SINDROME RARA/ La Bella Addormentata, 17enne che cade in letargo per settimane

- La Redazione

La Bella Addormentata dei nostri giorni è una 17enne di Worthing, in Inghilterra, chiamata Louisa Ball, capace di dormire fino a 14 giorni di seguito

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Louisa Ball

Nella fiaba della Bella Addormentata, la protagonista è una principessa che si addormenta per cento anni per colpa di una strega cattiva. Il bacio di un bel principe rompe l’incantesimo, e da quel giorno i due vivranno felici e contenti.

BELLA ADDORMENTATA – La Bella Addormentata dei nostri giorni è una 17enne di Worthing, in Inghilterra, chiamata Louisa Ball. Invece della scheggia avvelenata della fiaba, la sua maledizione è iniziata due anni fa con dei sintomi simili a quelli dell’influenza. Come raccontato da Louisa Ball, intervistata da Juju Chang per la tv Abc, tutto è partito da «un brutto raffreddore, febbre … ed è stato da allora che ho incominciato a dormire». Senza mai fermarsi, anche per dieci o 14 giorni di fila. I suoi genitori sono costretti a svegliarla quando si addormenta da sola in bagno. Ma tra le particolarità della bella addormentata, c’è anche la tendenza a mangiare in modo vorace. Come racconta il padre, Rick Ball, «è capace di ingoiare un’intera confezione di biscotti, o sei pacchetti di patatine, come qualsiasi altra cosa le capiti sottomano. E’ come un criceto prima di cadere in letargo, che si rimpinza di cibo per resistere il più a lungo possibile. Tanto che devo ogni volta intervenire e dire: “Hey, basta così”». La sua madre, Lottie Ball, ha aggiunto: «Ho chiesto di vedere un dietista, perché ero preoccupata: quando Louisa entra in queste fasi perde infatti tutta la sua grazia». Il consiglio dell’esperto è stato di dare a Louisa dei frullati, che le forniscono cibo e liquidi nello stesso tempo.

COMPORTAMENTI INSPIEGABILI – Tuttavia durante i suoi lunghi periodi di sonno Louisa perde fino a quattro chili e mezzo di peso. Ma il suo comportamento in queste circostanze è ancora peggiore delle sue abitudini alimentari, perché diventa aggressivo, quasi primordiale, con molti sbalzi d’umore. «E’ orribile e spaventosa, come se mia figlia diventasse un’altra persona», sottolinea sempre Lottie Ball. Come raccontato dalla stessa Louisa, «quando mi sveglio sono sempre confusa e non so dire che giorno sia, perché non so mai per quanto tempo ho dormito. E quando me ne rendo conto, mi stupisco sempre di quanto a lungo sia rimasta addormentata». E a chi le chiede come si sente al suo risveglio, Louisa risponde: «Rinfrescata». SINDROME RARISSIMA – La 17enne inglese non è però l’unica persona con questa rara malattia, nota agli esperti come sindrome di Kleine-Levin. Si tratta di un raro disturbo del sonno, individuato per la prima volta nel 1925. Questa sindrome colpisce soprattutto persone di sesso maschile durante l’età adolescenziale ed è caratterizzata da una fame patologica abnorme e dalla tendenza alla guarigione spontanea. Le persone di sesso femminile con questa malattia, tra cui appunto Louisa Ball, sono rarissime. Chi soffre della sindrome di Kleine-Levin, nelle fasi di crisi tende a trascorrere a letto buona parte delle sue giornate. Durante la veglia, spesso le persone sono apatiche, parlano in modo incoerente o si mostrano particolarmente irrequiete.

COME SI CURA LA MALATTIA – Un’altra caratteristica di questa malattia è la caduta dei freni inibitori, con comparsa di una ipersessualità. Le fasi in cui si verificano questi episodi di forte sonnolenza e aggressività possono durare da un giorno ad alcune settimane, con un graduale ritorno alla normalità. Chi soffre di sindrome di Klein-Levin al termine dell’attacco può entrare in un breve stato di depressione o di eccitazione, uscito dalle quali non ricorda più nulla di quanto avvenuto durante la crisi. Le fasi di «letargo» in media si ripetono ogni sei mesi o un anno e, con il passare del tempo, tendono a ridursi fino a scomparire in modo spontaneo nell’arco di dieci o 12 anni. Louisa Bell per esempio da cinque mesi non cade più in questi sonni prolungati, anche se è presto per dire che sia guarita del tutto. I medici di solito cercano di controllare gli attacchi di sonno con farmaci psicostimolanti, come anfetamine, metilfenitidato o pemolina. Mentre tentano di prevenire le crisi con sali di litio grazie ai quali si ottengono dei buoni risultati.

 

(Pietro Vernizzi)

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