UTAH/ Clochard eredita una fortuna, ma per mesi i familiari non lo trovano

- La Redazione

Un senzatetto che aveva perso tutto ha ereditato una fortuna. Ma per comunicarglielo è stato necessario ingaggiare un investigatore privato, perché nessuno sapeva dove si trovasse

melitzer-max-r400
Max Melitzer (Deseret News)

Immaginate di non avere una casa, vivere per strada e dovervi trovare un posto diverso ogni notte per dormire. Improvvisamente, scoprite che una persona vi sta cercando per informarvi del fatto che avete ereditato una fortuna.

MANCIATA DI INDIZI – E’ quello che è successo a Max Melitzer, un senzatetto che vagabondava tra Salt Lake City e Ogden, nello Utah. A raccontare la sua storia è il quotidiano americano Deseret News. Melitzer ha vissuto per anni come clochard, sembra in seguito a uno shock emotivo, e la sua famiglia lo ha contattato per l’ultima volta lo scorso settembre. I suoi cari si sono rivolti a uno studio legale di New York, che a sua volta ha assunto un investigatore privato dello Utah per trovarlo. David Lundberg, fondatore di Utahdetective.com, è stato incaricato delle ricerche, che fin dall’inizio si sono rivelate molto difficili. Anche perché di rado Melitzer si stabiliva in un punto preciso per diverse notti di seguito. Gli indizi erano molto scarsi. L’anno scorso l’homeless aveva avuto una corrispondenza epistolare con la famiglia, ma quando i suoi cari gli avevano dato il loro numero di telefono, lui non li aveva mai chiamati. L’investigatore privato aveva una sola certezza: il giorno migliore per trovare l’uomo era di venerdì. Lundberg in due mesi di ricerche era riuscito a racimolare solo pochi altri indizi.

GLI ULTIMI AVVISTAMENTI – Ma quando un cronista e un fotografo hanno iniziato a seguire il detective nella Rescue Mission di Salt Lake, un’opera caritatevole che dà rifugio ai clochard, la sua fortuna è iniziata a cambiare. «Ho visto Max due giorni fa proprio là nella Quarta strada», ha raccontato Don Hill, manager della casa di accoglienza. Era l’avvistamento più ravvicinato nel tempo mai ottenuto da Lundberg. Hill ha aggiunto di conoscere il senzatetto da quattro anni e ha confermato che dormiva in luoghi come la Rescue Mission di Salt Lake. Spiegando che Melitzer faceva la spola nel corso delle settimane tra Salt Lake City e Ogden. Per il responsabile della Rescue Mission, «durante l’estate immagino che ogni tanto stesse fuori a dormire. Diceva sempre che si recava a Ogden». Inoltre all’inizio del mese un ufficiale della Police Crime Reduction Unit di Ogden aveva trovato Melitzer mentre dormiva su un’auto in una piazzola d’emergenza di J & J Auto Body sulla Wall Avenue. Melitzer aveva anche trascorso un periodo in prigione. Il capitano Klint Anderson, sceriffo della contea di Weber, ha confermato che l’homeless, incarcerato lo scorso ottobre, era stato quindi rilasciato. Davvero di secondaria importanza il reato commesso dal vagabondo: aveva attraversato la strada in un punto in cui era vietato ai pedoni, e quindi non si era presentato a Salt Lake City per rispondere dell’imputazione.

RITROVAMENTO NEL PARCO – Alla fine però la combinazione delle indagini a tappeto di Lundberg e dei servizi di radio e quotidiani locali ha portato a scoprire dove si trovava Melitzer. Grazie al suggerimento di un ascoltatore della radio che aveva sentito la notizia, il detective privato è riuscito a trovare l’uomo al Pioneer Park di Salt Lake, dove l’homeless stava spingendo un carrello della spesa al cui interno erano ammassati tutti i suoi averi. Lundberg si è subito precipitato al telefono, ha chiamato i parenti di Melitzer a New York e ha quindi messo la cornetta in mano all’uomo. «Penso che fosse felice di essere in grado di entrare in contatto con la sua famiglia a New York», ha commentato il detective. Lundberg ha rivelato che ultimamente l’uomo aveva avuto una catena di episodi sfortunati praticamente senza fine. «Era abbattuto – confida l’investigatore -. Gli erano stati portati via i soldi e l’orologio, e negli ultimi due anni si era trasformato in un tipo molto burbero». Lundberg ha trovato un luogo sicuro dover far dormire Melitzer, finché la sua famiglia è arrivata direttamente da New York. E conclude il detective: «Voglio assicurarmi del fatto che tornerà a New York, spero insieme alla sua famiglia. E che lo si possa portare in un luogo dove avrà un posto decente per vivere, cibo e assistenza medica. Con la cifra che ha ereditato, ormai può garantirsi tranquillamente tutto questo per il resto dei suoi giorni».

 

(Pietro Vernizzi)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori