CANADA/ Giovane non sente il ritmo della musica per una malattia del cervello

- La Redazione

I ricercatori hanno identificato in un uomo di 23 anni, chiamato Mathieu, il primo caso documentato di sordità al ritmo, malattia in seguito alla quale una persona non può ballare a tempo

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Mathieu non riuscirebbe mai a ballare come Michael Jackson

I ricercatori hanno identificato in un uomo di 23 anni, chiamato Mathieu, il primo caso documentato di sordità al ritmo. Si tratta di una malattia a causa della quale una persona non può sentire il battito della musica, né muoversi al suo tempo.

UN RITMO TUTTO SUO – A differenza di quanti non danzano particolarmente bene, ma che generalmente riescono a muoversi in sincronia con il ritmo della musica, quando prova a seguire una melodia Mathieu finisce per ancheggiare con un tempo tutto suo. A sostenerlo è un gruppo guidato dalle psicologhe Jessica Phillips-Silver e Isabelle Peretz, entrambe dell’University of Montreal, che hanno pubblicato una ricerca in uscita sulla rivista Neuropsychologia. Come se non bastasse, Mathieu normalmente non riesce a distinguere neanche quando qualcun altro balla sbagliando il ritmo della melodia. Come riferisce Bruce Bower sul sito web Discovery News, Phillips-Silver ha dichiarato: «Noi sospettiamo che la sordità al ritmo riguardi specificamente la musica e che sia piuttosto rara». L’esperta, insieme ai suoi colleghi, intende ora investigare se Mathieu assuma un approccio aritmico anche alle attività non musicali, come lo scambio di battute nel corso di una normale conversazione o l’adeguare il proprio passo a quello di qualcun altro.

SENTE SOLO IL METRONOMO – Il linguaggio è privo del ritmo periodico tipico della musica, e quindi è improbabile che il problema di Mathieu condizioni anche la percezione delle parole. A esserne convinto è lo scienziato cognitivo Josh McDermott della New York University. Se i suoni periodici di qualsiasi tipo mandano Mathieu in confusione, questo problema – secondo quanto suggerisce McDermott – può apparire di grandi dimensioni quando viene a trovarsi di fronte a battiti musicali complessi. Mathieu fa molto meglio – benché ancora con degli spazi di miglioramento – quando deve ballare al ritmo del suono periodico di un metronomo. E questo per Phillips-Silver rivela che Mathieu ha un problema specifico nel saper stare al tempo della musica.

 

MATHIEU E’ INTONATO – Mathieu in realtà sa cantare in modo intonato e riconosce le melodie che gli sono familiari, e quindi non è sprovvisto delle intonazioni musicali. Le aree del cervello di Mathieu relative all’udito e al movimento sembrano essere sane, aggiungono i ricercatori. Gli esperti ipotizzano che la sordità al ritmo del giovane sia causata dall’essere disconnesso da un’ampia rete del cervello coinvolta in battito, ritmo e metro musicale. I bambini riconoscono dei semplici battiti musicali entro pochi giorni dalla nascita, come se riflettessero l’operazione di un cronometro neurale innato.

SORDITA’ TONALE – Grazie ai futuri progressi della ricerca, la sordità al ritmo potrà aggiungersi alla sordità tonale come una specifica malattia musicale. I ricercatori considerano la sordità tonale come a una disfunzione ereditaria della rete cerebrale in grado di distinguere i toni musicali. Il gruppo di Phillips-Silver ha individuato Mathieu grazie a un progetto per reclutare persone che non si sentono in grado di tenere il ritmo musicale, come battere le mani a tempo in un concerto o ballare in un locale. Per ora, non sono stati identificati altri individui con la sordità al ritmo.

 

SCHIOCCARE LE DITA – Mathieu non riusciva in modo evidente a sincronizzarsi con numerosi tempi. Poteva imitare un’altra persona che ballava di fianco a lui e muoversi al ritmo delle merengue. Ma quando era lasciato da solo perdeva subito il ritmo. Anche schioccare le dita al ritmo delle merengue risultava difficile per il giovane. In successivi esperimenti, Mathieu ha anche commesso degli errori quando gli è stato mostrato una video clip che procedeva leggermente fuori tempo nel battito musicale. Mentre è stato molto più bravo quando gli è stato chiesto di muoversi al ritmo di un metronomo.

 

(Pietro Vernizzi)

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