la scienza sono inspiegabili. Chase Britton, tre anni, figlio di Heather e David, è un bambino occhialuto e sorridente che vive nella sua casa di New York. «Lui è felice. Lo chiamiamo Piccolo Folletto. Ama fare gli scherzi alle persone. Gli piace cantare. Il suo scopo nella vita è fare sorridere la gente – ha raccontato la madre Heather Britton al sito web AOL News -. Ha trovato tanto amore attorno a sé. Siamo una famiglia estremamente felice. La sua non è una storia tragica». Ma per un estraneo la vicenda dei Britton può sembrare una di quelle che spezzano il cuore.
 

IL FRATELLINO SCOMPARSO – Nel 2008 un altro figlio, Trey, è nato prematuro di 11 settimane e ci si aspettava che morisse da un giorno all’altro. Prima di spegnersi è sopravvissuto sei settimane. Il giorno stesso in cui è nato, è stato subito messo in lista d’attesa per un trapianto di fegato. Appena ha saputo che Heather era nuovamente incinta, la coppia era molto eccitata. Come racconta la madre, lei e David erano impazienti di dare un fratello al figlio maggiore, Alex, di 13 anni. Chase è nato a sua volta prematuramente e secondo i medici sarebbe stato cieco. Quando aveva un anno i medici gli hanno fatto una risonanza magnetica, aspettandosi di scoprire una forma leggera di paralisi cerebrale. Invece hanno scoperto che gli mancava del tutto il cervelletto, cioè la parte del cervello che controlla la capacità motoria, l’equilibrio e le emozioni.
 

MISTERO DELLA SCIENZA – «Il medico ci ha chiamato e non sapeva che cosa dire – ha rivelato Britton -. Nessuno aveva mai visto un caso simile prima di allora. Siamo quindi andati dai neurologi che ci hanno detto: “Non è possibile”. “Ha la stessa risonanza magnetica di un vegetale”, ci ha confessato uno dei medici». Ma Chase non è un vegetale, e questo ha lasciato i medici sconcertati e ha costretto gli esperti a ripensare tutto quello che credevano di sapere sul cervello umano.

 

Come raccontato alla tv WGRZ dal dottor Adre du Plessis, capo del reparto di Medicina fetale del National Medical Center di Washington D.C., «ci sono alcune persone molto brillanti e specializzate in tati Uniti ed Europa che si sono dedicate a cercare di spiegare questo dilemma e stanno continuando a farlo. Per ora, non siamo ancora venuti a capo di una risposta. Tutto questo è un mistero». A Chase manca anche il ponte di Varolio, la parte della base del cervello che controlla funzioni vitali come il dormire e il respirare. Nel punto in cui dovrebbe avere cervelletto e ponte di Varolio – spiega la signora Britton – c’è soltanto un liquido.
 

IL CERVELLETTO E’ SCOMPARSO – La gravidanza della madre di Chase è stata complicata, e quindi i dottori l’hanno sempre tenuta sotto stretto controllo. Ma il mistero si approfondisce, quando la madre rivela di avere dettagliate immagini agli ultrasuoni del cervello di Chase durante le diverse fasi del suo sviluppo fetale. E le immagini mostrano chiaramente che inizialmente aveva il cervelletto. «Questa è tuttora una parte fondamentale del dilemma – ha raccontato du Plessis alla tv WGRZ -. Se c’era un cervelletto, che cosa gli è successo?». I medici non hanno trovato segni di sanguinamenti nel cervello, emorragie o ictus, né altri danni a qualsiasi altra parte del suo cervello, ha dichiarato la signora Britton.
 

SA ANDARE IN BICI – In linguaggio tecnico, la sua diagnosi è «ipoplasia cerebellare», che normalmente significa un cervelletto più piccolo e non uno del tutto mancante. Il caso di Chase, ha spiegato du Plessis, sfida «i principi fondamentali» della medicina. In autunno, Chase ha iniziato a frequentare tre volte alla settimana un asilo specializzato vicino alla sua casa di New York. «Ogni giorno mi fa quasi soggezione – ha raccontato Sharon Schultz, la sua maestra al Chc Learning Center in Williamsville, intervistata dalla tv WGRZ -. Tutte le cose che, stando alla sua diagnosi, non dovrebbe essere in grado di fare, invece le sta facendo tranquillamente. Intendo dire, camminare su e giù nell’aula, andare in bicicletta, tenere in mano una matita o una penna per lavorare ai progetti scolastici, usare le forbici».

STORIA A LIETO FINE – Chase ama anche molto giocare con il suo Ipad insieme al fratello maggiore Alex. Un team di terapisti sta lavorando con lui da quando era un neonato, e ha una speciale «camera sensoriale» nella sua casa piena di luci e suoni e di altri oggetti come gli specchi per motivarlo visivamente. La madre Heather spera che il figlio possa iniziare presto l’ippoterapia. E conclude la signora Britton: «Non credete a tutte le cose che vi dicono i medici. Non fraintendetemi: ho una grande stima per i dottori. Ma a volte possono sbagliarsi. Chase gode di un’ottima salute. E’ estremamente sveglio, le sue attività motorie non sono state danneggiate. La gente potrebbe vederla come una storia tragica. Ma dipende da come guardi la vita. Puoi essere arrabbiato o puoi apprezzare quello che ti è stato donato. Chase era destinato a restare con noi».
 

(Pietro Vernizzi)


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