TRAPIANTO DI GAMBE/ Eseguito per la prima volta al mondo in Spagna

- La Redazione

E’ la prima operazione chirurgica di questo tipo al mondo. Un paziente, che aveva subito  l’amputazione di entrambi gli arti inferiori per colpa di un incidente, ha riavuto le gambe

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Foto: Fotolia

Si chiama Pedro Cavadas, è spagnolo ed è anche giovane, non ha nemmeno cinquant’anni. Ma il suo nome comincia a diventare noto in tutto il mondo. E’ il chirurgo delle operazioni impossibili, il dottore dei miracoli. La sua specialità sono gli interventi chirurgici mai effettuati prima. Nel 2006 effettuò il primo trapianto al mondo di una mano. Nel 2008 aveva effettuato un duplice trapianto di braccia. Nel 2009 ha effettuato quello che statisticamente è l’ottavo trapianto di faccia (il primo fu eseguito nel 2005 in Francia) e il primo in Spagna, su un uomo affetto da un tumore facciale, usando il volto di una persona morta in un incidente stradale. Adesso ha tentato qualcosa di mai fatto: trapiantare entrambe le gambe a un uomo che le aveva perse dopo un incidente stdetto:  «Non c’è nulla di scritto in materia, ci muoradale. Lo scorso maggio, annunciando l’operazione, aveva viamo in acque inesplorate. Saremo i primi perché nessuno sta studiando in questo campo. Ma non ha importanza chi fa l’operazione, me o un altro chirurgo. L’importante è che qualcuno la faccia».

Per portare a termine la difficile operazione, Cavadas si è avvalso di un team chirurgico composto da 35 operatori: anestesisti, immunologi, personale ausiliario. In tutto ci sono volute tredici ore sotto ai ferri. L’identità del proprietario delle gambe, morto in un incidente, non è stata resa nota, così come quella della persona che le ha ricevute in dono. Questi aveva subito un tale danno che l’amputazione era stata effettuata talmente in alto che ogni possibilità di usare delle protesi artificiali, come si fa in casi di perdita parziale degli arti inferiori, era stata esclusa.

Dall’equipe che ha realizzato l’impresa, nessuno si sbilancia circa l’andamento dell’operazione. E’ necessario, anzitutto, capire come reagirà l’organismo del paziente, e se accetterà le due nuove parti senza considerarle delle intruse. Poi, bisognerà aspettare almeno un mese prima di capire se l’operazione è realmente riuscita. Nel frattempo, i medici dovranno attentamente monitorare le condizioni di nervi, muscoli, vene e arterie, e seguire scrupolosamente il quadro clinico del paziente per capire se i due arti trapianti non siano nocivi alla sua salute complessiva.

Al termine del decorso post-operatorio, inizierà il processo riabilitativo vero e proprio. Si procederà con modalità simili a quelle del trapianto di braccia. Con l’enorme differenza che le gambe devono sostenere il peso di tutto il corpo. Prima di tornare alla piena operatività, potrebbero passare mesi, addirittura anni. La giovane età del paziente, tuttavia, potrà contribuire ad accelerare la riabilitazione. Si tratta, in ogni caso, di un intervento più semplice di quello del trapianto di braccia, dato il minor numero di tendini da collegare. Tuttavia, la parte più difficile consisterà nella ricrescita dei nervi.

 

 

 

Il chirurgo dei miracoli, oltre alle operazioni suddette, riuscì, nel 2007, in un’impresa fenomenale. Riuscì, infatti, a impiantare una mano destra su un polso sinistro. Non si trattò di un errore, né di un macabro esperimento. Un uomo, che 40 prima perse la mano sinistra in un incidente, si trovò ad avere la destra paralizzata da un ictus. Dal momento che l’uomo, al di là dell’immobilità del lato destro del corpo, era in buone condizioni, il dottore tentò il tutto e per tutto.

La sostituzione avvenne nell’Hospital Virgen del Consuelo e consistette, inizialmente, nel cambiare di lato al pollice e, solamente in un secondo momento, di spostare la mano. L’operazione riuscì e l’uomo disse che era tornato in grado di usare la sua mano «ragionevolmente bene». «Il paziente – spiegò Cavadas – potrà utilizzare la propria mano ragionevolmente bene e non normalmente solo perché è da oltre quarant’anni che il paziente non usa la propria mano sinistra».

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