MISTERO A CATANIA/ Orologi impazziti, vanno avanti di venti minuti

- La Redazione

Da diversi giorni a Catania e in altre località della Sicilia si assiste a un fatto curioso, ma anche fastidioso: gli orologi digitali vanno avanti di quindici e anche venti minuti

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Immagine d'archivio

Un caso degno degli X-Files degli agenti Fox Mulder e Dana Scully, un mistero tutto siciliano che non ha precedenti. Da circa una settimana gli orologi di Catania vanno avanti di venti minuti. Che sta succedendo?

I ritardatari cronici saranno contenti: adesso non correranno più il rischio di arrivare tardi agli appuntamenti o in ufficio. Certo, sempre che il loro range di ritardo non superi i venti minuti. Il fatto è che a Catania da circa una settimana tutti gli orologi si rifiutano di andare a tempo e segnano l’ora in anticipo tra i quindici e i venti minuti. Non solo Catania in realtà, il fatto interessa anche altre città siciliane. Quelli interessati al curioso problema poi sono solo gli orologi digitali. Ne succedono davvero di tutti i colori: ad esempio genitori che accusano i figli di aver manomesso le sveglie per arrivare in ritardo appositamente a scuola, orologi diversi nella stessa casa che segnano due ore diverse. Spiriti dell’oltretomba si sono scatenati per la Sicilia, un po’ come in quella scena del film Ghostbusters quando i fantasmi si aggiravano per le strade di New York? Scherzi a parte, la situazione comincia a diventare preoccupante, anche perché ad andare in tilt  sono pure i sistemi di sicurezza delle banche. Sono stati due periti informatici di una azienda con sede a Catania a sollevare il problema. Quando infatti Francesco Nicosia e Andrea De Luca si sono resi conto che i loro orologi improvvisamente impazzivano cominciando a correre avanti nel tempo, hanno chiesto in giro sulla Rete se altre persone avevano il medesimo problema. Le risposte sono state centinaia. Per alcuni il problema riguardava addirittura il forno a microonde: veniva riprogrammato secondo l’orario giusto e questo impazziva di nuovo rimettendosi ad andare avanti. Ovviamente il problema comincia a diventare fastidioso. È capitato infatti che il sistema tecnologico di alcune banche andasse completamente a quel paese, visto che gli orologi segnavano orari diversi fra loro, obbligando a rimandare a casa i clienti.

Si cercano le possibili cause di questa fuga avanti nel tempo. Secondo alcuni ricercatori del dipartimento di ingegneria elettrica dell’università di Catania, la causa di questo caos potrebbe essere individuata nella Rete. Su Internet infatti, dicono, esistono ormai da tempo dei generatori di energia, ad esempio gli impianti fotovoltaici che capita non siano autoregolati. In questo modo essi creerebbero piccole variazioni di frequenza che non vengono compensate in modo adeguato. Qualcun altro ha suggerito questa ipotesi: da alcuni giorni si sta lavorando al cavo elettrico sottomarino che arriva in Sicilia. Sbalzi di erogazione di energia elettrica potrebbero aver mandato in tilt gli apparecchi collegati. Lo stesso Nicosia però non è d’accordo. Dice di aver fatto verificare la linea elettrica della sua abitazione a 230 volt con una frequenza di 49.89 Hz, ma tutto è regolare. E giustamente osserva che se fosse così i guasti dovrebbero riguardare ogni tipo di elettrodomestico, non solo gli orologi. Che la colpa sia invece del vulcano Etna? In effetti da qualche settimana il monte è particolarmente attivo, e forse potrebbe aver rilasciato radiazioni magnetiche in grado di sovvertire gli orologi. Per altri ancora la colpa potrebbe essere imputabile ai radioamatori. Che ovviamente si dichiarano innocenti e rispondono: “Le emissioni di un impianto radioamatoriale sono 200 volte al di sotto dei limiti di legge in materia di inquinamento elettromagnetico”. Gli esperti di elettronica sostengono a loro volta che la frequenza della corrente alternata (50 Hertz) viene scandita all’interno degli apparecchi da un’integrato che ne conta i cicli. In caso di frequenza che aumenta improvvisamente, il tempo scandito da un orologio inevitabilmente va avanti. Ma c’è un però: come è possibile infatti che nello stesso apparecchio regolarizzato da due diversi circuiti elettronici, il display digitale vada avanti e l’orario comunicato dal piccolo proiettore luminoso, di quelli che si puntano ad esempio sul tetto, sia esatto? Mistero.

In realtà la Sicilia non è la prima volta che è soggetta ad episodi inspiegabili, che rimangono irrisolti e rilasciano le più incredibili serie di ipotesi. Ci si ricorderà ad esempio del caso mai risolto del paese di Canneto di Caronia in provincia di Messina. Per anni si è assistito all’esplodere di piccoli e grandi incendi, tutti inspiegabili. Oltre trecento incendi spontanei ad esempio nel solo 2004. Dopo aver scomodato la presenza degli alieni, venne istituito un coordinamento regionale della Protezione civile con la presenza di tecnici dei carabinieri, dell’aeronautica della marina e anche un ricercatore della Nasa. Un paio di anni di analisi serrate e l’ipotesi più seria fu quella dell’azione di fenomeni elettromagnetici di origine artificiale, in grado di generare un apotema molto forte concentrata, cioè fasci di microonde di altissima frequenza. Fenomeni che non potevano essere riconducibili a cause naturali. E allora chi scatenava questi incendi? Non si è mai saputo. Si è parlato di una misteriosa arma segreta dell’esercito e ovviamente degli Ufo. Si arrivò a rilasciare una comunicazione come questa: “Tecnologie militari evolute anche di origine non terrestre potrebbero esporre in futuro intere popolazioni a conseguenze indesiderate. Gli incidenti di Canneto di Caronia potrebbero essere stati tentativi di ingaggio militare tra forze non convenzionali oppure un test non aggressivo mirato allo studio dei comportamenti e delle azioni in un indeterminato campione territoriale scarsamente antropizzato”.

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