SINDROME MISTERIOSA/ Donna allergica all’elettricità vive a lume di candela

- La Redazione

Una donna inglese è costretta a vivere del tutto priva di elettricità a causa di una rara allergia che l’ha colpita dopo essersi sottoposta alla chemioterapia

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La donna vive a lume di candela

Una donna inglese è costretta a vivere del tutto priva di elettricità a causa di una rara allergia che l’ha colpita dopo essersi sottoposta alla chemioterapia.

L’ELETTROSENSIBILITA’ – Janice Tunnicliffe è così allergica a tutte le tecnologie moderne, che anche i suoi vicini hanno dovuto rinunciare alla connessione wireless a Internet. La sua strana malattia è stata raccontata da Sharon Baker su «This Is Nottingham», il quotidiano della città vicino alla quale vive la donna. Madre di due bambini, Janice non può utilizzare un bollitore elettrico, tiene la lavatrice in una rimessa di cemento e trascorre tutte le notti facendo dei giochi in scatola insieme al marito. E il motivo è che Tunnicliffe è convinta di soffrire di una rara malattia chiamata elettrosensibilità (Es), che consiste nel fatto di non riuscire a sopportare la vicinanza con i campi elettromagnetici di qualsiasi tipo. Tanto che non può guardare la televisione, ascoltare la radio né parlare al cellulare.

EFFETTO DELLA CHEMIOTERAPIA – La 55enne racconta di essere stata colpita dalla sindrome rara dopo essersi sottoposta a chemioterapia per un tumore all’intestino tre anni fa. Da allora soffre di costanti mal di testa, dolori al petto, nausea e formicolio alle mani e alle gambe, ogni volta che si avvicina agli elettrodomestici o agli oggetti che emettono un segnale elettronico. Da quanto è stata colpita dalla nuova malattia, il suo unico momento di sollievo è stato quando il suo villaggio di Wellow, vicino a Nottingham, è stato colpito da un temporaneo black out.

«L’IPHONE? UNA TORTURA» – Come raccontato dalla donna a «This Is Nottingham», «ciascun elettrodomestico mi provoca sensazioni differenti, ma si tratta soprattutto di mal di testa e nausea. Mi basta restare vicino a un iPhone per 20 minuti, perché inizi a sentirmi davvero male. E quindi anche se non so fin da subito che qualcuno ne ha uno con sé, lo scopro presto. Il wi-fi mi fa sentire come se avessi una morsa sulla nuca, che preme la vita fuori di me. E’ davvero snervante». Janice ha due figli, Naomi di 34 anni e Darren di 29, ed entrambi hanno lavorato nell’industria delle telecomunicazioni. Tunnicliffe vive con il suo secondo marito Carl, un contract manager di 43 anni.

 

VICINI SENZA WI-FI – Carl ha dovuto chiedere ai vicini di ritornare a utilizzare Internet via cavo, e Janice, che si è trasferita a Wellow dal centro di Nottingham, ha persino dovuto coprire le sue finestre con uno speciale materiale metallico per deviare le onde elettromagnetiche. La donna ha aggiunto: «Sono fortunata perché vivo in un’area abbastanza rurale, ma non potrei mai tornare a vivere in città. Speriamo di vendere presto la nostra casa e di trasferirci in una località ancora più remota, ma è difficile a causa dell’attuale andamento del mercato della casa. Ritengo di poter vivere felicemente senza corrente per il resto della mia vita e l’elettricità non mi manca affatto. Faccio spesso delle lunghe passeggiate e ogni fine settimana lasciamo il nostro camper in luoghi sperduti, anche durante l’inverno, dove trovo un po’ di sollievo. Leggo molti libri e la maggior parte delle notti Carl e io ci sediamo e facciamo dei giochi in scatola a lume di candela».

I CAMPI ELETTROMAGNETICI – I campi elettromagnetici sono creati da tutti gli oggetti che utilizzano l’elettricità o che funzionano con una carica elettrica, per esempio i telefoni cellulari. Esistono differenti punti di vista sui problemi creati da questi campi. Graham Lamburn, dirigente tecnico di Powerwatch, un gruppo di ricerca sugli effetti dei campi elettromagnetici sulla salute, ha affermato che la medicina è stata lenta nel riconoscere l’elettrosensibilità come una malattia, in quanto le sue cause sono ancora sconosciute. E ha aggiunto che occorrono delle ulteriori ricerche sugli effetti dei campi elettromagnetici sul corpo umano, osservando: «Circa il 3 o il 4 per cento delle persone ci hanno segnalato di soffrire di qualche forma di elettrosensibilità, ma solo lo 0,5% ne soffre in modo così acuto da riportare delle conseguenze significative nella loro vita quotidiana».

 

MALATTIA “SENZA CAUSE” – Sempre per Lamburn, «questi casi sono rari, ma certamente ci sono state alcune persone che hanno dovuto rinunciare alla loro casa e al loro lavoro a causa dell’elettrosensibilità. Nel Regno Unito è definita come una malattia sconosciuta e dalle cause ignote e la maggior parte degli altri Paesi non hanno fatto nient’altro che riconoscere che esiste. Con la connessione wireless a Internet e i telefoni cellulari, abbiamo a che fare con qualcosa di cui nessuno conosce gli effetti né si è mai soffermato a considerare i problemi che può creare. C’è bisogno di condurre delle ulteriori ricerche sui rischi di queste tecnologie, e il più presto possibile».

 

(Pietro Vernizzi)

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