OREGON/ 30 milioni di litri d’acqua da buttare per la bravata di un ragazzo

- La Redazione

Un 21enne ha ammesso di avere urinato in un bacino idrico sul Monte Tabor, nell’Oregon, costringendo la città di Portland buttare via l’intera riserva d’acqua

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Il bacino idrico (NBC News)

Un 21enne ha ammesso di avere urinato in un bacino idrico sul Monte Tabor, nell’Oregon, costringendo la città di Portland buttare via l’intera riserva d’acqua potabile che rifornisce la città. Una bravata che costerà ai contribuenti americani la bellezza di 36mila dollari, pari cioè a 25mila euro.

COLTO IN FLAGRANTE – Joshua Seater è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza mentre scambiava per vespasiano il laghetto artificiale sulle montagne intorno alla città Usa. I filmati e i rapporti preparati dalla polizia e dal Portland Water Bureau ora saranno sottoposti all’ufficio del procuratore distrettuale della contea di Multnomah. Non si esclude che Seater sia inquisito penalmente per la sua bravata. Il sergente Pete Simpson, portavoce della polizia di Portland, ha dichiarato al quotidiano Usa OregonLive.com: «Dipende da quello che mostreranno i video delle telecamere di sorveglianza. Per ora il giovane rischia ancora».

BACINO ALL’ARIA APERTA – La necessità di provvedere alla copertura del bacino idrico all’aria aperta è stato uno dei problemi politici locali degli ultimi anni e il Water Bureau sta lavorando per adeguarsi ai regolamenti federali. Il mese scorso il Consiglio comunale di Portland ha approvato un contratto da 80 milioni di dollari per costruire un nuovo bacino idrico nella località di Powell Butte, che potrebbe aiutare a mitigare gli effetti della chiusura della riserva d’acqua all’aria aperta sul Monte Tabor.

36MILA DOLLARI DI DANNI – David Shaff, amministratore del Water Bureau, ha dichiarato che 30 milioni di litri d’acqua potabile dovranno essere gettati a causa dell’incidente. In un primo momento aveva addirittura rivelato che l’operazione sarebbe costata all’ufficio circa 600mila dollari. Ma in un secondo momento ha precisato la sua dichiarazione iniziale, rettificando la cifra in 36mila dollari (25mila euro). In particolare, l’ammontare della perdita sarebbe pari a circa 28.500 dollari per il prezzo a cui sarebbero stati venduti i 30 milioni di litri d’acqua, se non contaminati dall’urina, e 7.600 dollari di tasse aggiuntive che sarebbero state incassate dal Water Bureau. Dave Stone, professore di Tossicologia all’Università statale di Portland, ha cercato di rassicurare gli abitanti, osservando che l’urina a livello chimico è relativamente sterile. E ha aggiunto Stone: «Pensate a quanti animali o a quanti uccelli fanno la stessa cosa».

 

«VOI LA BERRESTE?» – Mentre Gary Oxman, dell’ufficio sanitario della contea di Multnomah, ha precisato: «Il rischio per la salute associato a questo evento è davvero molto basso». Non la pensa così però David Shaff del Water Bureau, che ha risposto ai giornalisti in tono ruvido: «Questo caso è differente. Voi berreste la pipì?». A quel punto, i cronisti gli hanno chiesto se fosse in possesso di dati scientifici sugli effetti di una piccola quantità di urina in un bacino idrico così vasto. Ma Shaff ha insistito: «Rispondete prima voi alla domanda che vi ho posto. Non ha nulla a che fare con i dati scientifici. La maggior parte delle persone saranno terribilmente schifate dalla notizia, non appena l’apprenderanno».

LA BATTUTA DEL SINDACO – Randy Leonard, commissario governativo del Comune di Portland, che sovrintende il Water Bureau, appartiene certamente al gruppo delle persone rimaste impressionate dalla notizia. Dopo essere venuto a sapere dell’incidente, si è limitato a commentare: «Penso che oggi a pranzo berrò una Coca Cola». Dal rapporto sull’incidente redatto dal Water Bureau emerge che i funzionari hanno individuato cinque persone e un cane vicino al bacino idrico numero 1 verso l’1,30 di notte. Alcuni di loro hanno iniziato a lanciare degli oggetti nella riserva d’acqua, finché Joshua Seater «ha scavalcano il recinto del bacino e ha urinato nell’acqua potabile». Il 21enne al momento non è stato arrestato e non è incriminato di alcun reato.

 

LE SCUSE DEL RESPONSABILE – I funzionari del Water Bureau hanno però individuato i responsabili e hanno chiesto a Joshua Seater spiegazioni sul suo gesto. E il 21enne ha risposto: «Quella che ho fatto è stata una cosa stupida». Quando gli è stato fatto notare che aveva urinato nell’acqua potabile rendendosi responsabile di una mancanza di rispetto, ha aggiunto: «Non volevo mostrare alcuna mancanza di rispetto. Pensavo che fosse un impianto per il trattamento delle acque di scarico». Nei giorni seguenti Seater si è scusato nel corso di un’intervista alla tv locale Katu, rivelando che era ubriaco e di non essersi reso conto per il buio del fatto che quel laghetto artificiale conteneva acqua potabile.

 

(Pietro Vernizzi)

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