MISTERI/ La mappa dei mari dove le navi svaniscono come alle Bermuda

- La Redazione

Il triangolo delle Bermuda è l’esempio più famoso, ma esistono almeno altri tre luoghi al mondo dove navi e aerei scompaiono misteriosamente e i loro relitti non sono mai stati ritrovati

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Il triangolo delle Bermuda

Il triangolo delle Bermuda è l’esempio più famoso, ma esistono almeno altri tre luoghi al mondo dove navi e aerei scompaiono misteriosamente e i loro relitti non sono mai stati ritrovati. La CNN vi ha dedicato un ampio servizio, che ripercorre gli inspiegabili affondamenti avvenuti nei quattro angoli del pianeta.

MAR DEI SARGASSI – L’area ha la fama di far sparire gli equipaggi dalle barche a vela, lasciando solo delle imbarcazioni vuote che vagano alla deriva. Tra le vittime c’è stata Rosalie, un veliero che ha attraversato l’area nel 1840, e che in seguito è stato trovato alla deriva con a bordo le scialuppe di salvataggio e nessuna persona dell’equipaggio. Dei dipinti del 19esimo secolo mostrano delle imbarcazioni divorate da enormi piante carnivore, e di quest’area si parla in diversi libri come quelli di Jules Verne. Ma il mistero dei Sargassi non è più un mistero. Circondato dalle più forti correnti d’acqua superficiali al mondo, il «mare nel mare», come è conosciuto, è effettivamente isolato dal resto dell’Atlantico. L’isolamento fa sì che l’acqua dei Sargassi sia sorprendentemente tranquilla, bloccando così le imbarcazioni a vela e creando i presupposti per la nascita della leggenda.

TRIANGOLO DEL DRAGO – E’ una regione dell’oceano Pacifico che si trova vicino all’isola giapponese di Miyake, a circa 100 chilometri a sud di Tokyo. Le antiche leggende raccontano di un drago che viveva sulle coste del Giappone, dando così il suo nome alla regione. Secondo lo scrittore Charles Berlitz, il Giappone ha perso cinque navi militari e 100 scienziati che stavano studiando la regione solo tra il 1952 e il 1954. Come il triangolo delle Bermuda, la regione è stata inclusa in un articolo del 1972 del naturalista ed esperto di paranormale, Ivan Sanderson, intitolato «I 12 cimiteri del diavolo nel mondo». I «vortici nefasti», come sono altrimenti noti, occupano tutti le stesse latitudini a sud e a nord dell’equatore e si dice che vi avvengano delle speciali anomalie e dei fenomeni inesplicabili spesso attribuiti alle anomalie dell’elettromagnetismo.

 

TRIANGOLO DEL MICHIGAN – Il lago Michigan, negli Stati Uniti, è stato il luogo di incalcolabili avvistamenti raccolti dallo storico Dwight Bower nel suo libro «Strane avventure del grande lago». La leggenda del triangolo del Michigan è nata nel 1937, quando il capitano George Donner è svanito dalla cabina della sua fregata durante una consegna di routine del carbone. Tre ore prima si era coricato, fornendo precise indicazioni di svegliarlo non appena la nave fosse entrata nel porto. Ma quando i suoi uomini si recarono nella sua cabina non riuscirono a trovarlo, nonostante la sua porta fosse chiusa dall’interno. Tredici anni dopo, il volo 2501 delle Northwest Airlines, che portava 55 passeggeri e tre persone dell’equipaggio, lasciò New York da Minneapolis, per evaporare nell’aria dopo essere passato sopra al triangolo del Michigan. Il relitto non è mai stato scoperto, nonostante le ricerche durate un anno da parte della Michigan Shipwreck Research Associates.

TRIANGOLO DELLE BERMUDA – Il vasto triangolo di oceano le cui punte sono Bermuda, Florida e Puerto Rico – conosciuto con il nome di Triangolo delle Bermuda – è stato a lungo associato a scomparse misteriose, attività paranormali e persino a fessure nel tessuto spaziale. L’interesse nei confronti della regione è iniziato dopo che un gruppo di aeroplani militari che trasportavano 14 uomini svanì inspiegabilmente al largo della costa della Florida meridionale nel dicembre 1945. Prima di perdere i contatti radio, il comandante sarebbe stato udito mentre diceva: «Stiamo entrando nell’acqua bianca, nulla sembra normale». Poco dopo un altro aereo con 13 persone a bordo, che stava cercando di rintracciare il velivolo precipitato, è svanito a sua volta. Non furono mai trovati resti del gruppo, e così nacque la leggenda del triangolo delle Bermuda

 

NORTH CAROLINA – La goletta commerciale a cinque alberi Carroll A. Deering fu trovata arenata al largo di Cape Hatteras, nel North Carolina, nel 1921. L’equipaggio era misteriosamente scomparso e la nave aveva tutte le vele issate. Due gatti erano le uniche creature viventi restate a bordo. La cosa più strana fu che un pasto completo stava ancora sui fornelli, preparato per dei commensali-fantasma. Lo stesso anno una dozzina di altre navi scomparvero nella medesima zona, tra cui la Hewitt, che trasportava zolfo. Ben cinque dipartimenti del governo americano indagarono sulla vicenda, senza però riuscire a risolvere il mistero.

ISOLE SOLOMON – Tra i misteriosi affondamenti anche quello della nave della marina militare Uss Grampus, lunga 94 metri, scomparsa nel nulla il 5 marzo 1943 con 71 uomini a bordo al largo delle isole Solomon. Partita da Brisbane l’11 febbraio 1943 insieme alla Grayback, la nave Grampus stava compiendo la sua sesta azione di pattugliamento dei mari. Le motivazioni della sua scomparsa continuano a rimanere un mistero. Gli aeroplani giapponesi hanno riferito di avere affondato un sottomarino il 18 febbraio nell’area in cui stava operando la Grampus, ma l’equipaggio della Grayback ha riferito di averla rivista nella stessa area il 4 marzo, prima che svanisse nel nulla.

 

MAR CINESE MERIDIONALE – Ancora senza spiegazioni anche la sorte della LCU-63, una grande nave vietnamita che trasportava munizioni e con a bordo un equipaggio di 11 persone. Il 3 novembre 1970 un elicottero ha avvistato l’imbarcazione capovolta a circa 5 miglia marine dal porto di Tan My. Fin dall’iniziale tentativo di salvataggio, apparve evidente però che non c’era nessun segno dell’equipaggio a bordo della LCU. La nave sembrava però non avere subito alcun attacco, e le motivazioni dell’incidente erano sconosciute. Il 6 novembre successivo i resti di Billy H. Peoples furono trovati vicino alla Cu Loi Island, completamente rivestiti da un giubbotto di salvataggio. Durante le ricerche nelle settimane seguenti furono trovati molti oggetti appartenenti all’equipaggio, ma nessuna traccia delle persone a bordo della nave.

 

(Pietro Vernizzi)

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