DEPRESSIONE DEL LUNEDI’/ E’ tutta colpa dello spirito tribale, rivela un nuovo studio

- La Redazione

Da sempre, il lunedì mattina, il ritorno al lavoro, è segnato da crisi depressive anche acute. Adesso uno psicologo inglese individua il vero motivo dietro a tali crisi…

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Immagine d'archivio

La depressione del lunedì mattina è ben nota in tutti coloro che si recano a lavorare. Ma pochi sanno che essa è dovuta a qualcosa di ancestrale che permane nel nostro animo…

Non c’è solo l’angoscia della domenica sera, quella tristezza che pervade l’animo di molti al termine del weekend all’idea che fra poche ore si ricomincerà con la solita routine del lavoro. Quella angoscia della domenica sera si prolunga quasi sempre in depressione del lunedì mattina. Non è uno scherzo, si tratta di una sindrome vera e propria, analizzata, studiata e anche curata dalla medicina ufficiale. La sindrome del lunedì mattina si manifesta in forte sonnolenza, mal di testa, incapacità a concentrarsi anche sui più piccoli impegni, malumore e irritabilità. La causa? Oltre a quella del ritorno alla routine lavorativa, scientificamente si includono anche motivazioni come il cambio improvviso di comportamenti, dalla spensieratezza del weekend alle regole lavorative, e poi l’alternanza dei bioritmi, e infine anche il complesso mentale che fa balzare al lunedì mattina improvvisamente davanti tutta la sfilza di impegni della settimana che ci aspetta. Ma se ci sembrava di sapere tutto sula sindrome del lunedì mattina, ci sbagliavamo.

Secondo un recente studio compiuto in Inghilterra, dove sembra ci sia la massima conoscenza della sindrome del lunedì mattina, le persone più colpite da tale sindrome sono quelle di età compresa fra i 45 e i 54 anni. Normalmente, dette persone si lamentano e soffrono per un totale di dodici minuti consecutivi. Il 50% della gente arriverà al lavoro in ritardo, ogni lunedì mattina. Non solo: difficilmente uno di essi rilascerà il primo sorriso della giornata prima delle ore esatte delle 11 e 16. Ma la cosa più interessante è la nuova motivazione dietro a tutto questo malessere che hanno individuato gli studiosi inglesi. Si tratterebbe di un ricordo ancestrale che alberga nel nostro animo.

Istinti tribali di un passato lontanissimo continuerebbero infatti a far sentire i loro effetti. Il weekend infatti è il periodo della socializzazione per definizione, in cui si passa la gran parte del tempo con parenti, amici. In cui cioè ci si ricollega al nostro spirito tribale. Il lunedì mattina spezza d’improvviso questa realtà. Per superare questo impatto, uno psicologo inglese, il professor Alex Gardner, ha un consiglio e un rimedio: recuperare quello spirito tribale anche sul posto di lavoro passando un po’ di tempo parlando in gruppo fra colleghi, bevendo insieme un caffè, il tutto nelle aree in comune degli uffici. Per il professor Gardner, infatti, gli uomini moderni sono essenzialmente uomini delle caverne in giacca e cravatta, niente di più e niente di meno. Una volta compiuto il nostro rituale tribale comunitario, assicura, eccoci pronti per una settimana produttivamente sfrenata.

Per Brenda Spencer, una ragazza americana di 16 anni, i lunedì erano così insopportabili che pensò bene di ovviare con una quasi strage. Il mattino del 29 gennaio 1979 infatti – un lunedì – uscì di casa imbracciando un fucile a pompa che ahimè le aveva regalato il padre per Natale e si diresse verso una vicina scuola elementare. In questo tragitto massacrò a colpi di pallettoni due persone, il preside  Burton Wragg e il custode Mike Suchar. Prese di mira anche diversi ragazzini, per fortuna ferendoli soltanto, per la precisione otto. Quando finalmente fu arrestata, alla domanda perché lo avesse fatto rispose semplicemente: “Non mi piacciono i lunedì”. L’episodio, il primo di, purtroppo, un allunga serie di casi di stragi all’interno di edifici scolastici americani, fece tanto scalpore che il futuro baronetto Bob Geldof, all’epoca cantante del gruppo irlandese Boomtown Rats, scrisse una canzone intitolata appunto I Don’t Like Mondays, che fu anche il suo unico successo in classifica di tutta la carriera. In America, i genitori di Brenda si opposero alla messa in vendita e alla trasmissione nelle radio del brano, ma senza molta fortuna. Sta di fatto che i lunedì sono davvero difficili da sopportare…

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